La Balneoterapia Medicinale Tibetana

Il 28 novembre 2018, in occasione della 13a sessione del Comitato intergovernativo dell’UNESCO a Port Louis, Mauritius, è stata annunciata la decisione di iscrivere la terapia esterna denominata Balenoterapia Medicinale – Lum della Sowa Rigpa, Medicina Tradizionale Tibetana & Himalayana, nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Di seguito l’articolo della Dr. Maria Locsei – da Sorig Journal un articolo completo e dettagliato di come si svolge la terapia del bagno medicinale in tibet nelle cliniche di Sowa Rigpa.

In Tibet il bagno medicinale (Tib. Lums) è comunemente usato nella vita di tutti i giorni allo scopo di preservare la salute, ringiovanire, e prevenire le malattie. Allo stesso tempo è anche una forma di terapia per trattare una vasta gamma di disturbi minori come le irritazioni della pelle, i dolori articolari, fino alle patologie più gravi.

In linea generale ci sono due tipi principali di bagni medicinali: la balneoterapia nelle sorgenti di acque minerali naturali e la balneoterapia con le erbe. Si ritiene che la balneoterapia in Tibet sia nata con la scoperta dei benefici terapeutici ottenuti bagnandosi nelle sorgenti naturali di acque minerali e termali.

Più tardi è stato accertato che potevano replicare gli stessi effetti usando dei composti d’erbe. La formula di erbe più conosciuta è chiamata ‘I Cinque Nettari’ Dul Tsi (nettare) Nga (cinque) Lum (acqua)

Le Sorgenti minerali naturali

Il Tibet grazie alla sua variegata geografia e all’abbondanza di minerali, è molto ricco di sorgenti naturali termali. Nei Quattro Tantra della Medicina Tradizionale Tibetana sono descritti cinque tipi principali di acque curative, suddivise in base al contenuto dei minerali predominanti e alle condizioni che possono curare. Le sorgenti minerali più comuni contengono percentuali variabili di sostanze come calcite, zolfo, minerale di pece, carbone, glauberite e allume.

Nella regione sud occidentale del Yadong in Tibet, c’è un luogo chiamato le ‘Dodici Magiche Sorgenti’, una sorgente naturale e calda di guarigione, composta da dodici sorgenti interconnesse, ognuna con una specifica funzione terapeutica, una per esempio per curare le malattie della pelle, un’altra per curare i problemi artritici e così via. Secondo la leggenda, ogni sorgente calda nasce nella pure terra sacra nascosta da Guru Padmasambhava in un’epoca precedente e le sorgenti sono protette da dodici Dakini (divinità femminili). Le ‘Dodici Magiche Sorgenti’ hanno fama di essere in grado di guarire oltre un centinaio di malattie.

Sapevate che…


Nella Medicina Tibetana le aree con acque termali sono considerate essere particolarmente indicate per i ritiri spirituali e la meditazione. In questi luoghi sono presenti tutti e cinque gli elementi: terra, fuoco, acqua e spazi aperti dove il vento è in gradi di muoversi senza ostacoli. Hanno un effetto purificante energizzante e curativo


Tutti i tipi di sorgenti termali producono degli effetti generali come schiarire e idratare la pelle, rilassare muscoli e tendini, lubrificare e liberare le articolazioni, diminuire gonfiori, eliminare il pus, espellere l’umidità e favorire la minzione; effetti più specifici dipenderanno dalla qualità intrinseca delle acque.

Al fine di ottimizzare i benefici dei bagni medicinali, si dovrebbero prendere in considerazione le proprietà terapeutiche della sorgente naturale, la composizione minerale dell’acqua, la sua temperatura, la sua posizione e la geomanzia. Quando si cerca di curare la malattia, è importante prendere in considerazione la condizione dell’individuo, la natura della malattia, e quindi quale tipo di sorgente avrà il migliore effetto curativo. Una serie di fattori sono importanti, come la costituzione individuale, la stagione, e anche quegli elementi che scatenano e perpetuano la malattia.

Balneoterapia con le Erbe

Come alternativa al bagno nelle sorgenti minerali naturali, la medicina tibetana ha sviluppato una sofisticata scienza balneoterapica a base di erbe. I Quattro Tantra (Tib. Rgyud bzhi), il testo classico di Medicina Tradizionale Tibetana, contengono un capitolo nel Tantra Finale intitolato ‘Cinque metodi fondamentali di Balneoterapia’ che documenta con grande accuratezza i diversi tipi di bagni medicinali e le loro indicazioni terapeutiche.

Gyu shi i quattro tantra della medicina tantra finale
Tantra Finale – capitolo sulla balneoterapia

La preparazione d’erbe più conosciuta e usata per i bagni medicinali si chiama I Cinque Nettari (Tib bdud rtsi Inga).

gyu shi  - tantra finale
Testo tratto dal Tantra Finale – Gyu Shi

La formula dei Cinque Nettari è preparata come un decotto in cui immergere la persona. In passato sono state utilizzate molte combinazioni di erbe complesse, a volte contenenti fino a 100- 150 ingredienti diversi. Tuttavia, nell’uso moderno, i Cinque Nettari costituiscono la formula base per la maggior parte della balneoterapia medicinale, alla quale possono essere aggiunte altre 50-70 erbe per specifiche indicazioni terapeutiche.

ginepro - componente dei 5 nettari
Ginepro

La formula classica dei Cinque Nettari è composta da: rododendro, tamarisco, efedra, artemisia bianca, e ginepro. Il rododendro è indicato per malattie della pelle e per i disturbi della flemma, il tamarisco per la pulizia interna dalle tossine, l’efedra per migliorare la circolazione e diminuire il calore nel fegato, l’artemisia bianca per ridurre il gonfiore e riequilibrare i cinque elementi, il ginepro per il ringiovanimento e il riequilibrio energetico degli organi interni. L’effetto combinato è quello di ringiovanire il corpo fisico, stimolare la circolazione, eliminare la stasi, espellere l’umidità, il calore e il catarro, eliminare le tossine, beneficiare gli organi interni, rafforzare la zona lombare e migliorare la flessibilità.

Ci sono tre tipi di terapia Lum

  • Acqua (Tib chu lum) – Bagni in acque termali minerali naturali o in acque medicate con erbe. La più famosa balneoterapia con le erbe è il composto conosciuto come I Cinque Nettari.
  • Vaporizzazioni (Tib lhang lums)
  • Applicazione di compresse (Tib jang lums)

Bagno di una parte specifica del corpo

Per problemi localizzati come una lesione, il trattamento più efficace è di immergere la parte affetta nel decotto con I Cinque Nettari per almeno 30 minuti due volte al giorno. L’intero corso del trattamento è di 7-10 gg.

Bagno di tutto il corpo

Il bagno di tutto il corpo è raccomandato per il benessere generale, il ringiovanimento e la prevenzione delle malattie, così come per il trattamento di malattie interne o sistemiche.

Prima della completa immersione nelle sorgenti di acque minerali termali, è tradizione recitare il mantra di Yuthok, il Padre della Medicina Tibetana, o il mantra del Buddha della Medicina, mentre si visualizza l’acqua come un nettare purificante.

Dopo questo il paziente dovrebbe prendere una piccola quantità d’acqua nelle mani e strofinarla sul petto al fine di preparare il cuore al cambiamento della temperatura.Successivamente Strofinare l’acqua anche sulle articolazioni dei gomiti e delle ginocchia e solo a questo punto si entra in acqua con i piedi e le caviglie. Questo permette al calore di salire attraverso le piante dei piedi fino alla testa e all’organismo di abituarsi alla temperatura. C’é un canale legato all’umore Bile che parte dalla pianta dei piedi e va prima al cuore e poi alla testa, e trasmette sia il calore che l’effetto terapeutico della balneazione.

la balneoterapia medicinale LUM

Immergere progressivamente il corpo nell’acqua fino alle ginocchia, quindi attendere che il corpo si adatti, e proseguire poi fino all’ombelico. Le persone che soffrono di ipertensione o di patologie cardiache dovrebbero immergersi solo fino a livello dello stomaco e non dovrebbero immergere il petto e il cuore nell’acqua calda, perché potrebbero verificarsi disagi come mancanza del respiro o avere altri disturbi.

In assenza di queste patologie è possibile immergersi fino al collo, lasciando solo la testa fuori dall’acqua.

Esistono diversi tipi di regimi terapeutici, l’essenza è l’immersione in acqua medicinale con una durata progressiva, a temperature che aumentano e diminuiscono gradualmente, in modo tale che il trattamento inizia delicatamente, poi aumenta e nuovamente diminuisce di intensità.

Nella tradizione tibetana, appena uscito dall’immersione nell’acqua, il paziente dovrebbe avvolgersi dentro un accappatoio o in un asciugamano pesante, al fine di indurre la sudorazione. Questo processo di sudorazione  dopo la balneoterapia è molto importante, è un segno dell’avvenuta stimolazione del calore metabolico, e serve ad eliminare le tossine dal corpo.

Durante questo periodo di sudorazione, è importante per mantenere il corpo caldo ed evitare il freddo correnti d’aria o umido.

Se si fa il bagno in una sorgente termale dove l’acqua è pulita e potabile è possibile berne una piccola quantità per eliminare le tossine e ottimizzare il processo di purificazione. In alternativa una tisana calda alle erbe produrrà il medesimo effetto.

E’ molto importante non bere acqua fredda dal momento che il calore dalla sorgente termale o della balneoterapia stimola l’apertura di tutti i pori e dei canali energetici e bere l’acqua fredda interromperebbe questo processo. Se aggiungiamo acqua fredda all’acqua bollente, l’ebollizione si ferma automaticamente, in modo analogo, il calore aumenta la nostra energia metabolica e crea del movimento nel tentativo di rimuovere blocchi fisici ed energetici e bere acqua fredda blocca questo processo.

Il ciclo della balneoterapia medicinale dovrebbe durare un ciclo di sette giorni di seguito. Il periodo di immersione così come latemperatura devono essere graduate, è molto importante dare al corpo il giusto tempo di abituarsi all’acqua:


1° giorno           30 minuti               38   °C

2° giorno           40 minuti               38.5°C

3° giorno           50 minuti               39   °C

4° giorno           60 minuti               40   °C

5° giorno           50 minuti               40   °C

6° giorno           40 minuti               39   °C

7° giorno           30 minuti               38   °C


Il bagno dovrebbe essere fatto una o (preferibilmente) due volte al giorno. Idealmente ogni immersione dovrebbe essere seguita da una sessione di massaggio Ku Nye e rLung dugs (inalazione terapeutica d’incenso medicinale) per bilanciare e pacificare il rLung.

La terapia può essere estesa fino a un massimo di tre settimane per gli individui sani che desiderano intraprendere un ciclo di terapia di ringiovanimento, o per chiunque necessita il trattamento per una condizione cronica. Per una persona molto debole, debilitata o con seri problemi di rLung, la durata di immersione può essere ridotta, e la balneoterapia dovrebbe essere fatta solo ogni due giorni.

vasca - per la balneoterapia medicinale LUM

La dieta è molto importante durante la balneoterapia: il paziente non deve né mangiare troppo, né troppo poco. I brodi di carne, zuppe, cibi cotti e altri alimenti facilmente digeribili, sono quelli raccomandati.

Nei rari casi in cui un paziente manifestasse effetti collaterali come mal di testa, nausea, vomito, difficoltà respiratorie o vertigini, è consigliabile l’interruzione della balneoterapia e chiedere al paziente di uscire dall’acqua e praticargli le inalazioni rLung dugs, seguite dal Ku Nye sui punti per pacificare il rLung.

Il paziente deve essere incoraggiato a rilassarsi e a mangiare piccoli pasti frequenti a base di riso e verdure cotte.

Bagni di vapori medicinali

Per questo trattamento, si prepara tradizionalmente l’acqua con le erbe dei Cinque Nettari in un calderone di grandi dimensioni o in una vasca con una tavola di legno forata posta sulla parte superiore.

Il vapore sale attraverso i fori della tavola, sulla quale il paziente siede o giace sotto una coperta, beneficiando così del vapore acqueo con le erbe infuse.

Anche in questo caso, la sudorazione è una parte importante della terapia ed è anche fondamentale  mantenere il paziente al caldo durante e dopo il trattamento.

Compresse d’Erbe

Le compresse più semplici possono essere preparate riscaldando una pezza di cotone, o di feltro, direttamente sui vapori di un decotto contenente i Cinque Nettari da appoggiare sulle parti del corpo interessate.

LUM

In alternativa è possibile riscaldare sul vapore un sacchetto di tela contenente una o più erbe che compongono i Cinque Nettari, da applicare direttamente sul corpo. Si consiglia di preparare due compresse alla volta, in modo che possano essere alternate durante il trattamento. Dovrebbero essere applicate per dieci volte, preferibilmente dopo un bagno o un trattamento con il vapore. Questo trattamento è eccellente per la rimozione di qualsiasi tipo di tensione o di blocco energetico.

E’ anche possibile preparare un unguento, macinando le erbe e amalgamandole con olio di sesamo, da applicare direttamente sulla pelle o sulle parti del corpo da trattare.

Indicazioni dei bagni medicinali

In generale, la terapia Lum è usata per problemi di Flemma (Tib Badkan), di Vento (Tib rLung) e per i disturbi neurologici. La Flemma è composta dagli elementi Acqua e Terra, che hanno una natura fredda e pesante, che di conseguenza può essere riequilibrata con il calore. Il Vento ha una natura fresca e secca, che può essere mitigata dal calore e dall’umidità. Inoltre l’acqua calda lenisce i ‘canali bianchi’: muscoli, tendini e legamenti, quando sono induriti, tesi e rigidi.

Secondo la Medicina Tradizionale Tibetana, la lista delle indicazioni per la Terapia Lum è molto varia e include:

  • Rigidità, spasmi in generale o rigidità degli arti
  • Contrattura o lesioni ai tendini in seguito a trauma
  • Muscoli infiammati, gonfi o tesi, spasmi muscolari
  • Gonfiore o versamenti articolari, artrite, artrite reumatoide
  • Dolori alle ossa
  • Zoppia, deambulazione difficile
  • Sciatica, spasticità, paralisi
  • Deformità spinale, disordini della colonna vertebrale, incluse ernia del disco e discopatie
  • Ulcere della pelle e piaghe, ferite fresche e croniche, ascessi
  • Escrescenze, noduli o tumori
  • Disturbi mestruali, disturbi genitali

Le Controindicazioni includono:

  • Malattie infettive
  • Febbre contagiosa
  • Febbre in seguito a shock
  • Febbre alta causata da un eccesso di bile
  • Estrema debolezza o debilitazione
  • Inappetenza
  • Particolare attenzione è richiesta in presenza di ferite aperte e in pazienti affetti da ipertensione o da colesterolo alto.

La Sowa Rigpa o Medicina Tibetana conosce da molti secoli i benefici terapeutici dei bagni medicinali e le moderne ricerche scientifiche sono ora in grado di confermarli. Tra i molti benefici, la balneoterapia medicinale incrementa la circolazione sanguigna e l’ossigenazione cellulare.

L’aumento del flusso del sangue ricco di ossigeno, apporta al corpo nutrimento agli organi vitali, eliminando le tossine. Questo a sua volta ha ampi , che influisconosulle funzioni di regolazione del copro fisico – come il sistema nervoso, il sistema ormonale, il sistema immunitario, il sistema digestivo e il metabolismo – portando ad un aumento generale della salute e del benessere. Ancora una volta, la scienza moderna e la pratica medica riscoprono la saggezza tradizionale.

Il tantra finale dei Gyu shi . capitolo LUM la balneo terapia
Note dell’autore:

Dal Capitolo 1, Tantra Radice, dalle Istruzioni Segrete Quintessenziali degli Otto Rami del Tantra dell’Essenza dell’Ambrosia. Men-Tse-Khang, Dharamsala 2008.

“A ovest della città (La Città del Buddha della Medicina chiamata lta na sdug ‘Meravigliosa da contemplare’) si trova una montagna chiamata Malaya dove crescono sei medicine superlative. Questa montagna è dotata di sei tipi di calcite (cong zhi), di cinque tipi di acque medicinali e dicinque tipi di sorgenti calde, che pacificano tutti i disordini”.

I cinque tipi di acque medicinali sono quelle che curano:

Disordini di Flemma

Disordini di Bile

Disordini di Vento

Disordini di due umori combinati

Disordini di tutti e tre gli Umori

I cinque tipi di sorgenti calde sono quelle contenenti:

Pietre vulcaniche e calcite

Pietre vulcaniche, calcite e zolfo

Pietre vulcaniche e zolfo

Pietre vulcaniche e minerale di pece

Pietre vulcaniche, minerale di pece e realgar

Bibliografia:

  • Chenagtsang N. Ku Nye – Traditional Tibetan Massage. Testo di secondo livello, Shang Shung Institute 2003
  • Dhonden Y. Il Tantra del Cuore dell’Ambrosia. Libreria di lavori e archivi Tibetani, Dharamsala 1977
  • Drungtso T. Medicina Tibetana – La scienza di guarigione del Tibet – Drungtso Publications, Dharamsala 2004
  • Huang FK Guida illustrata per la coltivazione della salute nella Medicina Tibetana, People’s Medical Publishing House, Pechino 2008
  • Yuthok Yonten Gonpo, Tantra Basico e Tantra Esplicativo dalle Istruzioni Segrete Quintessenziali degli Otto Rami del Tantra dell’Essenza dell’Ambrosia. Men Tse Khang Dharamsala 2008
Fonti:

Sowa Rigpa Journal – editoriale specializzato della Sorig Khang International – nr 4 2001/2012 articolo a cura della Dr.ssa Maria Locsei – Dott.ssa Maria Locsei, MBBS è un medico medico medico medico che vive e lavora in Australia che ha studiato medicina tibetana e ora integra la medicina tibetana – e il suo approccio olistico – con la medicina occidentale. Si è laureata presso l’Università del Queensland Medical School e ha anche conseguito una laurea in pedagogia presso l’Università dell’Australia occidentale. Particolari aree di interesse sono la medicina nutrizionale, la medicina delle dipendenze e l’uso di terapie esterne tibetane nel trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici.

Traduzione a cura di Daniela Crucitti – Revisione del testo a cura di Laura Bellandi – E’ vietata al riproduzione anche parziale dell’articolo senza l’autorizzazione da parte degli editori.

La Diagnosi in Medicina Tibetana Veterinaria

Dr.ssa Alice Regina Leorin

Dopo lo studio della medicina veterinaria e dell’agopuntura veterinaria, la scoperta e l’approfondimento della medicina Tibetana, ha arricchito il mio approccio terapeutico e semplificato il modo di effettuare la diagnosi.
La diagnosi in Medicina Tibetana, གསོ་བ་རིག་པ (tib. Sowa Rigpa) si avvale di tre approcci:
Osservazione
Palpazione
Anamnesi

Quando si affronta la diagnosi su di un paziente animale, è necessario dotarsi di una grande empatia, di tempismo, e di spirito di osservazione. Tutto ciò per non perdere delle informazioni importanti durante la visita, ma soprattutto, per non spaventare l’animale, visto che è più semplice visitarlo, se si fida, e ci sta vicino liberamente. Un approccio di sicuro migliore, rispetto all’adozione di metodi coercitivi.

Osservazione
La diagnosi spesso si raggiunge grazie all’intervista, come primo passaggio e poi successivanente a osservazione e palpazione.
Questo accade perché il proprietario, ha l’esigenza di parlare del motivo per cui ha chiamato il veterinario, e in questo tempo dedicato all’ascolto del proprietario e all’identificazione di cause, sintomi e reazioni, il paziente-animale ha il tempo di rilassarsi. In questo frangente è più facile per il veterinario osservare ľanimale nel suo habitat, decifrarne la tipologia grazie al suo comportamento oltre che per l’aspetto e la sua stessa morfologia.
Con l’esperienza, l’ossevazione dell’animale avviene contemporaneamente all’anamnesi con il proprietario.
Si conduce un osservazione mirata della lingua, poi dei polpastrelli, per quanto riguarda i cani e i gatti, degli zoccoli, per il cavallo e gli ungulati in genere (sedi importanti di manifestazione di squilibrio). Si conduce infine un ispezione delle orecchie, nello specifico dei loro capillari in evidenza, e verificando la presenza di macchie alopeciche o fungine al loro interno.
La presenza in eccesso di alcune, o di tutte le caratteristiche dei tre umori, ཉེས་པ (tib. Nyepa Wyl. nyes pa) associabile a una situazione di squilibrio che può essere sintomatologica o patologica.
La presenza contemporanea dei caratteri distintivi dei tre umori é sentore di disordine energetico.
Attraverso ľosservazione della lingua (e quindi di colore, patina, intersezioni, tagli, solco centrale, tremori) si rileva lo stato degli organi pieni e dei tre nyepa prevalentemente a livello tipologico.

Palpazione
L’esame del polso è la parte più importante della visita.
Nei cavalli si rileva dalla vena giugulare destra o sinistra, o dalla vena mandibolare destra e sinistra.
Nei cani si rileva da quella femorale.
Dopo un periodo di allenamento (dipendente sia dalla sensibilità che dalla dedizione del medico) è possibile sentire il polso del paziente attraverso il proprio polso, sia destro che sinistro, e questo accade in pochi secondi, avvicinandosi e toccando l’animale.
Serve concentrazione, intenzione e pratica, perché è necessario conoscere molto bene il proprio polso, per sentire quando cambia nel momento in cui si sincronizza con quello del paziente. Una volta appreso il proprio, in pochi istanti si rileva il polso del paziente. Questo metodo viene chiamato “polso riferito”.


Il parametro del polso è importante, perché si avverte lo scorrere del Vento omnipervasivo ཁྱབ་བྱེད་རླུང ( tib. whyle khyab byed rlung), connesso con la situazione energetica degli organi pieni vitali (cuore, polmoni, fegato, milza, reni) e cavi(intestino tenue, colon, vescica biliari, stomaco, vescica urinaria/genitali) e ne attesta lo stato di attività anche in rapporto alla stagione in cui viene rilevato..
L’ ispezione del corpo (palpazione) rileverà la presenza o meno di cicatrici, edemi, stato e temperatura della pelle, presenza di zone turgide, capillari nelle orecchie, stato degli zoccoli nei cavalli o dei polpastrelli nei cani e gatti.

Osservazione dell’urina
L’urinoscopia per gli animali purtroppo è la più difficile. Spesso succede che dopo il trattamento, i cavalli urinino. In quel caso faccio raccogliere l’urina dopo la visita, che utilizzo come resoconto finale.
È difficile invece la raccolta, per quanto riguarda i cani, e i gatti. Nei casi gravi, si può fare con il catetere o con tanta pazienza del proprietario, che deve insegnare all’animale a non bloccarsi mentre urina, quando lui li si avvicina per raccoglierla.


Anamnesi
Per quanto riguarda ľanamnesi con gli animali, come dicevo in precedenza, è difficile che si svolga quale terza parte della visita, ma avviene in contemporanea all’osservazione. Quindi durante la spiegazione da parte del proprietario, ne approfitto per osservare l’animale all’interno del suo ambiente.
Il colloquio col proprietario, può portar ad ottenere informazioni essenziali sul regime alimentare sullo stile di vita, seguito dal paziente, la storia pregressa, la sua attività atletica, e lo stato emotivo.

CASISTICA

Dopo diverse esperienze sul campo, ho constatato spesso nei cavalli atleti, uno squilibrio dell’umore vento རླུང (tib. Lung), visto che conducono una vita stressante tra viaggi, allenamenti e gare. Inoltre la dieta di un cavallo atleta, è molto energetica e poco oleosa སྣུམ (tib.num).
In questi animali, la lingua si presenta appunto rossastra, asciutta e ruvida རྩུབ ( tib. tsub); il cavallo sbadiglia spesso, presenta dolori articolari, zoccoli duri e secchi, mentre il polso risulta gonfio e vuoto alla pressione.
Nei cani invece, ho spesso riscontrato sovrappeso, dovuto a una dieta sregolata e a scarsa attività fisica, rilevando quindi, una lingua pallida, morbida e umida. Il polso in questo caso si mostra profondo, debole e morbido, con un battito lento, e i polpastrelli alla palpazione, sono morbidi e lisci འཇམ (tib jam ) caratteristica di Flemma བད་ཀན ( tib. Beken) . In altri casi ho trovato i polpastrelli come il pelo, untuosi, dovuto in quel caso, alla presenza di un eccesso dell’umore Bile མཁྲིས་པ, (tib. Tripa Wyl. mkhris pa), provocato da dieta calda ཚ ( tib. tsa), grassa/oleosa e pesante ལྕི (tib. lci).

A fronte della riconosciuta tipologia energetica del paziente, della diagnosi e del triage d’intervento, decido la terapia opportuna, scegliendo tra un ampio spettro di terapie esterne, e di rimedi. Detto questo, non si prescinde mai dalla dieta e dallo stile di vita, che saranno corretti in funzione della diagnosi.
In generale i pazienti animali hanno dimostrato un’ottima risposta, soprattutto alla terapia esterna del HOR ME, la Moxa Mongola ཧོར་གྱི་མེ་བཙའ (tib. Whyl. hor gyi me btsa’ ), della MOXA, la moxibustione མེ་བཙའ་ ( tib me tsa – Whyl. me btsa’ ), come del TAR KA, il salasso གཏར་ག (tib. Whyl. gtar ga ) e del THUR CE, ľagopuntura tibetana ཐུར་དཔྱད། (tib. Whyl. Thur dpyad )

ALICE REGINA LEROIN

Quale docente all’università di veterinaria di Padova sarebbe importante, poter integrare la medicina Tibetana negli studi odierni presentati dalla facoltà, e poter svolgere anche qualche pubblicazione specifica in merito.
Nel frattempo spero di poter continuare la divulgazione di Sorig Animals ( sorig Animali) grazie anche al nuovo luogo dove mi sono trasferita, che ha la capacità di ospitare tanti animali e persone. Ringrazio questo lavoro appassionante e la Sowa Rigpa che mi permette di aiutare molte persone.

MEDICO VETERINARIO ,e agopuntore Equino, Alice regina Leroin è un veterinario freelance, un docente per attività pratiche presso l’Università Veterinaria di Padova, e un istruttore di cavalli presso la Federazione Italiana di Equitazione (FISE). Combina abilmente la conoscenza di Sowa Rigpa con la sua esperienza nel campo della fisioterapia terapia, massaggio, e crioterapia in medicina sportiva equina.