LO YUKCHÖ, UNA TECNICA TUTTA TIBETANA

LO YUKCHO, UNA TECNICA TUTTA TIBETANA
Il massaggio con bastoncino
Benché non menzionato nel Gyu Shi, il fondamentale testo dei "Quattro Tantra", lo Yukchö non compare in altre tradizioni mediche, ed è una tecnica specificamente tibetana, che trae le sue origini da usi antichissimi, legati anche all'ambito sciamanico.
Il nome completo di questa tecnica é Yuk pa chö tab (tib. dbyug pa bchos tab དབྱུག་པ་བཆོས་ཏབ་), normalmente abbreviato in Yukchö, in cui YUK (tib. dbyug དབྱུག) significa "bacchetta, bastoncino", e CHÖ (tib. bchos བཆོས་) significa "terapia". La forma e la pratica nascono probabilmente dall'abitudine istintiva di cercare di sciogliere, con la percussione dei pugni, la tensione e i dolori nella parte alta della schiena, un uso talmente antico che si parla di bastoncini, con la punta in pietra, che sembrano risalire addirittura al paleolitico. Si potrebbe dire che esistono due tradizioni dello Yukchö, una più medica, che nasce proprio da questo tipo di approccio sperimentale, e una più spirituale, ma le due modalità si incontrano e si fondono profondamente. I testi più importanti sul bastoncino sono stati scritti da grandi maestri spirituali e grandi praticanti, e la sua intera storia sembra sempre connessa all'elemento della visione. Drupchen Orgyen Phel (Drubtob Orgyenpa Rinchen Pal, noto anche come Orgyenpa, 1230-1309), primo grande riferimento storico di questa tradizione, esperto alchimista, soprattutto nella trasformazione dei metalli (in particolare del mercurio, come componente delle pillole preziose), fu un Mahasiddha (Yogi illuminato), un grande Yogi, allievo del II Karmapa e maestro del Terzo. Profondo studioso del Kalachakra e di altri elevati insegnamenti, ricevette in vita molte visioni, soprattutto connesse con grandi figure di Dakini, e fece esperienza anche del viaggio nelle Terre Pure di Oddiyana e Shambala, su cui compose un testo preciso e molto dettagliato. In una di queste visioni ricevette da Vajravarahi la trasmissione della pratica dei Tre Vajra (rdo rje gsum gyi bsnyen sgrub, L'ottenimento dei Tre stati di Diamante, noto anche come Orgyen Nyendrub) di cui fondò il lignaggio. Fu di nuovo una Dakini, Nyima’i Ödser, ovvero "Raggio di Sole", ad iniziarlo alla pratica dello Yukcho, conferendogli questo insegnamento attraverso una visione, ed invitandolo a trasmetterlo ai suoi discepoli, ma non indiscriminatamente. Il testo di Orgyen Phel, ovviamente, non era scritto. I Maestri erano soliti trasmettere gli insegnamenti oralmente, un'unica volta, e i discepoli erano in grado di memorizzarli; spesso l'insegnamento veniva trasmesso ad un unico discepolo - d'altro canto, il Maestro stesso doveva scegliere il discepolo giusto perché l'insegnamento fosse preservato. Anche il prodigioso maestro Ratna Lingpa (1403-1478), grandissimo Terton, che si dice abbia rivelato in una sola vita i Terma che avrebbe potuto scoprire nelle tre successive, è legato alla storia dello Yukchö.
Uno dei Terma che questo maestro rinvenne riguarda proprio un prezioso testo su Hayagriva, che conteneva un intero capitolo sull'uso del bastoncino. Da questo insegnamento Ratna Lingpa compilò "Il massaggio col bastoncino, il gioiello che esaudisce i desideri" (gSang 'due dbyug bcos yid bzhin nor bu), testo molto legato all'uso per gli Yogi e alla funzione dei Mantra, che è la prima documentazione scritta di questa tradizione. Zurkhar Nyamnyi Dorje (1439-1475), già in giovane età rivelò la sua grande connessione con la tradizione medica e spirituale: aveva solo 16 anni quando ebbe una visione di Yuthok, che gli chiedeva di effettuare alcune correzioni nel testo del Gyu Shi. Fondatore della Scuola Zur, e grande praticante dello Yuthok Nyingthig, sull'uso dello Yukchö scrisse un testo breve, semplice e di grande utilità pratica. Ottenne il Corpo di Arcobaleno alla sola età di 36 anni. Fu nel XIX secolo, dopo seicento anni, che Dyumar Tenzin Puntsok, grandissimo medico e farmacista, convinto che i tempi non fossero più propizi per la trasmissione orale, partendo dalla fonte originale di Orgyen Pal, scrisse quello che è a tutt'oggi il testo più completo ed esaustivo sullo Yukchö.
Si tratta dunque anche del testo più elaborato e complesso, poiché è una vera summa di tutta la tradizione precedente. Anche Dyumar Tenzin Puntsok è fortemente connesso con l'elemento della visione legata agli insegnamenti medici e spirituali: fin da bambino sognava frequentemente di viaggiare nella Terra Pura del Buddha della Medicina, ed era così abile nel ricordarne perfettamente tutti i dettagli, che, nel tempo, ne fece la propria meditazione e la propria pratica. Interrogato dal suo maestro su quale fosse la sua pratica abituale, il ragazzo parlò dei suoi sogni nella Terra Pura, e, invitato a trascriverli, compose, come poté verificare il suo maestro, una descrizione esattamente identica ad un antico testo tramandato. Nel suo impegno di sistemazione e rielaborazione per preservare e organizzare le conoscenze mediche, Dyumar Tenzin Puntsok, compose anche "La mala di Cristallo", un prezioso trattato di farmacologia in cui sono raccolte quasi 3000 voci di piante, minerali ed altri elementi di materia medica, e "Lo specchio di Cristallo Bianco", il miglior testo e atlante anatomico dei punti per l'applicazione di terapie come il salasso, l'agopuntura, la moxa, e altri trattamenti. Già nella prima visione ricevuta da Orgyen Phel, in cui è la stessa Nyima'i Ödser che si presenta come iniziatrice della trasmissione spirituale del lignaggio, lo Yukchö si mostra come Terma, ovvero come Tesoro e insegnamento segreto: questo non significa, come intenderemmo noi, che debba essere necessariamente "per pochi", ma che deve essere praticato con la massima padronanza, attenzione e rispetto. Inoltre, come abbiamo visto riguardo al testo di Ratna Lingpa, lo Yukchö era uno strumento spesso usato dagli Yogi che praticavano i ritiri di meditazione in grotta: uno strumento assai prezioso, perché l'umidità dei luoghi e lo sforzo di mantenere a lungo le stesse posture meditative mettono a dura prova il fisico, ma anche perché queste pratiche molto intense smuovono proprio l'energia rLung, e talvolta il bastoncino può rivelarsi molto utile.
Lo rendevano inoltre una terapia di elezione, in queste circostanze, la possibilità di usarlo come auto-trattamento, l'essenzialità dell'uso, che non richiede altre strumentazioni, e la modalità non invasiva benché pienamente efficace. La connessione spirituale è uno degli elementi che deve ricordarci la consapevolezza dell'unicità dello Yukchö.. Esistono altri tipi di strumento da massaggio a forma di bastoncino, ad esempio nella tradizione cinese, talvolta simili nella foggia ma con una modalità di utilizzo completamente diversa: si tratta non di una tecnica vera e propria, ma solo di uno strumento pratico usato come coadiuvante nel massaggio, senza una vera, specifica, base teorica. Nel nostro caso, invece, non solo vi è una dettagliata applicazione tecnica ed un preciso e accurato modus operandi, ma, benché non nominato fra le terapie esterne dei Quattro Tantra, (forse proprio in quanto Terma) le indicazioni e controindicazioni terapeutiche seguono esattamente i principi della Sowa Rigpa.
. Nel manuale di Ratnalingpa si dice che il bastoncino deve essere di rattan o di Spiraea Canescens, una rosacea a portamento arbustivo tipica delle zone Himalayane, il cui legno è ugualmente molto duttile. L'elasticità del legno è d’importanza fondamentale, perché permette di imprimere la giusta vibrazione necessaria al trattamento, ma evita di provocare danni nella percussione dei punti. Inoltre il Rattan, forte e flessibile, che svetta dritto verso il cielo, è simbolicamente connesso con il Canale Centrale e la meditazione, e ha un'energia molto positiva. Era il legno del bastone di Milarepa, che diceva che era per lui un continuo rimando alla meditazione. È anche il frustino dei Protettori rappresentati a cavallo, come Gesar, che con la sua frusta può eliminare tutti gli ostacoli. Cosi, più la bacchetta sarà sottile ed elastica, migliore sarà lo Yuk Chö che se ne potrà trarre. Ad una delle estremità della bacchetta sono applicate piccole uova di legno, generalmente scolpite in ulivo (le varianti originali potevano prevedere anche legni più specifici, come l'aquilaria, particolarmente indicata per rLung) o sacchettini rotondeggianti di erbe medicinali, variante introdotta probabilmente nell'XI o XII secolo dal medico tibetano Gyalwa Yongompa, autore del testo "Istruzioni sul massaggio con il bastoncino che ha le qualità del diamante", molto tecnico, e con approccio più specificamente medico. Con la sua naturale reazione elastica, la leggera percussione del bastoncino va a stimolare, attraverso una sottile vibrazione, i ristagni presenti nell'area permettendo di concentrarli nell’area trattata ed espellerli, esercitando un’azione riequilibrante e vitalizzante. È facile, osservando il lieve movimento ondulatorio che si verifica sui tessuti del corpo, comprendere come il trattamento abbia un esito sbloccante, stimolante, e antidolorifico, ma, lungi dall'essere puramente meccanico, l'effetto è basato su un vero principio di vibrazione e risonanza, in cui l'aspetto energetico non dovrebbe assolutamente essere considerato secondario. Può essere di particolare giovamento per tutti i problemi di sNying rLung, tensioni, insonnia, ansia, tristezza, palpitazioni, ipertensione, cefalea, ma anche per problemi agli organi di senso, come affaticamento degli occhi e acufene, insomma, per tutti quei disagi facilmente prodotti dallo stile di vita fisicamente pigro e mentalmente frenetico e logorante del nostro tempo, dai molti, evidenti, disagi dello stress a quelli di un uso prolungato del computer o del cellulare. Pur essendo generalmente risolutivo in un'unica sessione, questo strumento ottiene talvolta la sua massima efficacia con trattamenti ripetuti. Questo potrebbe averlo reso, nel tempo, una tecnica meno utilizzata di altre, perché in un paese con una geografia come quella Tibetana, in cui possono volerci giorni e giorni per raggiungere un medico, risultava più utile qualcosa che mostrasse risultati immediati anche con un solo trattamento - ma soprattutto, paradossalmente, la pratica dello Yuk Chö ha rischiato di andare perduta proprio perché era stata così segreta e protetta.
Il Dr Nida Chenagtsang ha ricevuto gli insegnamenti sullo Yuk Chö quando studiava medicina e terapie tradizionali all'Università di Lhasa, svolgendo sull'argomento una ricerca talmente valida e approfondita che il suo Maestro lo invitò a trasmettere questo insegnamento anche in Occidente, e a tutelarlo, stavolta, con una giusta e qualificata diffusione.
(Grazie al profondo e paziente lavoro del Dottor Nida Chenatsang, che preserva, con un lignaggio ininterrotto, la ricchezza di questa tradizione, oggi questa tecnica estremamente efficace e profonda che rischiava di scomparire non solo è salvaguardata e custodita, ma è disponibile per noi, qui, in occidente, da sperimentare ricevendo un benefico trattamento, o addirittura da apprendere e praticare. ) Marie Corrao

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