Anno Nuovo, questo significa letteralmente Losar (ལོ་གསར་ in Tibetano). E se è sempre la festa più attesa del Calendario Tibetano, ancora di più lo è  in questa Luna Nuova di Febbraio, sotto il primo accenno di sole di Primavera, che, proprio mentre le temperature registrano un picco in discesa, comincia a spazzar via le ombre di un inverno e di un anno che per tutti noi ha portato pesanti rivolgimenti. 
Delle molte storie sull’origine degli Animali del Ciclo dei dodici anni, la più diffusa è quella che fossero gli unici, fra gli animali, che andarono a visitare il Buddha al momento del suo Paranirvana, da lui benedetti e onorati con il dono di un anno ciascuno, a turno, che ne comprendesse ed esprimesse le caratteristiche, e portasse i suoi specifici doni a tutti coloro che in quell’anno fossero nati. E si  racconta che sarebbe arrivato per primo l’onesto e maestoso Bue, ma un Topolino, più veloce e scaltro, s’intrufolò con l’inganno, e, dopo aver approfittato della sua generosa e solida schiena per risparmiarsi la fatica del viaggio, saltò giù al momento opportuno, rubandogli il primato. 

Durante l’anno del Topo di Metallo ci siamo trovati tutti a sperimentarne alcune delle caratteristiche meno invitanti: l’individualismo, la chiusura, l’introversione, l’annoiarsi facilmente, l’irrequietezza interiore, l’insofferenza alle imposizioni – le grandi opportunità che sfuggono di mano, persino. L’ingorda furberia di alcuni, anche. Ne abbiamo vissuto il bisogno di organizzare l’esistenza, di pianificare, di garantire la propria sopravvivenza. Le reazioni accese di quando si sente ingannato o minacciato. Ma ne abbiamo potuto riconoscere anche le virtù – la capacità di adattamento e di cavarsela in situazioni estreme, la creatività, la prudenza, l’indipendenza e insieme il bisogno di riconoscere e proteggere pochi affetti sicuri. 
Se, sull’onda della cronaca, ve lo siete chiesti, no, gli anni del Topo non sono necessariamente legati a grandi epidemie. Neanche gli anni del Topo di Metallo. 

“C’era una antica Profezia di un Maestro Tibetano che aveva preannunciato che un (anno del) Topo sarebbe arrivato portando malattia. Chi conosce i topi avrà detto sì sì, tutti i topi sono malati – sapete, alcune persone lo pensano, che tutti i topi siano malati – ma nella Profezia si dice che il Topo che arriverà con la malattia cambierà il mondo.La cattiva notizia è che questo “anno del Topo malato” ha causato enormi problemi per sette miliardi di persone, per tutti, fisicamente, mentalmente, psicologicamente, tutti ne sono colpiti. Ma in maniera positiva dobbiamo pensare che siamo ancora vivi, siamo in qualche modo i sopravvissuti all’anno del Topo,e ci stiamo incamminando nell’anno del Bue, o della Mucca. Io lo chiamo l’anno degli Yak, abbiamo davvero bisogno di questi Yak per cambiare il Topo malato, adesso.”  –

dice il Dr. Nida Chenagtsang. 


Adesso, mentre la coda del Topo finisce di sfilare via, non senza darci le ultime sferzate della sua furba e insolente mordacità, cominciamo a riconoscere il primo manifestarsi dell’energia del nostro Yak. 
Sempre di natura introversa e riservata, ma calmo fino alla staticità, questo maestoso animale ha le spalle larghe: è solido, diligente, tenace fino all’ostinazione. Benché d’animo gentile, paziente, ed emotivamente ingenuo, ha un’innata fierezza, è fedele  e degno di fiducia, responsabile, non lascia niente di inconcluso o di intentato. Non incline alle frivolezze, e concreto come la Terra che lo anima, non teme le difficoltà e non molla facilmente; le sue competenze sono generalmente basate su una conoscenza puntuale e logica, ha un’enorme disciplina e spesso qualità di leader; è imparziale, e  pretende dagli altri quanto da se stesso.  
Questa monolitica solidità è anche il suo punto debole: estremamente conservatore, ostinato e tradizionalista, raramente cambia opinione, ed è difficile da persuadere se non con una logica altrettanto affilata. Se si sente incompreso e insoddisfatto, o, peggio, se gli si forza la mano spingendolo contro la sua volontà, può divenire autoritario, irascibile, egoista e distruttivo, come un proverbiale toro infuriato.
A questo proposito è bene ricordare anche che il Metallo, l’elemento che accompagna in quest’anno il nostro Yak, porta sì maggiore chiarezza, ma gli attribuisce anche una maggiore rigidità, un carattere più tagliente. Tradizionalmente si dice che gli anni Metallo sono energici e  generalmente positivi, ma spesso agitati, e senza compromessi. 
Il primo invito di questi Yak sarà dunque alla solidità, alla pazienza, a rimanere ragionevoli e concreti, a non farsi saltar la mosca al naso, a non cercare cambiamenti repentini, ma conquiste durature.  Non è l’animale delle fortune improvvise, ma della posizione e della prosperità che si riconquistano con la tenacia e il duro lavoro, con fiducia e costanza. La medicina, la biologia, il settore agrario, l’economia, la laboriosità manuale dell’artigianato, la precisione, sono tutte discipline connesse con i nostri Yak, così come il bisogno di riportare ordine, chiarezza, genuina sostanza, semplicità.

MC

BUON LOSAR A TUTTI – un regalo da Buongiorno Sowa Rigpa: Scarica il calendario –

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