A Spasso per l’orto Botanico con il dr. Machik

Il programma di ben 20 giorni è stato lungo e faticoso, anche se soddisfacente. E' un peccato che lo staff non abbia potuto godere delle "passeggiata all'orto botanico con il Dr. Machik, il 23 aprile, il giorno "post congresso" e pre insegnamenti del Dr. Nida che si sarebbero da li a poco tenuti nel vicino Parco di San Rossore. Ovviamente dovevamo , smontare, cambiare location, allestire e prepararci per le 50 persone circa, che sarebbero intervenute ai corsi. Quindi abbiamo affidato il tutto ad una "inviata speciale". E abbiamo sorriso all'esilarante cronaca della nostra promettente allieva, "guida ufficiale" per accompagnare il dr Machik per le vie di Pisa, alla scoperta dell'antico Giardino Botanico . Perché il nostro blog ha un sapore  informale, una comunicazione semplice e immediata, e Jenny Fontana, veste a pennello questo tipo di calda informalità, che sa di casa,  che sa di Sorig Khang.


"l'Orto botanico/l'erba del Congresso/gita all'orto botanico/al congresso si impara "

(Non sa quale titolo scegliere, a me piacciono tutti perciò li inserisco tutti ;-) 

Era la domenica del 22 aprile 2018. Il congresso a Pisa fino a quel momento sembrava non aver fatto vittime tra gli organizzatori. L'ultimo giorno era arrivato, e il programma prevedeva una visita all'orto botanico. Sorig Khang Italia non poteva perdere l'occasione di sfruttare la contemporanea presenza del Dr. MAchik e di Eric Rosenbush (ndr tra i più esperti insegnanti di medicina tibetana dell'accademia) quindi ....CARPE DIEM... lezione di erboristeria!

Non potendo accompagnare il dr. MAchik poichè tutto lo staff era impegnato letteralmente a "smontare" il congresso e effettuare i preparativi per i corsi a San Rossore, vengo investita a tradimento dalla coordinatrice come "accompagnatrice ufficiale" alla gita a spasso per l'orto botanico di Pisa con il DrMachik. Quindi armata di ombrellino rosa , mi impegno nel mio servizio di guida. 

L'orto botanico dista esattamente 300 metri dalla torre di Pisa. Esso rappresenta il primo orto botanico universitario, che risale al 1591. È grande tre ettari e ospita piante dai cinque continenti, oggigiorno contribuisce alla didattica universitaria, alla ricerca scientifica... e alla gita per i partecipanti al congresso di mtt. 
Il ritrovo risulta ovviamente sforare nei tempi: c'è chi si aggiunge, chi non si presenta, chi è agitato, chi è impaziente... Insomma tutto nel normale italian style! Il gruppo è composto da una quarantina di persone che si sposta seguendo un ombrellino rosa, come dei veri turisti camaleotizzati nella folla di persone venute da tutto il mondo per vedere la famosa torre. Il nostro gruppo era un agglomerato di lingue, culture e persone diverse accomunate dalla stessa passione: la medicina tibetana& il dr Machik.
Arrivati all'ingresso dell'orto inizia la conta. Per tre volte ci contiamo e controlliamo le presenze,  poi finalmente ci riusciamo, facciamo i ticket ed entriamo.

Parte la spietata ricerca di erbe medicinali che si possono usare nella Sowa Rigpa. Il dott. Machik non manca in professionalità nel mangiare foglie, raccogliere pezzi di pianta, strappare pezzi di vegetale per vederne il nettare e capirne le proprietà, il tutto ovviamente di nascosto dal giardiniere del posto. Aloe, cardo mariano, bardana, carciofo, artemisia, piante aromatiche, le specie sono tante anche se poche si possono trovare/confrontare con quelle  inserite nella materia medica della sowa rigpa. La traduttrice è ovviamente Drukmo, che spiega in inglese ciò che Machik dice in tibetano.

La giornata è interessante e abbiamo anche del tempo libero per visitare il canneto con le bellissime canne di bambù, alcune piante secolari e tutta la sezione delle piante aromatiche. Il ritrovo è a mezzogiorno nella serra dei magnifici cactus! Saluti, ringraziamenti, foto di gruppo, baci e abbracci.

È l'ultimo giorno e come ogni ultimo giorno c'è la partenza, ognuno torna alla propria casa e alla propria vita. Ci si abbraccia perché i legami che si creano in queste esperienze ci restano addosso, vorresti che tutti fossero più vicini, più' raggiungibili, ma sai che non può essere così e allora  ti godi gli ultimi istanti di sorrisi, e  di saluti. In uno schioccare di dita il gruppo si è diviso e l'unico pensiero che hai è: " devo cercare tizio su Facebook.... gli chiedo l'amicizia. Come si scrive il suo nome? Con la "v" o con la "f"? Aspetta forse è amica di tizia, la cerco nelle sue amicizie. Però non so scrivere nemmeno il nome di tizia!". Tutto sfuma, finisce ma sei felice.  
Non si può non sottolineare i legami, le conoscenze e gli affetti che Sorig Khang  e la medicina tibetana riescono a creare. In un momento storico in cui fidarsi dello "straniero" è difficile, sono orgogliosa di far parte di quella fetta di mondo che crede nel buono e nelle azioni fatte col cuore, quella fetta di mondo che rispetta e ringrazia la natura e il prossimo ogni giorno, quella fetta di persone che cura la sofferenza, il corpo e la mente, quella fetta chiamata Sorig Khang Family.

Jenny  Fontana