Una panoramica

La medicina occidentale, così come la cultura di massa, è sempre stata affascinata dall’agopuntura. Innanzitutto perché è una tecnica che non ha equivalenti nella medicina occidentale, al contrario della coppettazione e del salasso, ad esempio. In secondo luogo, perché si basa essenzialmente su presupposti fisiologici non ancora del tutto riconosciuti, ovvero la presenza di canali sottili e dei “venti energetici” che li attraversano. A conferma di questa attenzione, basti pensare che la ricerca sull’agopuntura come cura medica è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni: sono stati condotti oltre 13.000 studi in 60 paesi riguardanti diverse aree cliniche quali il dolore, il cancro, i disturbi del sonno e dell’umore, l’ictus, e le affezioni del sistema nervoso periferico.

Nonostante le teorie speculative che considerano il corpo mummificato di Ötzi come prova che l’agopuntura potrebbe essere stata praticata in Eurasia fin dal 3.000 a.C., di sicuro le antiche scienze curative usavano materiali taglienti (pietre, metalli, corna, ecc.) per perforare il corpo a scopo medico. Pertanto, l’agopuntura è un antico trattamento medico sviluppato ed elaborato nel corso di millenni.

Quello che va considerato con attenzione è che, secondo le diverse scuole di medicina, la teoria e l’uso dell’agopuntura potrebbero essere differenti. Ad esempio, come utilizzare gli aghi e dove “bucare” contempla la conoscenza di specifici canali energetici in cui il flusso di energia è sbilanciato: attraverso l’agopuntura il terapeuta intende riequilibrare la natura, la qualità e il flusso dell’energia stessa.

In altri casi, come ad esempio nel moderno approccio del “dry needling”, l’ago viene posizionato in specifici “trigger points” al fine di ottenere l’effetto terapeutico, generalmente finalizzato al rilascio del dolore o a decontratturare il muscolo. Pertanto, i diversi sistemi includono anche una mappa anatomica dei punti specifici da trattare e le relative funzioni.

Per i motivi citati è assolutamente obbligatorio avvicinarsi all’agopuntura nell’ambito del relativo “corpus” della scienza medica di riferimento: all’interno di un sistema specifico vi è un’interazione armonica e uno sviluppo reciproco tra le basi teoriche della guarigione, del modo in cui vengono spiegati gli aspetti fisiologici, la conseguente diagnosi e i relativi trattamenti. Quando un sistema è ben compreso, allora è possibile utilizzare, in modo appropriato, i suoi “tesori” anche fondendo sistemi diversi.

Agopuntura nell’ambito di Sowa Rigpa – Introduzione

Sebbene l’agopuntura sia menzionata come la “terapia suprema”, non è presa in considerazione nel primo dei Quattro Tantra Medici, il Tantra Radice. Probabilmente, perché il Primo Tantra insiste nell’esporre i concetti base dei tre nyes pa, in modo tale che, qualunque aspetto venga analizzato, come ad esempio la diagnosi o le diverse cure, possa sempre essere collegato, in modo quasi univoco, ad un dato nyes pa. Infatti, nel quinto capitolo del Primo Tantra, che corrisponde, nello schema allegorico, al Terzo Albero della terapia, quando le terapie esterne sono esposte secondo i rispettivi umori, l’agopuntura non viene menzionata, poiché, come spiegato più avanti, può essere utilizzata per risolvere gli squilibri associati a tutti e tre i nyes pa. Un secondo motivo forse è dovuto al fatto che l’agopuntura non è una classica terapia esterna, anzi la si dovrebbe considerare una “microchirurgia”. Infatti, “terapia chirurgica” è il termine usato per tradurre thur ma nell’edizione del Tantra Finale edito dal Men Tsee Khang. Tuttavia, è importante sottolineare che il concetto di “invasività” è diverso da quello della medicina occidentale.

Effettivamente, nel capitolo 22 del Secondo Tantra, il Tantra Esplicativo, viene anche spiegato che, quando un disturbo viene pacificato o eliminato per mezzo di uno strumento esterno, allora si parla di “terapia esterna”. Proprio in questo capitolo del Tantra Esplicativo si parla dell’agopuntura, insieme ad altre forme di terapie esterne e si elencano tutti i diversi strumenti. A questo punto, va precisato che gli strumenti considerati per l’agopuntura sono lontani dall’idea moderna di “ago”.

Quest’ultimo è sottile, affilato e sterile. A quei tempi, probabilmente il paziente guariva miracolosamente solo alla vista del grosso ago che veniva utilizzato! Inoltre, poiché siamo nel campo del Tantra Esplicativo è bene ricordare alcuni concetti fondamentali.

Il Secondo Tantra spiega chiaramente che la scienza della guarigione può essere riassunta in quattro punti: l’oggetto, i mezzi, i metodi e il soggetto. I mezzi sono la dieta, lo stile di vita, la medicina e le terapie esterne, con cui si bilanciano i disturbi. Il punto critico è capire che, in quanto strumenti, il loro funzionamento dipende da come vengono utilizzati.

Lo stesso strumento può essere utile per fare una diagnosi, per confermare un sospetto diagnostico, ovviamente viene utilizzato per curare il disturbo, ma nei casi peggiori, quando è applicato male, può diventare anche la causa effettiva della malattia. Questo è il motivo per cui una pratica così importante ed efficace richiede un buon medico, formato nella scienza medica in generale e nella tecnica dell’agopuntura in particolare.

Agopuntura – La terapia suprema

Il capitolo 25 del Tantra finale afferma che l’agopuntura (thur ma) è la suprema tra le terapie esterne. Secondo l’approccio tradizionale dei Quattro Tantra, il capitolo è suddiviso in sezioni, ognuna delle quali consente allo studente di focalizzare l’attenzione sui punti principali di modo che diventi facile memorizzare gli elementi essenziali di ciascun argomento.

il Tantra Finale Tradotto in inglese da Men Tsee Khang

Nello specifico, il capitolo 25° è organizzato in 11 sezioni o paragrafi: indicazioni, Controindicazioni, strumenti, punti, classificazioni, posture, tecniche, giudizi, segni di morte, complicazioni e benefici. Come già accennato, le indicazioni per l’agopuntura sono molteplici.

L’agopuntura è efficace principalmente per vari disturbi polmonari e ginecologici, il cosiddetto “nyes pa di natura fredda”, anche se è espressamente indicato che è utile anche per il trattamento dei “tumori intrattabili di natura calda associati a Sangue e mkhris pa. È inoltre utile per l’indigestione, i problemi muscolari e articolari, e per quei disturbi cronici che altre terapie non possono curare.

Al contrario, l’agopuntura è controindicata nei bambini, negli anziani, nei disturbi di natura calda che potrebbero diffondersi, e non dovrebbe essere usata nei pazienti “disobbedienti”. In questo caso, un principio generale è legato all’intelligenza e all’abilità del medico. Infatti, è indispensabile che il medico giudichi il paziente, e decida se questo trattamento, efficace ma complesso, può essere somministrato. È possibile, ad esempio, che il soggetto soffra di tripanofobia, ossia la paura dell’ago, e quindi l’uso di questa terapia è sconsigliato.

Inoltre, la capacità di giudizio e l’intelligenza del medico sono necessarie, una volta individuato il punto “chirurgico” da trattare, per determinare le precise modalità di applicazione e la corretta postura che il paziente deve assumere. Il testo, infatti, suggerisce alcune posizioni in relazione a trattamenti specifici – come nel caso dell’agopuntura dei punti del cuore, le mani del paziente sono completamente distese ed egli è è appoggiato a un pilastro/sostegno nella parte posteriore – ma si afferma anche che “la corretta postura del corpo e i mezzi accurati di applicazione dovrebbero essere opportunamente praticati utilizzando la propria intelligenza”.

La terza sezione descrive quale strumento dovrebbe essere utilizzato in base al disturbo. Qui ci si rende conto che “thur ma” è una procedura più ampia e strutturata rispetto al moderno concetto di agopuntura. Ad esempio, lo strumento chiamato zangthur drawo drawa (uno strumento di rame con una testa simile al grano saraceno) è menzionato per curare la cataratta, mentre bubthur belgo (uno strumento cavo che ricorda la testa di una rana) e nyuk kha (come la punta di una penna) sono indicati rispettivamente per drenare il versamento pericardico e l’ascite.

(Blue Beryl Medical Thangka, Tabella 34 – Alcuni strumenti di agopuntura)

Quando si studiano i rispettivi punti target di uno specifico trattamento, in generale si parla di doppia classificazione.

Il primo, noto come “i punti del medico”, si riferisce a tutti i punti associati ad un organo o ad un particolare tipo di disturbo, e generalmente sono rappresentati sulle tavole anatomiche. Il secondo, noto come i “punti della malattia”, si riferisce al fatto che il punto da trattare di un particolare disturbo può essere localizzato in qualsiasi parte del corpo. Un classico esempio è la sede di una ferita suppurativa che deve essere drenata per mezzo di un ago. È intuitivo che la ferita possa essere ovunque, ed è la “ferita” stessa che mostra al medico il sito da trattare.

I punti di agopuntura sono generalmente conosciuti come thur gsang, ma nel testo sono indicati come thur lam: la strada o il sentiero degli aghi. Ed è obbligatorio conoscere il “percorso” per evitare di danneggiare organi interni, arterie, vene e nervi. Il capitolo 25 del Quarto Tantra afferma che, vengono considerati tre tipi di punti specifici:

  • i punti di apertura, menzionati nella sezione del Terzo Tantra che tratta di traumatologia (capitolo 85), utilizzati per drenare pus, chuser e sangue dalle lesioni del torso;
  • i punti di moxibustione, rivelati nel capitolo 21 del Tantra Finale;
  • infine, quelli specifici per l’agopuntura. Qui sono elencati 110 punti relativi a diversi organi e disturbi, comprese le 12 principali articolazioni (spalla, gomito, polso, anca, ginocchio e caviglia).
(Blue Beryl Medical Thangka, Tabella 38 – Vista anteriore (parziale) dei punti di moxibustione, salasso e agopuntura.)

Ciò che rende davvero interessante l’agopuntura tibetana è come viene classificata la terapia. Secondo Sowa Rigpa è fondamentale stabilire la natura dello squilibrio, dal momento che può essere calda o fredda. Pertanto, anche i due tipi di agopuntura sono classificati in calda e fredda. Ciascuno dei due tipi di trattamento ha tre livelli di intensità crescente. Avremo quindi tre tipi di aghi caldi e tre freddi. Poiché un ago è normalmente di metallo, di conseguenza la sua natura intrinseca è fredda, riscaldarlo o abbinarlo alla moxibustione permette al medico di modulare la sua natura, in tal modo l’agopuntura sarà la più adatta alla risoluzione del disturbo.

È importante trattare il punto e lo squilibrio secondo la sua natura per garantire un risultato ottimale. L’ago riscaldato verrà utilizzato in caso di gotta e infiammazioni muscolari, mentre l’applicazione dell’ago non riscaldato dopo la moxibustione è indicata nel trattamento di ferite in fase suppurativa, e l’ago riscaldato seguito da moxibustione è utilizzato in caso di tumori e problemi cronici. L’applicazione diretta dell’ago, cioè l’ago freddo, viene eseguita nell’ascite, l’ago non riscaldato seguito da moxibustione viene generalmente applicato alle articolazioni, mentre l’ago non riscaldato seguito da impacco freddo e/o acqua spruzzata viene utilizzato per intorpidimento e infiammazione.

Il metodo di applicazione dell’agopuntura è descritto molto bene. Il testo spiega che il medico deve prendere in esame la tecnica corretta e il corretto giudizio dei segni esterni. Diverse sono le tecniche menzionate: come inserire l’ago, la direzione di inserimento e come girare l’ago. il giudizio si riferisce alla sensazione che i diversi tessuti trasmettono quando vengono perforati e alla reazione del paziente (cioè il cambiamento delle espressioni facciali e della carnagione). Inoltre, nel paragrafo del “giudizio specifico” sono spiegati sintomi e segni specifici che si verificano quando il medico applica procedure avanzate. Ad esempio, in caso di versamento pericardico, vengono descritti accuratamente i segni di avvicinamento alla membrana pericardica. Inoltre, nel caso dell’agopuntura verso gli organi vitali e gli organi cavi, vengono descritti saggiamente quali segnali il medico deve attendersi e come procedere nei confronti di diversi tessuti come muscoli, ossa e articolazioni. Per completare il quadro, il medico viene informato sulle possibili reazioni o complicanze. In ogni caso, è anche ben addestrato su come gestirle.

Conclusioni

Il capitolo termina elencando i vari benefici di questa terapia ma, allo stesso tempo, enumerando gli undici paragrafi, vi avverte dei fallimenti o dei problemi che possono verificarsi se il medico non conosce ogni singolo paragrafo. Una volta conosciuti e maturati saldamente, i benefici del Thur Ma, la suprema tra le terapie esterne, saranno raccolti. ■

Bibliografia

  1. Ma Y, Dong M, Zhou K, et al. Publication Trends in Acupuncture Research: A 20-Year Bibliometric Analysis Based on PubMed. PLoS ONE 2016;11:e0168123. doi:10.1371/journal.pone.0168123
  2. https://en.wikipedia.org/wiki/Acupuncture
  3. Yuthok Yonten Gompo, The Subsequent Tantra. Men Tsee Khang. 2011
  4. Dr. Nida Chenagtsang, Sorig External Therapies-Turche Tibetan Acupuncture, compiled by Eric Rosembush. IATTM. 2015
  5. Dr. Nida Chenagtsang, The Tibetan Book of Health. SkyPress and Tibet House US Publications. 2017

Autore: Dr. Emilio Gallotta – Grafica – foto credit & Editing: Laura B.

Il presente articolo è stato scritto per il numero speciale sulle Terapie esterne di sowa rigpa Journal – ovviamente lo si trova pubblicato in lingua inglese

Dr. Emilio Gallotta
Medico | + posts

ll Dr. Emilio Gallotta è sia medico che fisioterapista; è un insegnante internazionale qualificato di Sowa Rigpa,  Ku Nye e delle altre TET (Terapie Esterne Tibetane).

E' stato tra i primi allievi del Dr. Nida Chenagtsang al suo arrivo in occidente,  dal quale ha ricevuto sia gli insegnamenti di Sowa Rigpa che di Yuthok Nyingthig, la pratica spirituale del lignaggio medico del Buddhismo Tibetano. Per oltre 20 anni ha praticato e diffuso tutti gli insegnamenti di Sowa Rigpa in Italia e in Europa, con particolare interesse per le terapie esterne.

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