LAMA DI LUCE: annientare ľoscurità della mente

Una delle più importanti domande che possiamo porre a noi stessi è: "Chi sono lo?" In Tibet, al Buddhismo si fa spesso riferimento come ngandon rigpa, ossia "Scienza Interna", in quanto consideriamo gli insegnamenti del Buddha come una serie di precisi metodi per indagare il mondo interiore dell'umana potenzialità. Volgersi interiormente per analizzare la propria coscienza e per scoprire la basilare natura della propria mente è il filo conduttore, il leitmotiv, che accomuna tutte le pratiche buddhiste. In quella che la più antica scuola di Buddhismo Tibetano, I'Ati Yoga è l'appellativo del supremo insegnamento per rivelare chi noi siamo. E il metodo più diretto per realizzare la nostra natura ultima.
Quindi, cosa significa, esattamente, Ati Yoga? La traduzione tibetana per la parola sanscrita "Yoga" è naljor (rag mal'byor).

Nal (abbreviazione di nalma) significa il puro, originale o primordiale stato, ovvero la più basilare o autentica condizione dell'essere, e jor significa ricevere, ottenere, giungere a, oppure connettersi o unirsi. ll termine tibetano quindi, ci mostra chiaramente cose sia lo yoga.
Diventare un praticante di yoga, uno yogi (maschio) o una yogini (femmina), significa essere qualcuno che effettua pratiche speciali per riottenere il suo stato puro. Significa essere qualcuno che ritorna da una condizione contaminata allo stato originale o autentico.


Noi possiamo pensare a questo concetto nei termini dei fenomeni materiali esterni come i cinque elementi della tradizionale filosofia indiana, tibetana e greca.

Quale stato originale di questi elementi? Cosa sono gli "originali" spazio, aria, fuoco, acqua, terra? Oggigiorno, nel XXI secolo, con tutta la rivoluzione che caratterizza il nostro mondo potrebbe essere difficile immaginare cosa sia l'aria pura o l'ossigeno originale. La stessa cosa avviene con l'acqua: originariamente l'acqua sul nostro pianeta era un elemento puro ma oggi a causa dell'attività dell'essere umano, l'acqua si è inquinata ed è diventata stagnante. Un tempo il nostro pianeta era perfetto ma a causa della nostra ignoranza e bramosia abbiamo fatto un disastro inquinando e rovinando la nostra stessa aria,e contaminato la nostra terra, la nostra acqua.
La migliore soluzione per questo problema potrebbe essere trovare un modo per filtrare o purificare questi elementi e ricondurli al loro puro stato originario.

Pensaci un attimo: riesci ad immaginare il nostro pianeta come sarebbe stato senza gli esseri umani, come era circa 200.000 anni fa prima dell'influenza della contaminazione umana?
Nella tradizione yoga si parla in merito alla mente nello stesso modo in cui abbiamo commentato riguardo all'aria e all'acqua.

Attualmente questa nostra mente umana è contaminata dagli aspetti nocivi della politica, e dalle visioni e indottrinamenti culturali e religiosi. Abbiamo subito un lavaggio del cervello da parte dei media, così come un bombardamento di informazioni.

Quindi, la nostra mente è di fatto inquinata proprio come lo sono l'acqua e la terra. Nei testi buddhisti tradizionali, questa contaminazione della mente umana prende il nome di afflizioni mentali o veleni. Tuttavia, considerando l'uso e l'abuso smodato di medicine, ritengo che il termine "contaminazione",o "contaminazione della mente umana", sia più appropriato di afflizioni.
La nostra mente è contaminata da emozioni e sentimenti, è piena di preoccupazioni, dispiaceri, depressione, tristezza e paura. La nostra mente è piena di traumi e drammi, e di ogni sorta di energia oscura, e questo nostro pensiero intossicato fluisce costantemente come onde buie e torbide. Ma cosa è una mente incontaminata, non inquinata? In accordo all'Ati Yoga la mente incontaminata è una mente di luce, di saggezza primordiale, beatitudine e gioia.

La nostra mente è naturalmente piena di luce, radiante come il sole.

Questa luminosa mente incontaminata è chiamata la mente di Buddha ed è lo stato originale della mente che precede la contaminazione delle ordinarie elucubrazioni concettuali dell'essere umano.
Quando parliamo a proposito della mente, tuttavia, questa analogia con gli elementi esterni dell'ambiente che ci circondano non è esattamente calzante. Ati Yoga è un termine sanscrito, il nome tibetano per questo approccio è Dzogchen (rdzogs chen). Ciò nonostante, preferisco usare il termine sanscrito perché molto più semplice da pronunciare per i non tibetani. Ati Yoga concerne tutto ciò che è facile e semplice, pertanto io credo che sia giusto
che anche il nome debba essere semplice da pronunciare.

Al tempo stesso, anche il significato del termine tibetano Dzogchen è rivelatorio. Dzogchen significa la"Grande Perfezione "o" Grande Completamento". Questo viene spiegato chiarendo che il basilare o originale stato della nostra mente è assolutamente completo: non vi è nulla che possa essere aggiunto né sottratto. La nostra mente di Buddha è già perfetta cosi com'e. Invece, con l'aria o con l'acqua la cosa è un pochino differente: dobbiamo, infatti, filtrarle, cambiarle, mentre nell'approccio dell'Ati Yogo, per quanto riguarda la mente, noi non dobbiamo cercare di aggiustare o modificare nulla.
Un modo per comprendere questo è possibile grazie alla analogia del dormire e dello svegliarsi. Nal, lo stato primordialmente puro della mente, è la mente di Buddha.
La parola Buddha significa "risvegliarsi" Noi abbiamo la mente del Buddha, l'abbiamo sempre avuta ed è stata sempre completamente perfetta e completamente pura, tuttavia, questa mente di Buddha è assopita, mentre la mente contaminata è sveglia e attiva.

Questo è il nostro problema: la parte folle è sveglia, mentre la parte saggia dorme.

Quando noi siamo addormentati, l'aspetto risvegliato della nostra mente resta presente, solo che è dormiente. Se noi riusciamo ad essere lucidi nei nostri sogni, per esempio, questo non vuole dire che una sorta di questa parte risvegliata che non avevamo prima viene aggiunta alla nostra mente. Quando ci destiamo nel sogno, non abbiamo bisogno di affrontare l'intero processo di purificazione, filtraggio e trasformazione dei nostri veleni mentali o la confusione che ci fa dimenticare di essere in un sogno: noi semplicemente ci risvegliamo nell'innata lucidità o vigilanza della nostra mente. Questo è il motivo per il quale viene insegnato che l'Ati Yoga è il modo più veloce per raggiungere lo stato risvegliato, la via più diretta per conseguire la buddhità e risvegliarsi dal sopore dell'ignoranza.
Quindi, qual'e allora il significato di Ati? Messa in modo molto semplice, Ati vuol dire "estremo". Ati Yoga è pertanto, lo "Yoga Estremo" .

Molti traducono Ati con "supremo" oppure "ultimo", mentre io preferisco "estremo". Alcuni potrebbero trovare questa interpretazione
un poco fuorviante o eccentrica. E vero, dopo tutto, che molti filosofi buddisti affermano: "non essere estremo, non essere estremo!" Ma che dire della nostra società attuale? La nostra società è estrema! E che dire allora dell'estensione del nostro inquinamento mentale? Noi soffriamo di un inquinamento e contaminazione mentale estremi! Se compariamo questo secolo con il precedente, il primo risulta veramente estremo, e se compariamo il secolo scorso con quello a sua volta precedente, ancora una volta "estremo" è la risposta. Le società, oggigiorno, accelerano sempre di più, diventando sempre più estreme. Ai giorni nostri, se tu consigli alle persone: "non essere estremo, sii cauto, questo non funziona. Se tu consigli alle persone:"non ti eccitare, stai calmo, sii sereno" non funziona perché la nostra società avanza come una gigantesca onda dell'oceano. Se tu ti trovi nel mezzo di uno tsunami,non puoi dire all persone di stare calme rilassarsi. Durante un terremoto non puoi dire "non scappate restate qui", non funziona certo in questo modo.
Per questo Padmasambhava, il grande maestro buddhista indiano del Vlll secolo, che ha fondato il buddhismo Vajrayana in Tibet, disse che l'Ati Yoga è l'unica forma di meditazione in grado di salvare gli esseri umani. Non importa quanto la società possa cambiare.

Non importa quanto i tempi possono cambiare. l'Ati Yoga sarà sempre efficace per riscoprire la nostra propria natura autentica. Infatti, Padmasambhava affermò che tanto più oscuri e confusi sono i tempi, tanto più sono degenerati, allora tanto più forte sarà il potere dell'Ati Yoga per liberare la mente delle persone.

Dr. Nida Chenagtsang

Dr. Nida Chenagtsang

Estratto da Lama di Luce : introduzione alla meditazione Ati Yoga del dr. Nida Chenagtsang edizioni Psiche 2.

I Tesori Nascosti: I Gyu Shi e la Storia di Drapa Goshe

D’una città, di un luogo , non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda
(Le città invisibili)

Ci sono molte storie che si perdono nella notte dei tempi, molte storie delle quali non siamo a conoscenza, ma che per qualche motivo ci risuonano dentro, quando le ascoltiamo. Questo mi è capitato spesso durante il mio viaggio in Tibet, una storia che contiene molte piccole storie che si intrecciano con altre,  ed è straordinario trovarsi in un luogo, e ri-scorpire cose che non conoscevi o non inseguivi,  ma che per una serie di eventi concatenati, o per il famoso vento del karma, un giorno qualsiasi, ti ritrovi ad ascoltare, diventandone testimone. Il vento karmico, mi ha portato nel 2017, sulla strada per Samye, a visitare un luogo di nome Dranang, dove si cela, come un gioiello ben conservato dentro ad uno scrigno, il monastero di Dra tang (grwa thang).

Siamo in pieno Tibet centrale a poche ore da Lhasa. Per la via, dal finestrino, la mia vista si riempie delle case tibetane, di verdeggianti colline, di bandiere colorate che svettano dalle case di terra dai tetti piani, di uomini e di donne chinati a lavoro, nei campi giallo-dorato, forse per la raccolta di orzo. Vorrei immaginare di essere in un altro tempo storico, e mentre la mia mente corre e scorre queste valli, ecco che  ci fermiamo davanti ad un altro monastero, ma non è un monastero qualunque.

Il monastero di Dra Tang, fondato nel 1081, è un luogo unico collegato alla tradizione della medicina tibetana e ai suoi protettori. E’ il monastero di Drapa Ngonshe (grwa pa mngon shes), il Terton che ha rivelato i Gyu Shi, e non solo. Magnifica coincidenza, arrivarci nell’agosto 2017, proprio quando ricorrevano i 1005 anni dalla nascita di Drapa Ngoshe. A distanza di due anni, aiutata dalla mia memoria, e dall'articolo di Anastasia, ripercorro quella visita.

Ma andiamo con ordine. Chi è Drapa Ngoshe?.

Drapa Ngoshe 1012 -1090

La storia della medicina tibetana e dei Gyu Shi, il famoso testo base, della Sowa Rigpa, si intrecciano con questo personaggio che fa da ponte, per così dire, tra i due Yuthok (il vecchio e il Giovane) e Guru Rimpoche (Padmasambhava).

Drapa nacque nel Tibet centrale nel 1012, nell’anno del topo di acqua (maschile). Il suo nome di ordinazione era Sherab Gyelwa (shes rab rgyal ba). Era chiamato "Drapa" perché era strettamente associato con la Dranang Valley (grwa nang) e "Ngonshe" perché sapeva (shes) l'Abhidharma (mngon pa).

Fu ordinato monaco nel monastero di Samye, ma più tardi nella vita rimise i suoi voti e visse come laico. Fu profetizzato da Guru Rinpoche come uno dei primi terton - rivelatori di tesori nascosti, i terma (gter ma). Fu anche il primo insegnante della famosa Yogini Machig Labdron, (la fondatrice della pratica Chod e madre del lignaggio), alla quale insegnò per quattro anni la Prajñāpāramitā, e successivamente, più tardi, fui lui stesso a ricevere gli insegnamenti del Chod, da un allievo di Machig ( il discepolo Kor Nirupa).

Drapa Ngonshe era un praticante, diligente e umile, trascorreva molto tempo facendo ritiri ed insegnando Dharma. Una volta, mentre stava meditando sulle montagne vicino a Samye, ebbe una visione del Guru Padmasambhava. Egli comunicò a Drapa che doveva costruire 108 monasteri. Drapa Ngonshe pensò: sono una persona semplice, come posso costruire tanti monasteri? Non ho risorse per eseguire un compito così grande!

Allora Guru Rinpoche rispose: "Non preoccuparti. Ci sono due potenti protettori che ti aiuteranno a ottenere tutto ciò di cui hai bisogno nella tua vita. Dovresti andare al monastero di Samye. Lì, nella camera del protettore di Behar, rivelerai il terma di Shanglon e  di Dzambala rosso. Praticandoli, loro ti aiuteranno ".

Guru Rimpoche

Drapa Ngonshe fece come gli era stato ordinato. Nel tempio del protettore del monastero di Samye, rivelò il terma dei due protettori, e da allora iniziò a praticarli. Durante la pratica del Dzambala Rosso, un uomo rosso venne da lui e gli chiese cosa voleva. Drapa Ngonshe rispose che voleva costruire molti templi, ma aveva bisogno di risorse per fare questo. Così il Dzambala Rosso, gli procurò una grande quantità d'oro, così da poter iniziare il suo nobile lavoro.

Samye

Un'altra volta, quando Drapa Ngonshe aveva 28 anni, e stava facendo la pratica di Shanglong con sincero desiderio di essere in grado di aiutare tutti gli esseri, ebbe una visione del protettore Shanglon, che gli chiese cosa volesse più di ogni altra cosa.

Drapa rispose: - “Voglio ricevere tutte le conoscenze per aiutare tutti gli esseri , per prevenire e curare le malattie, aiutarli sia a livello fisico che spirituale, cosicché possano andare oltre ogni sofferenza.

Shanglon gli rispose: " Beh, allora sappi che  c'è un raro insegnamento proveniente dal cuore del Buddha della Medicina. Passò da Odiyana in India e poi in Tibet, ed infine  al re Trisong Detsen e Yuthok Yonten Gonpo (il vecchio). E’ stato nascosto all'interno del pilastro nel monastero di Samye. Trova questo insegnamento, e questo porterà beneficio a molti esseri. Questa conoscenza può aiutare le persone  in questa vita, ma anche coloro nella vita futura, e tu sarai libero dal Samsara".

Drapa Ngonshe si recò nuovamente al monastero di Samye, e da un pilastro al secondo piano del gompa principale, tirò fuori un testo - la prima versione originale dei Gyushi (Rgyud bzhi),  i Quattro Tantra medici. Lo insegnò per la prima volta a Dratang Gompa, che da allora furono chiamati i “Dratang Gyu Shi”. Drapa trasmise questa preziosa conoscenza al suo discepolo Upa Dargye, che a sua volta lo passò a Tsoche Konkyab. Quest'ultimo alla fine lo diede a Yutok Yonten Gonpo il giovane (gyu thog yon tan mgon po). Yuthok il giovane lo ha sistemato e completato, e ne è uscita la versione finale del Gyu Shi, che è il testo essenziale, più importante per gli studi di medicina tibetana, ancora oggi.

Dratang Gompa

Al nostro arrivo abbiamo avuto il privilegio di essere guidati nella visita, dall'abate del monastero stesso.

Dratang Gompa è costituito da tre parti: la sala principale di meditazione, il tempio di Shanglon nell'ala destra e il tempio del Buddha della Medicina in quella di sinistra. Inoltre ha una biblioteca spaziosa, un edificio di nuova costruzione, nella quale sono conservati molti testi buddisti, pratiche spirituali e altri testi di guarigione, inclusi i blocchi di legno, le matrici dei Gyu Shi, dai quali vengono ristampati ogni anno solo 100 copie. Queste matrici di legno, sono della migliore qualità esistente usata oggi in Tibet

C'è anche un piccolo edificio con tre stanze, che viene usato per i ritiri isolati.
Per prima cosa abbiamo visitato il gompa principale, dove si trova una grande statua dorata di  Dorje Chang, una statua molto antica, chiamata dai monaci Atsam, ovvero  “la statua parlante”.

Ci hanno raccontato che ai tempi dell'invasione mongola in Tibet, l'esercito mongolo attaccò il monastero. Quando iniziarono a distruggere la statua, questa emise un suono - "Ah tsa tsa tsa" – che in tibetano significa "ahi, ahi, mi fai male. A questo punto, le truppe mongole spaventate dalla voce, fuggirono. In questo modo la statua, salvò il monastero dalla sua distruzione.
Grazie alla presenza del dr Nida, ci è stato permesso di entrare in una sala interna, dove sono conservati dei dipinti molto antichi, appartenenti al X secolo. Questo “spazio” non è comunemente accessibile, proprio per proteggere e tutelare la preziosa arte murale.

E una grande sala rettangolare molto alta, celata e buia, l’odore di terra, pietra e umidità, ricorda una caverna sotterranea. Si intravedono tra le crepe e le croste che adornano il muro, figure con colori sbianditi, che rappresentano i dieci buddha delle dieci direzioni, con i diciotto arhat e altre figure. Il tratto è semplice, ed è una interessante combinazione di tre diversi stili: tibetano, nepalese e cinese, una rarità forse unica nel suo genere, dipinti da artisti sconosciuti, più di mille anni fa.

La nostra preziosa guida, ci ha detto che una volta c’erano anche delle statue a rappresentare i buddha delle dieci direzioni, e una enorme statua del Buddha, ma che purtroppo sono andate distrutte durante la rivoluzione culturale. Adesso è possibile vedere una statua più piccola (!) in sostituzione e copia di quella più antica, andata perduta.  

Il Tempio di Shanglon

Quindi visitammo il tempio di Shanglon. Shanglon è il protettore della medicina e della cultura tibetana. Il tempio è piccolo, squadrato con le pareti completamente dipinte di nero, ma dalle quali emergono i profili in bianco e oro dei vari protettori. Al centro della stanza, davanti alľ altare, si staglia una grande coppa di offerta, dentro la quale anche noi abbiamo versato litri e litri di chang, per la puja  alla quale abbiamo assistito, pregando insieme ai monaci del tempio, accompagnati dal suono poderoso del tamburo.

La figura centrale del tempio, Shanglon, è circondata dai quattro re - i protettori delle quattro direzioni - e in alto si trova una grande testa di yak, di colore bianco. Come ci ha raccontato l’assistente del monastero di Drathang, si dice che quando Drapa faceva la pratica di Shanglon, ebbe la visione di un grande Yak, che assicurò supporto per realizzare tutte le sue aspirazioni. Drapa Ngonshe comprese che lo yak, era la manifestazione esteriore di Shanglon. Per commemorare questo, realizzò una grande testa di yak, piena di sostanze preziose e mantra segreti. Successivamente questa testa di yak è stata posta nel gompa, dove si trova ancora adesso.

Dentro una stanza laterale, diverse preziose statue di divinità protettrici di vario genere, sfilano lungo le pareti, racchiuse dentro delle teche di vetro, per impedire che visitatori e devoti, le tocchino rovinandole, appoggiandoci la fronte come si usa fare, per riceverne la benedizione.

Dietro una di queste statue, una di shanglon,  appare un dipinto sul muro di Avalaokitesvara bianca, dalle 1000 braccia. Su questo dipinto, ci narrano una storia che riguarda appunto, un aspetto interiore di Shanglon: questa potente energia protettiva, funziona per tutti coloro che sono aperti e connessi ad essa. Sebbene la figura si mostri in modo irato, la sua vera essenza è la compassione.

Seicento anni fa esisteva un Grande Pandita, che costruì un'enorme statua di Buddha, una delle più grandi del Tibet. Stava cercando il modo in cui proteggere questa statua, quando un uomo bianco si manifestò a lui, e disse che lo avrebbe aiutato a proteggere la statua. Quando questo Pandita arrivò  Dratang, vide di nuovo quell'essere bianco, dissolversi in un muro, e in quel punto, si manifestò proprio il dipinto di Avalokiteshvara bianco, dalle mille braccia. Comprese che Avalokiteshvara – il buddha della compassione- era ľ aspetto interno di Shanglon.

Le sue mille braccia simboleggiano le mille attività. Questo dipinto auto-manifestato è stato coperto per secoli, finché riportato alla luce, è stato mostrato al pubblico solo nel 2012, per il 1000° anniversario di Drapa Ngonshe.

Abbiamo avuto ľennesimo privilegio di vedere le bellissime torma di offerta a shanglon, che una volta all’anno (per l’anno nuovo e con speciali rituali) i monaci del monastero preparano. Molte persone vengono ad assistere all’evento anche dai villaggi lontani, per ricevere la benedizione del protettore, e prendere la polvere di queste torma, che i monaci donano ai partecipanti, perché è una rinomata sostanza curativa e di protezione.

Tempio del Buddha della Medicina, e la trasmissione dei Gyu Shi

L'ultimo edificio che abbiamo visitato, è stato il tempio del Buddha della Medicina, che contiene bellissime statue del Buddha della Medicina, di Drapa Ngonshe, di Yuthok e del Re Trisong Detsen.

Mi ha colpito il dipinto murale, commissionato dalľ Abate del monastero, che rappresenta il lignaggio dei Gyu Shi.

Si dice che i Gyu Shi fu originariamente insegnato dal Buddha della Medicina in Oddiyana, e poi apparve in India. Fu portato in Tibet dal grande traduttore, Vairocana nel VII/VIII secolo.

Un'altra versione della storia, dice che in realtà, i Gyu Shi sono stati redatti direttamente da Yuthok Yonten Gonpo il vecchio. In entrambi i casi, è diventato un terma, nascosto da Guru Rinpoche e dal re Trisong Detsen, nel monastero di Samye, che come profetizzato, sarebbe stato rivelato 150 anni dopo, quando l'umanità sarebbe stata pronta a riceverlo.

Grazie alla sua sincera motivazione ad aiutare gli esseri senzienti, Drapa Ngonshe fu in grado di scoprire il Terma nel 1038, e trasmetterlo a Yuthok il Giovane, attraverso i suoi discepoli. Yuthok  il giovane ha predetto che, dopo averlo trasmesso solo al suo primo discepolo, Sumtong Yeshe Zung, si sarebbe diffuso ampiamente in tutto il mondo, portando beneficio a molte persone.

Non è bastata la calda accoglienza da parte dei monaci del tempio, che alla fine della visita, ci hanno rifocillato con riso, uova e thé, abbiamo avuto anche l’occasione unica, di poter acquistare una delle 100 copie dei dratang Gyu shi, che vengono stampati ogni anno. La vista della biblioteca, dove abbiamo potuto ammirare, le matrici di legno, e vedere dove stampano e avvolgono le pecha, è stato l’ennesimo dono, di un viaggio incomparabile.  

Ma non finisce qui…

Samye Monastery e il tesoro nascosto.

Il giorno dopo la visita a Dratang, giungiamo al famoso Monastero di Samye, uno dei più antichi monasteri del Tibet, fondato dallo stesso Guru Rinpoche. La nostra curiosità, dopo aver conosciuto la storia di Dratang, è quella di arrivare nel luogo storico, nel famoso “anfratto” dentro al Pilastro, Drapa Ngonshe ha rilevato i Gyu Shi.

Dietro una parete di legno densamente dipinta di vivaci colori,  fiori e  simboli di buon auspicio, appare una piccola apertura quadrata, dove si può entrare solo chinandosi. Piegandoci sulle ginocchia  e carponi, uno alla volta, abbiamo gattonato dentro la parete di legno.

il Dr. Nida mentre riporta a Samye i Gyu Shi

Nell’intercapedine, piccola e buia, si trova una lunga stretta scala a pioli, che conduce ad un alto soppalco. In questo soppalco si trova la segreta stanza, con la statua di Vairocana e del re Trisong Detsen, silenti testimoni del “tesoro rivelato”. La stanza solitamente è chiusa, ma quel giorno è stata eccezionalmente aperta perchè il dr. Nida assieme al capo del Dratang Gompa, riportasse una copia dei Gyushi, nel pilastro ove furono “svelati”. La statua di Vairocana in precedenza a mani vuote, oggi contiene una stampa tradizionale dei  Gyushi, proveniente da Dratang!

La visita ai monasteri di Dratang e Samye è stata davvero di buon auspicio.

visita a Samye
i dratang - "Gyu Shi"

Siamo profondamente grati al Dr. Nida per averci dato la possibilità di connetterci direttamente con le radici della Sowa Rigpa, e ai luoghi di nascita dei Gyu shi, in un viaggio che è stato prezioso, a più livelli.

Laura Bellandi

Fonti: foto - credit Matteo Lucca, Laura Bellandi - Sorig Journal nr 2/2018 - Anastazja Holecko - appunti di viaggio Laura Bellandi

Sowa Rigpa per tutti!

Abbiamo ritrovato questa interessante, e nutriente intervista del 2016, che la Dottoressa Anastazja Holecko ha fatto al Dr.Nida Chenagtsang , in occasione del primo numero con il nuovo "vestito e nome", del giornale storico della Fondazione della medicina tibetana, il Sowa Rigpa Journal.

Dr. Nida hai diffuso la parola Sowa Rigpa in tutto il mondo per molti anni. Potresti dirci come è iniziato tutto questo?

Molti di voi conoscono già la mia storia. Sono nato in Tibet in una yurta. Mia madre ha detto che era una notte molto fredda, fuori era meno 30 ° C, all'interno era meno 20 ° C. Mia madre ha detto: "wow, sei un bambino piccolo e forte, non sei morto quella notte". Ho detto, "mamma, forse è perché ho una mamma forte!" Ecco come è iniziata la mia vita, in una yurta mongola, sotto la neve alta. Questo spiega tutto, sono nato nella natura, amo la natura, quindi trovo sempre qualcosa collegato alla natura. Quando avevo 17 anni ero un insegnante di lingua cinese e poi ho sentito parlare di Sowa Rigpa e ho iniziato a studiarlo nell'ospedale locale con altri dottori come il dottor Machig, il dott. Jigme, il dott. Tsedra e molti altri grandi medici locali nella mia città natale. Per imparare la medicina, le erbe medicinali, ho detto di sì, questo è il significato della mia vita, questo è quello che voglio fare. È stata una decisione molto diretta e semplice. Sono molto felice di aver iniziato questo lavoro, questo viaggio.

Come la spieghi la connessione tra Medicina Tibetana e la spiritualità?

Sowa Rigpa è una parte medica. Capisco il suo significato come questo: Sowa significa guarigione, Rigpa significa scienza, quindi è la scienza di guarigione del Tibet. Non possiamo davvero dire MTT (Medicina tradizionale Tibetana) . Questa disciplina è praticata in molti paesi dell'Himalaya: Mongolia, Nepal, Bhutan, India, Buriazia. È meglio chiamarla la scienza curativa dell'Himalaya. Il secondo significato di Sowa Rigpa è - Sowa che significa nutrire, e Rigpa significa consapevolezza, quindi è come nutrire l'anima, o il nostro cuore. È sia spiritualità che psicologia tibetana. Penso che questa parte sia davvero importante. Come diceva Carl Jung, "nutrite la vostra anima". Dobbiamo fare questo. Anche Madre Teresa ha detto qualcosa di simile, che oggi in occidente i problemi maggiori non sono problemi fisici, ma problemi mentali. Da un punto di vista religioso e psicologico condividiamo la stessa visione.

Secondo te, qual è l'aspetto più importante di Sowa Rigpa nel mondo moderno? È la spiritualità?

Beh, nel mondo moderno non possiamo ignorare l'aspetto fisico, di sicuro questa parte è molto importante, ma dobbiamo equilibrarla con la parte mentale, il mondo interiore. Un altro aspetto è l'aspetto energetico. Chiamiamo questo aspetto "gli umori"(nyepa): rLung (vento), Tripa (bile), Beken (flemma). Questi possono essere tradotti come molte cose diverse, tuttavia a me personalmente piace usare il termine energia. Come dice la tradizione spirituale della medicina tibetana, ci sono tre porte in noi stessi: la porta del corpo fisico, della mente e della parola. Queste si riferiscono all'energia. Credo tra psiche e soma, mente e corpo, c'è una speciale forza di collegamento e questa è l'energia. Nella cultura occidentale non c'è molta spiegazione sull'energia, ma nella cultura orientale esiste. I cinesi parlano di Chi, gli indiani di Prana, i tibetani di Lung. Questi sono quelli di base. Oltre al vento Poi abbiamo Tripa e Beken . Per comprenderlo meglio, uso chiamare (questa energia ) "ponte". Abbiamo un ponte dall'Oriente all'Occidente, e anche in noi stessi esiste un ponte dal corpo alla mente, così come tra psiche e soma. Dovremmo avere maggiore comprensione di questa parte.

Come possiamo lavorare con un paziente che non crede in Sowa Rigpa? 

Credere o non credere non ha importanza. Se un paziente non crede in Sowa Rigpa, non ho alcun problema con questo. Ti chiederei, credi nella pasta e nella pizza in Italia. Sowa Rigpa non è qualcosa che viene dal Tibet alla quale devi credere. Parla di dieta, stile di vita, ecc. Per alcuni dei miei pazienti non dico nulla sulla spiritualità, sulla meditazione o sullo yoga. Alcuni odiano sentire qualsiasi cosa che a che fare con la religione.Comincio semplicemente con la dieta e lo stile di vita, la maggior parte delle persone si fida di ciò, e ci sono così tante informazioni oggi dalla medicina moderna anche su questo. Una volta mi ricordo in Svizzera una donna mi chiese: "queste erbe funzionano davvero?" Stava bevendo caffè espresso, e io le chiesi: "questo caffè funziona?" Disse, "naturalmente, mi sveglia". "Beh, questa è anche una medicina erboristica!"

Psicologicamente, molti dicono: "Non credo in Dio, Buddha, o qualsiasi cosa", e dico "nessun problema, non devi credere in niente", ma una cosa è importante, credere in te stesso. Molte persone non credono in niente, inclusi se stessi. La mancanza di fiducia e la scarsa autostima sono problemi che possono portare a molti problemi mentali. 

Hai menzionato l'influenza positiva che gli ultrasuoni prodotti in natura hanno nella nostra mente. Che dire delle persone moderne intrappolate nei loro smartphone, in che modo questo è collegato alla natura e in che modo ci influenza? 

 Penso che dovremmo avere più vacanze. Certamente in Tibet se dici vacanza, dicono, cosa? Non abbiamo un concetto di vacanze. Ma se si dice andare in ritiro , dicono, sì, sì andare in ritiro. Vado in montagna e resto nelle caverne. Nei tempi antichi era chiamato un ritiro, i tempi moderni lo chiamiamo vacanze. Questo è ciò di cui tutti abbiamo bisogno.

In relazione all'aspetto mentale, diresti che gli occidentali hanno più problemi emotivi rispetto alle persone in Asia?

In Asia e in Nepal molte persone soffrono di mancanza di igiene, malattie infettive, cose molto semplici. In Occidente la parte mentale è una "catastrofe". Ecco perché la spiritualità è importante. È così. Ho chiesto a uno dei miei pazienti asiatici: "Sei felice?" Ha detto "sì". Non c'era dubbio. Aveva alcuni crampi allo stomaco e pensavo che potesse essere causato dallo stress. Era così veloce con la sua risposta! Perchè sei felice? Beh, i miei yak sono sani, non abbiamo avuto alcun disastro naturale, ho mandato i miei figli a scuola, a volte mio marito scompare, è normale, quindi sono solo felice.

Ecco, la felicità è qualcosa di molto semplice, siamo noi che lo rendiamo complicato. Ecco perché in generale, la parte spirituale che ho menzionato prima, può essere una grande speranza per aiutare i problemi mentali in Occidente. Questo è ciò in cui credo

Sowa Rigpa per tutti, ma anche per gli animali?

Certo! Oggi c'è anche la moda di usare la moxa e il massaggio per gli animali. Sono molto orgoglioso di dire che il mio miglior massaggio è stato per un cinghiale! Ero in Austria, camminavo in un parco naturale, e un cinghiale venne da me. Ho detto, oh, lei mi sta guardando. Si è avvicinata e ha iniziato a fare suoni, ho iniziato a massaggiarla e si è sdraiata sulla terra, ho detto wow, ho fatto il mio miglior kunye a un cinghiale.Quando l'ho lasciata e lei ha cominciato a seguirmi. Amo gli animali, ed è per questo che cerco di essere un buon vegetariano. Nella Sowa Rigpa ci sono molti trattamenti per gli animali. Il più antico trattamento equestre viene dal Tibet. Lo chiamiamo rta'i me btsa ', moxa per i cavalli, questa tradizione proviene dalla Mongolia dove amano i cavalli. Esistono molti punti e tipi di moxa.

E riguardo al cibo, la Sowa Rigpa ha consigli per le persone moderne?

Sowa Rigpa non parla di diete estreme. Per le persone sane si parla di dieta in base alla tipologia, quindi i diversi tipi di persone dovrebbero avere pasti diversi. Quindi per gli ammalati c'è una dieta secondo la patologia e come dovrebbero cambiare i loro modo di alimentarsi. Penso che sia molto essenziale per i nostri tempi. In Sowa Rigpa la dieta riguarda ciò che mangiamo, quando mangiamo, quanto mangiamo, come mangiamo e chi mangia, secondo la tipologia e la patologia. Penso che sia l'idea perfetta per la dieta nei nostri tempi moderni. Può davvero aiutare le persone a prevenire molte malattie, trattando sia le malattie acute, che quelle croniche con il cibo. Questa è la cosa più importante sulla dieta.

Dei tre frutti dell'albero della salute*, quale è il più importante?

ll frutto più importante è la felicità.

Sei felice?

Grazie Dr. Nida!.

Sowarigpa Journal

Fonti: Sowa Rigpa (Traditional Tibetan Medicine Today - Journal 1/2017 copyright SKY 2017) Intervista Condotta dalla Drssa. Anastazja Holecko a Tallin, Estonia, il 2. 4. 2016 traduzione italiana : Laura Bellandi

L’EQUILIBRIO, sul tetto del mondo

Nata in un paesaggio bellissimo ma spesso ostile, la Medicina del Paese delle Nevi ha dovuto far presto i conti con condizioni climatiche estreme ed esigenze di vita spesso faticose, che non permettono di lasciare fuori dalla sua analisi nessun dato, strutturando un complesso sistema che, con consapevolezza e lungimiranza, tiene conto di ogni valutazione ambientale e individuale, inserendo pienamente lo sviluppo della persona in un'ampia rete di interrelazioni ed interconnessioni, e accompagnandola in ogni momento della vita. In alcune regioni gli abitanti dell'altopiano sanno ancora bene cosa significa nascere in una tenda o Yurta magari con temperature impossibili, crescere sotto un cielo così vasto e vicino confrontandosi con l'altitudine, imparando a collaborare con una terra che solo con duro e paziente lavoro concede la sua fertilità.

È anche per questo che la Medicina Tibetana, e himalayana, non tralascia di indagare nessuno strumento: tiene conto delle tradizioni più antiche, che quasi si perdono nella leggenda, conservando con cura elementi autoctoni che ad un'analisi attuale paiono di una incredibile lungimiranza, ma è sempre aperta al confronto, studiando e incorporando elementi delle culture confinanti e non solo, come la Medicina Ayurvedica e Cinese, la Medicina Persiana, e, per suo tramite, anche la nostra Medicina Ippocratica, arrivando addirittura a istituire antichi Congressi medici in cui incontrarsi e confrontarsi. È veramente una medicina Olistica, che tiene conto, con una visione globale, di ogni fattore e interazione, lavorando prima di tutto sulla prevenzione e sul mantenimento della salute come un equilibrio ottimale.

Attraverso la trasposizione in Cinque Elementi - Spazio, Vento, Fuoco, Acqua e Terra - tutto viene analizzato e valutato: la specifica natura del corpo fin dalla sua formazione, l'ambiente in cui si colloca e lo stile di vita, il tempo stagionale e le età che attraversa, l'alimentazione, le attività, l'aspetto emotivo e psicologico, l'interazione sociale.

Per tutto il cammino della vita, dalla nascita alla morte, la Medicina Tibetana accompagna la persona nel suo sviluppo e nel suo percorso, favorendo un buon equilibrio del corpo e della mente.

Fin dal concepimento vengono analizzate le condizioni migliori per la gestazione e lo sviluppo del feto, fin dalla nascita è possibile identificare le caratteristiche e le migliori indicazioni per la crescita di quello specifico bambino, favorendo lo sviluppo del corpo e della mente seguendone la dieta, l'ambiente di vita, l'attività fisica, i rapporti sociali, la formazione del carattere e l'etica. Niente viene lasciato in secondo piano, tutto concorre alla formazione di un individuo stabile e in buona salute. Così anche nella quotidianità dell'adulto e nella piena maturità, in situazioni specifiche, come la ricerca della fertilità, o nell'ordinario susseguirsi delle stagioni, la medicina continuerà ad essere, più che un rimedio, una fedele e immancabile compagna di vita, volta a preservarne la qualità, l'equilibrio, la longevità, e, non ultimo, la felicità. Anche la terza età viene valutata con le sue specifiche caratteristiche, applicando accorgimenti e terapie esterne che permettano di vivere in pienezza non solo una lunga vita, ma una lunga vita sana, serena e soddisfacente.

  In questa attenta e precisa visone globale dell'individuo, ovviamente, non può mancare anche il sostegno e l'accompagnamento nel momento più difficile: con sincerità e delicatezza vengono affrontati anche la fine della vita e il trapasso, fornendo un valido supporto ben oltre i temi pratici della condizione fisica, offrendo strumenti preziosi nell'elaborazione dell'evento sia per l'individuo che per i suoi cari. Benché proveniente da una terra tanto lontana, non è difficile comprendere quanti benèfici suggerimenti questo approccio di vita possa offrire alla nostra stressante e frenetica quotidianità: riappropriarsi del corretto rapporto con il tempo e l'ambiente, imparare di nuovo ad ascoltare le esigenze del corpo e della mente, recuperare un concetto di salute come equilibrio e benessere e non solo come assenza di malattia, riappropriarsi, dunque, attraverso quest'antica tradizione, delle nostre stesse antiche tradizioni, di semplici strumenti di facile applicazione, di un ben-essere che ci accompagni davvero in ogni momento della vita.

La Sowa Rigpa è dalla parte dell’umanità, e a beneficio di tutti gli esseri.

Marie Corrao

Foto: Viaggio in Tibet - agosto 2017 credits LB.

Losar Tashi Delek – L’anno del maiale di Terra

Una divertente vignetta su Internet mostrava due alieni che, passando con l’astronave vicino alla Terra, osservavano stupiti i festeggiamenti dei terrestri.

- Ma cosa festeggiano? - chiedeva uno dei due. - L’orbita completa del loro pianeta intorno al Sole - rispondeva l’altro. E il primo: - te l’avevo detto che non sono intelligenti!

   Tradizioni diverse individuano momenti diversi per celebrare l’inizio dell’anno, e, per quanto apparentemente in contrasto, hanno tutte un significato profondo rispetto a quello stesso completo ciclo, e tutte derivano da una antica profonda osservazione e conoscenza della Natura, degli elementi, della terra sotto i nostri piedi e del cielo sopra di noi.

    Spesso l’Astrologia è confusa con la superstizione, ma la superstizione non è che l’ignoranza che sorge quando non abbiamo - o non abbiamo più - alcuna idea delle regole del gioco.

    Da qualsiasi prospettiva la osserviamo, quello che non cambia è che la ruota ha completato il suo giro, portando con sé i suoi insegnamenti, e con questo nuovo giro altri ne arriveranno, risonanti con questo momento specifico, e sta solo a noi riconoscerli, accoglierli, comprenderne e condividerne l’armonia.

    Ultimo dei dodici animali, il Maiale arriva con la sua bonaria semplicità seguendo l’appassionato e inquieto Cane, e scacciandone le note malinconiche e timorose, ma non la generosità, la lealtà, e il senso di giustizia.

Mentre, spazzata via la polvere dell’anno vecchio per far posto alla buona fortuna, e completati alacremente per giorni e giorni tutti i preparativi, le famiglie si riuniscono finalmente sotto la Luna Nuova di Losar (ལོ་གསར་ Lo-SAR, Anno Nuovo), condividendo gli affetti, i riti e le offerte sacre, ma anche le danze, la gioia e la tavola imbandita, il Maiale sorride perfettamente a proprio agio.

Perché ama i piaceri semplici, gli affetti sinceri, la condivisione.

offerte per il Losar

   Meno pigro di quanto si penserebbe, il Maiale è in realtà attento, paziente, preciso, determinato e ben concentrato sui suoi obiettivi, e non si risparmia per raggiungerli, pur non amando la competizione.

   Generoso, invece, e capace di grande compassione, ha un forte senso di responsabilità e di giustizia, e sarà sempre disposto ad offrire aiuto e sostegno a chi è in difficoltà, benché per se stesso ne chieda raramente.

   La sua nobiltà d’animo può apparire ingenua, a volte, ma la verità è più profonda: ha un cuore puro, e non concepisce la malizia.

   Naturalmente affabile, gli è facile intessere vaste reti di rapporti sociali e relazioni, anche se coltiva soprattutto poche amicizie fidate, profonde, stabili e meritevoli, di cui ha grande considerazione.

   Malgrado nutra una gran curiosità intellettuale, la sua indole semplice lo aiuta a non scivolare in eccessive complicazioni mentali e ridurre l’impatto dello stress, che gestisce soprattutto con un buon riposo. Se limita gli eccessi, quindi, gode per lo più di buona salute.

    Fortunato, diligente, creativo, la forte motivazione e le capacità relazionali gli permettono di ottenere discreto successo professionale, e, non di rado, importanti ruoli di rilievo.

    Ha la rara capacità di mettere insieme un certo pragmatismo con l’indole generosa del paladino.

      Non disdegnano certo i piaceri e la vita comoda, ma coerentemente con il loro spirito umanitario i nativi dell’anno del Maiale sono particolarmente inclini a professioni che si occupino del benessere altrui, dalla salute (dottori, veterinari) all’accoglienza (turismo, ristorazione), ma anche lavori creativi che richiedono pazienza e senso estetico; la sensibilità, l’orrore delle ingiustizie e un grande amore per la libertà possono spingere anche verso la carriera di giurista o avvocato.

E quali energie ci porterà, questo Maiale di Terra?

    Fatta salva la maturità personale e spirituale del singolo individuo, e gli altri elementi di nascita -  in base al principio per cui il benessere è dato da un equilibrio, e non da un accumulo della stessa energia - il 2019, anno fortunato e prospero per molti, potrà essere un anno più complesso proprio per i nati del Maiale (ancor più per il Maiale di Terra, 1959), soprattutto per quanto riguarda l’ambito professionale e gli investimenti.

    Per loro (ma non solo), sarà importante mantenere pazienza e lungimiranza, coltivare i rapporti interpersonali sul lavoro e non, non cedere ad eventuali momenti di sconforto o all’impulsività, ma piuttosto trovare il giusto equilibrio fra lavoro e riposo, accogliendo il sostegno e l’aiuto di amici e  persone care.

   Mantenendo viva l’attenzione, e sfruttando l’ottimo tempismo del Maiale, non mancheranno per tutti nuove, buone opportunità.

    L’abbondanza la fortuna e la prosperità sono i doni più evidenti - e solitamente i più auspicati - dell’energia del Maiale, ma ci auguriamo di saperne cogliere anche la gentilezza, la sincerità, la tolleranza , il coraggio e il desiderio di un bene comune.

    Dovremo invece fare attenzione al rovescio della medaglia di questo benevolo ultimo animale: come l’innocenza non deve scivolare nell’ingenuità, lasciando che altri, più scaltri, si approfittino di tanta buonafede, così bisogna anche evitare che la determinazione si trasformi in testardaggine, la concretezza in materialismo, il coraggio in impulsività.

    Il Maiale porta sempre con sé un forte impulso sociale e di aggregazione e un profondo senso di giustizia, ama la chiarezza e la correttezza - ma attenzione: benché la sua grande filantropia lo porti a condividere e offrire a volte anche più del dovuto, non deve mai sentirsi pressato.

    Il pacato Maiale nasconde un grande potere e una grande energia, e ha comunque bisogno dei suoi spazi tranquilli in solitudine, per ricaricarsi e tenere sgombra la mente, ma soprattutto ama talmente la Libertà che le costrizioni e l’eccesso di regole ne tirano fuori il lato più litigioso spingendolo anche a difendersi con una certa veemenza verbale e l’insospettabile carica sanguigna di un cinghiale selvaggio.

    È legato per definizione alla prosperità, e partono spesso in questi anni progetti destinati ad una grandissima diffusione. 

    A discapito di chi, per la sua indole pacata e un po’ naïf, ne sottovaluta le grandi doti imprenditoriali, la lungimiranza o le grandi intuizioni creative, è interessante notare che in questi anni non sono rare scelte innovative che godranno di insospettabile fortuna, soprattutto se legate alla condivisione, alla comunicazione e ai piccoli piaceri della vita, di cui il Maiale comprende e insegna la semplice bellezza: è sotto il segno del Maiale che furono fondati, nel 1923, la Walt Disney Company e il New York Times, o nacquero la Polaroid, nel 1947 e la prima Barbie, nel 1959, ma anche l’e-mail, l’e-book, e il primo protocollo di Internet, nel 1971.

   È sempre nel 1971, anno del Maiale, del resto, che John Lennon scrive la splendida Imagine.

   Ed è questa la sua vera natura, un grande idealista che si impegna duramente per vedere l’ideale prendere forma concreta. 

Tashi Delek!

Marie Corrao

5 febbraio 2019- anno - lunare tibetano 2146 - Maiale di Terra Femmina

Dove ci porta il “vento”?

A volte siamo fortunati. A volte ci capita che il corso dell'insegnamento che vorremmo seguire venga tenuto esattamente accanto a casa nostra. A volte, anche se magari non abbiamo grandi possibilità, riusciamo ad avere, imprevista e al momento giusto, esattamente la cifra che servirebbe per pagare quel corso. In questi casi, l'unica cosa da fare è riconoscere la nostra fortuna e salpare a vele spiegate, eppure, paradossalmente, non sempre ci riusciamo. La fortuna, a volte, ci rende pigri, ci suggerisce la distorta idea che si possa sempre procrastinare, rimandando a domani quello che, ci sembra, volendo possiamo fare anche dopodomani. Poi ci sono gli ostacoli più concreti, diciamo così, che non sempre sono facili da superare, anche con buona volontà. E poi ci sono gli incontri fulminanti, come quando ci si innamora. Ed è allora che riusciamo ad andare oltre, oltre gli ostacoli che si frappongono, e persino oltre le scuse della buona fortuna. Sentiamo che, se solo rispondiamo a quel primo richiamo, un buon vento ci trascina, esattamente dove e quando dovevamo essere. Un anno fa, dopo un viaggio che faceva sembrare Il Signore degli Anelli una passeggiata nel centro cittadino, arrivò a Pomaia, l'ultimo giorno di insegnamenti del Dr. Nida, quella che pareva solo una deliziosa ed elagante signora inglese, ma quando, ironica e scoppiettante, condivise con noi le sue avventure, le chiesi di scriverle per tutti, perché fossero un buon viatico, divertente ma profondo, per tutti noi viaggiatori. La pubblichiamo ora, in clima di Congresso, mentre è nell'aria questa grande occasione di apprendere e incontrarci, mente non mancano né le difficoltà né quell'innamorarsi, perché non è che questo lo Sforzo Entusiastico, semplicemente disarmante. English version of the letter from Sheila From Sheila Green 23 April 2017 Un’innocente all’estero in cerca di insegnamenti Le avventure di una donna inglese che prova ad essere un’allieva del Dr Nida Chenagtsang. Sono una devota allieva del Dr. Nida Chenagtsang. Questo sorprenderà la maggior parte delle persone, compreso il Dr Nida. Io faccio la mia singolare, strana apparizione, seduta in fondo all’aula, con lo sguardo smarrito, per lo più durante un corso di Sa Che. Io non ho alcun talento per il Sa Che, e sono un completo fallimento nello Yoga del Sogno, l’altro corso che a volte sono riuscita a seguire. Faccio davvero del mio meglio, e in un attimo è già mattino. Cominciò tutto a Londra, al Centro di Medicina Orientale Kailash. Fu un’idea del mio insegnante, il Dr Shen. Si supponeva che si sarebbe trattato per me di un ruolo prestigioso. Una sera, durante il mio corso di meditazione, aprii gli occhi appena in tempo per vedere un uomo che spostava la sua bicicletta lungo la sala deserta. “Le dispiace, scusi?” gli dissi, e lui si limitò ad ignorarmi e scomparve oltre la porta che si chiuse silenziosamente dietro di lui. Il mio canto del Mantra fece vibrare l’intero edificio, e ballò il limbo sotto la porta della mia saletta dei consulti, andando a disturbare coloro che si stavano dedicando a tranquille pratiche mediche nelle altre stanze. Così me ne andai. Ma non prima di aver preso una brochure del Dr. Nida. La conservo ancora. Ad essere onesti, era Yuthok che avevo adocchiato per primo. La brochure rivelava che solo gli studenti meritevoli di Medicina Tradizionale Tibetana dovrebbero praticare il ritiro del Ngondro. Cos’era un Ngondro? Decisi di andare  a sentire una conferenza. Potevo scegliere una delle tre conferenze introduttive nel centro di Londra. Andai alla prima, presso la Buddhist Society. Arrivai in anticipo e mi misi a sedere. Una donna annunciò che il Dr. Nida non sarebbe stato presente, ma lei  avrebbe mostrato una presentazione in Power Point. La sera successiva presi di nuovo il treno per Londra, e andai all’Asia House. Pagai 10 sterline per vedere esattamente la stessa donna e la medesima conferenza. Il Dr. Nida non era presente. La notte seguente andai ad un nuovo indirizzo londinese, e pagai riluttante le mie 10 sterline. Del Dr. Nida nessuna traccia. Educatamente me ne rimasi seduta per tutta la conferenza, e tornai a casa. Qualche tempo dopo ricevetti una visita a casa, Peggy. Durante la mia formazione Buqi, Peggy, del mio ufficio, aveva interpretato il ruolo di mia paziente di prova nel mio esercizio di  pratica  come Buqi healer. Io ottenni la mia qualifica, gli anni passarono, Peggy continuò a venire da me. Peggy mi disse: “Queste sedute sarebbero molto costose, se io le pagassi, non è vero?” Beh, sì, in effetti era vero. A quel punto mi diede una busta piena di contanti. Con quei soldi acquistai un economico e romantico week end a Parigi per una sola persona, e studiai Mantra Healing 1.1 con il Dr. Nida. Era il Febbraio 2008, ho ancora gli appunti fotocopiati del corso, in francese. Io non parlo francese. Quindi feci il Ngondro, e nessuno sa che io non so assolutamente niente riguardo salute, medicina o piante. E questo perché erano tutti francesi. E arriviamo velocemente al 2017. Dopo una visita decisamente proficua a Casa Sorig, a Valencia, in Spagna, per studiare Sa Che trovo il coraggio di tentare qualche nuovo corso usando la mia tecnica “compra una vacanza economica”. Architetto l’ambizioso piano di fare una visita in Italia. Prima fermata, Pisa, quindi Treno verso Zurigo, in Svizzera, per studiare Yuthok healing, un corso non di Sa Che, poi a Ginevra dove ho un cliente. Sto cominciando a prender gusto in questa attività girovaga. Seduta davanti al computer nella mia cucina, per poco non compro un pacchetto vacanze per Pisa. Era un’offerta speciale. Ma non l’ho fatto. Per poco non compro anche un biglietto di un treno ad alta velocità veramente economico, da Pisa a Zurigo. ma non l’ho fatto. Ho guardato la cartina, invece. Il Dr. Nida avrebbe insegnato a Pomaia, che, io pensavo, dovesse essere negli immediati dintorni di Pisa. Non lo è. Il corso a Zurigo era in realtà a Berna. Ora, io so bene che Berna non è nella periferia di Zurigo. Non sono stupida. Così decisi di non andare. Ma avevo ancora il mio economico biglietto EasyJet per Pisa. Così, ho pensato, farò Sa Che a Pomaia. Tutto quello che devo fare è arrivare a Pomaia. È facile. Parli norvegese? Ero ormai a Pisa da quattro ore, e potevo ancora vedere la stazione ferroviaria dal punto in cui me ne stavo ritta in piedi. Tutto stava andando  così bene.  Ieri avevo viaggiato da Bruges a casa con una compagnia in progressivo stato di ebrezza. Eravamo arrivati a casa alle nove di sera. Avevo ricomposto la mia valigia, mi ero giusto sdraiata un poco e puntato la sveglia alle quattro del mattino per andare all’aeroporto. Piacevolmente colpita dalla nuova luccicante monorotaia che conduce proprio dentro la stazione di Pisa Centrale, mi sentii rilassata, ormai vicina alla mia destinazione, Pomaia. In realtà il mio programma era buono, il mio errore fu di rivelare allo sportello informazioni della stazione la mia esatta destinazione, Pomaia. “È impossibile!” mi apostrofò agitando qua e là le mani in aria, e mi diede istruzioni su come raggiungere il deposito degli autobus. Quindi appese un cartello di chiusura, e si dileguò. Mi avviai camminando verso il deposito degli autobus, cercando di imitare l’aspetto di qualcuno del posto che sapesse dove stavo andando. Spacciatori di droga, venditori di sigarette, protettori e prostitute mi squadrarono. Alla stazione degli autobus, spiegai. La ragazza si allontanò da dietro lo sportello per parlare con alcuni autisti. Tutti insieme si voltarono a guardarmi. Io tirai fori una enorme banconota, e lei mi vendette un biglietto dell'autobus da due euro. Il mio autobus partì alle 12.35 dalla banchina 2. Una masnada di ragazzini in età scolare mi spinse tutto da un lato, l’autista dell’autobus guardò il mio biglietto, guardò il mio taccuino pieno di preziose informazioni scritte a più mani in diverse calligrafie. Fece una lunga telefonata. Disse “Non prenda questo autobus!”. Scrisse nel mio taccuino le istruzioni su come raggiungere Pomaia. Quindi mi fece scendere dietro l’angolo in mezzo a una strada. L’autobus 840 parte dal piazzale alle 15.15. Come da istruzioni, camminai fino a Piazza S. Antonio, trovai la fermata dell’autobus. Erano le 12.40. Presi un gelato. Alle tre in punto arrivò una donna e si fermò in piedi accanto a me. Aveva un gran numero di borse della spesa da cui spuntavano verdure, ed un’aria amichevole. Io volevo essere sicura di stare andando nella giusta direzione. Volevo andare a Castelnuovo Val di Cecina. Sì, lei viveva proprio lì, e l’autobus sarebbe arrivato a breve. Le mostrai il mio taccuino. Mi guardò terrorizzata. “Non prenda quest’autobus!”, disse. Sono Greca, tu parli Greco? No. Parli italiano? No. Parli Russo? No. Parli Norvegese? No, mi dispiace. Mentre ancora mi stavo chiedendo per quale motivo qualcuno che non è norvegese possa mai voler parlare norvegese, lei scrisse una lunga lista sul mio taccuino.  Erano i nomi delle stazioni ferroviarie che avrei attraversato in direzione di Rosignano Solvay. Apparvero due giovani ragazze. Loro mi dissero di non tener conto di questa lista. Di prendere semplicemente il prossimo treno per Rosignano. Così feci. Ormai ero quasi arrivata. Stanca ma ottimista, mi misi in cerca di una fermata dell’autobus, Incontrai una donna che indossava il Burka, mi indicò un qualche punto in cima alla strada, e io mi avviai. Me ne stetti in piedi alla fermata dell’autobus, e si avvicinò un uomo che passeggiava con il cane. “Sì, questa è la fermata per Pomaia ma non conosco gli orari”. Ogni volta che arrivava un autobus mi fiondavo in mezzo alla strada e lo fermavo. Attesi un’ora e mezza, e si stava facendo buio. Rivolsi poi un saluto a una signora che era in attesa di un passaggio. Le spiegai. Mi disse “ne parlo un attimo con mia figlia”. La figlia era una rigogliosa bellezza italiana. Lei non disse assolutamente niente, semplicemente tirò su la mia valigia e la infilò nel bagagliaio di un’auto tutta ammaccata. Salga, andiamo! La ragazza urlò alla donna della reception del monastero, mentre io rimasi lì vicino in piedi come un bambino cattivo. Rinfilò il mio bagaglio nella macchina. Tutte noi risalimmo. A Villa Irene madre e figlia mi diedero un grande abbraccio, saltarono di nuovo in macchina, e si allontanarono. Incontrai il Dr. Nida sulle scale, la cena era quasi pronta, e io stavo per incontrare alcune persone fantastiche. La porta degli insegnamenti si era aperta e mi lasciava entrare, alla fine. Potrebbe piacermi abbastanza perfino il Sa Che. P:S. Sulla via del ritorno ottenni un passaggio fino alla stazione per Pisa. Facile! E, indovina un po'? Andai ad un museo per vedere la Croce di Lampedusa, e quando venni via girai l’angolo e qualcuno chiamò il mio nome. Era Marie. Ero inavvertitamente finita in una riunione di Sorig Khang Italia.

བླ LA, il corpo energetico secondo la Medicina Tibetana

Cosa si intende per Corpo Energetico o bLa in tibetano? Prima dell’arrivo del buddismo in Tibet, gli sciamani Bön ritenevano che la Coscienza fosse composta da diversi aspetti, tra cui il bLa (essenza vitale) e il Sog (soffio), due principi che sostengono la vita dell'individuo. Il bLa (pronuncia “LA”) era percepito come il doppio o, per così dire, l'ombra della coscienza e possedeva Nü Shug, ovvero la forza, il talento e l'abilità che animano il corpo fisico. Nü Shug è anche il potere cosmico che permea gli amuleti protettivi o gli oggetti sacri. Nü Shug, è ugualmente la passione e l'entusiasmo, senza il quale il La si indebolisce, e, parallelamente, la forza del corpo fisico, la resistenza, la motivazione, l'acutezza mentale. Secondo la Sowa Rigpa, la scienza tibetana della guarigione, il bLa è l'essenza vitale. E l'essenza vitale altro non è che la combinazione dei Cinque Elementi (Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Spazio) che costituiscono il mondo che ci circonda, così come il nostro corpo fisico. Questi, quando sono in perfetto equilibrio, ci forniscono forza, determinazione, vigore, stabilità mentale, lucidità di spirito, soddisfazione, carnagione luminosa e armonia del movimento. Questi Cinque Elementi costituiscono quindi l'energia protettrice che è il bLa, e circolano nel nostro corpo seguendo il ciclo lunare. Il movimento di questa energia inizia il primo giorno del mese lunare a livello dei piedi per raggiungere il suo apogeo nella parte superiore del cranio il quindicesimo giorno del mese lunare, e termina il suo ciclo il giorno 30, ancora a livello dei piedi. In ciascun punto, il bLa si manifesta  sotto una forma diversa, ed è ad ognuna di queste forme che il praticante si affida per restituire l'essenza vitale al punto trattato. Questa energia protettrice è fondamentale perché la nostra vita  si svolga  correttamente, e fa parte della triade bLa-Sog-Tshé che include rispettivamente l'energia protettiva (essenza vitale), l'energia come manifestazione della coscienza (soffio) e l’energia che regola la durata della vita. Quando subiamo un trauma, uno shock psichico, un incidente, un esame invasivo o un intervento chirurgico, è possibile creare uno squilibrio in questa triade, a partire proprio dall'energia protettrice. Il bLa inizierà quindi a uscire dal corpo da quattro punti specifici, gli anulari dei piedi e delle mani. Nel giro di poche settimane, si manifesteranno alcuni sintomi: carnagione opaca e grigiastra, ansia, confusione mentale, nervosismo, paura, attacchi di panico, tristezza eccessiva, affaticamento continuo,  sonno disturbato e, infine, incubi.

In che consiste il trattamento energetico tibetano?

Quando i sintomi sono riconosciuti rapidamente, i Tantra della medicina tibetana consigliano ai praticanti di riequilibrare il La, ovvero i Cinque Elementi presenti nel nostro corpo, che si trovano in questo caso in uno stato di squilibrio e, nello specifico, di carenza. Il ricevente viene fatto accomodare in un luogo pulito e silenzioso, al riparo di una coperta, mentre il praticante tratta, uno per uno, ogni punto corrispondente al percorso dell’energia del La intorno al corpo. Ogni  punto chiave viene gradualmente riattivato attraverso una tecnica che appartiene alla “mantra-terapia”. Nel tempo di un’ora, un’ora e mezza, il praticante utilizza mantra, visualizzazioni, tocco, e un insieme di sillabe e suoni specifici relativi a ciascuno dei Cinque Elementi. Quando il trattamento è efficace, il ricevente ritrova, in poche sedute, vigore, carnagione luminosa, benessere e gioia. Quando il praticante capisce che il ricevente è completamente privo del suo La, i Tantra della medicina prevedono di eseguire il La Kuk , in altri termini, una cerimonia rituale che consente di recuperare il "La perduto". Queste potenti pratiche sono eseguite esclusivamente da sciamani, lama e yogi esperti, che conoscono le pratiche tantriche corrispondenti. Ho recentemente ricevuto da Donla Tsering *- che ringrazio infinitamente - le prime nozioni indispensabili per chi intenda avvicinarsi al trattamento del corpo energetico, come indicato dai Tantra della Medicina Tibetana. L'apprendimento è diverso dal massaggio propriamente detto, perché si va a lavorare qui sui canali energetici del corpo sottile del ricevente, e non sulla massa muscolare, i tendini o le articolazioni del suo corpo fisico. Nella speranza di offrirvi beneficio nel prossimo futuro ...
Traduzione  dell‘articolo “LA, le corps énergétique selon la médecine tibétaine”
Articolo  http://himalayantrailing.blogspot.it Autore: Isabelle Preuilh Tradotto dal francese M.Sartore
Donla
Donla Tsering *Donla Tsering, è insegnante autorizzata della Sorig Khang International Foundation, e dal Dr. Nida Chenagstang con il quale ha studiato da quando ha lasciato l’india per trasferirsi in Italia . Si è specializzata in Ku Nye e Mantra Healing, è praticante e guida nel percorso dello Yuthok Nyingthig. Vive a Roma e insegna in Italia, Germania, Francia, Finlandia, Spagna, Polonia

HAPPY LOSAR 2018

HAPPY LOSAR 2018
  il_570xN.873788721_t1z1.jpgQuesto freddo e piovoso novilunio di febbraio ci conduce nella festa di Losar (ལོ་གསར་ Lo-sar, Anno Nuovo). C'è solo qualche primo timido albero in fiore, ma sotto sotto si intuisce che è comunque una festa di primavera. Ed è proprio l'inizio del nuovo anno, la prima Luna del primo mese di un complesso calendario lunare che non dimentica di tener conto anche del Sole, e che fa sembrare i nostri mesi pari e mesi dispari un calcolo da principianti. Potrei aggiungere che esistono anche diversi tipi di Capodanno, nel Paese delle Nevi e dintorni, ma tanto vale concentrarci su quello che per noi è più facile da capire: è una festa, ed è la festa più importante di tutto l'anno. IMG_20180218_004928.jpgImmaginate di non festeggiare durante l'anno il compleanno di Mirko, Matteo, Giovanna, Matilde, Luciana, e così via, ma di festeggiarli tutti insieme, proprio tutti, dai compagni di classe alla vecchia prozia Adalgisa, e insieme festeggiare la Luna Nuova, la Primavera, il vecchio che si è lasciato alle spalle e il nuovo che sopraggiunge, con i riti più complessi come con le piccole cose, anzi, con tanti giorni di festa (ma i più importanti sono i primi tre), in cui ogni piccolo gesto, anche solo maneggiare un secchio di acqua o le braci del camino sono svolti in condivisione e con gioia per richiamare la fortuna, con modalità e ritualità che sono probabilmente più antiche di quanto le nonne delle nonne delle nonne osino ricordare. Indossate un abito della festa (ci sono ancora luoghi del mondo dove non è così scontato) e, che vi piaccia o no la farina d'orzo da condividere, danzate, cantate, guardate il fuoco delle fiaccole e sentite com'è dolce e pungente il profumo dell'incenso, e la commozione delle offerte al Tempio, e le benedizioni, e i cinque colori delle Bandierine nuove da appendere... "Tashi Delek"! IMG_20180218_004553.jpgIMG_20180218_004610.jpg
Ecco, un anno ha compiuto il suo giro, e salutiamo il nuovo "anno del Cane di Terra" - ogni anno dedicato ad un animale, un Cane ogni dodici anni, e quando ci aggiungi i Cinque Elementi, per un Cane di Terra bisogna aspettarne addirittura 60!  

E che cosa possiamo aspettarci da un anno Cane di Terra?

cane di terra.jpg Benché ovviamente anche questo avrà effetto in misura e modo diverso a seconda del contesto astrologico di ciascun individuo, ma anche e soprattutto in relazione alla maturità emotiva, mentale e spirituale - e, se vogliamo karmica. Astera inclinant, non necessitant, ovvero il complesso contesto del movimento degli Astri e la maggiore o minore armonia degli Elementi che ci circondano e compenetrano, si intersecano con molteplici altri fattori, e sono da intendersi come una tendenza, un'inclinazione verso, ma non come un destino ineluttabile. I nativi del Cane sono esattamente come possiamo aspettarci un cane: leali, onesti, perseveranti e corretti, piuttosto abitudinari, protettivi e d'animo nobile. Sono grandi lavoratori, hanno un profondo senso dell'onore e della giustizia, odiano ipocrisia e cattiva volontà, anche se non sempre i loro meriti sono riconosciuti e a volte tendono a perdersi nei dettagli. Guardinghi e capaci di fiutare il pericolo, ma anche di immaginarlo dove non c'è drammatizzando e ingigantendo le situazioni, perché tanto cercano amore, pace e comprensione quanto sono testardi, irrequieti, seriosi, molto critici e a volte un po' catastrofici. Sono collaboratori, amici e compagni fedeli per definizione, discreti, buoni confidenti, generosi con chi è in difficoltà e incapaci di portare rancore a lungo, ma possono comunque essere intemperanti, capricciosi e polemici. Se l'elemento Terra acuisce il perfezionismo del Cane, e anche, con la sua natura fissa, una certa intransigenza, che può portare rallentamenti, insoddisfazione e polemiche, è tuttavia l'occasione per fare i conti con un bisogno di maggior centratura, di consolidamento e di concretizzazione, raccogliendo le energie in una base di maggior stabilità ed onestà. Se si sarà in grado di andare oltre le proprie ossessioni e i propri egoismi, alimentando valori come l'umanità, la disponibilità e la lealtà, la Terra offrirà un fertile suolo su cui fecondare progetti durevoli per proficui raccolti futuri, alimentando progetti generosi, nuove connessioni, e un'immaginazione che non manchi di senso pratico. È l'occasione per una riflessione sulle proprie radici, sulla famiglia e sulla tradizione, ma, se in tutta questa Terra non vogliamo restare impantanati, anche per apprendere un grande esercizio di flessibilità. Benché alcuni segni siano considerati meno favoriti in base a principi di minor compatibilità, fra cui proprio il Cane, appesantito, in sostanza, dal confronto con se stesso, dipenderà da ciascuno di noi, come sempre, il modo in cui realizzeremo le potenzialità espresse da questo anno. Saremo docili, schietti, appassionati, capaci di stringere rapporti fedeli e durevoli, o ci lasceremo prendere da pessimismi, irrequietudine e testardaggine, abbaiando a sproposito al nostro stesso riflesso? Quali delle qualità del cane sceglieremo di esprimere?

Vivere Sowa Rigpa : journey through the change

Fervono i preparativi per il Congresso Internazionale che prenderà il via il 20 aprile,  (19 aprile sera con cerimonia di apertura ) nella ridente città di Pisa, sotto il sole splendente della dolce terra Toscana. E non c'era forse cornice migliore per questo Sesto Congresso, che, dopo un lungo lavoro di ampliamento, diffusione ed espansione si apre all'incontro da ben quaranta diversi paesi per condividere, comunicare, con Sowa Rigpa. Ed è di questo che si parla: come può ciascuno di noi vivere davvero l'esperienza della Sowa Rigpa? Partecipare a questo Congresso è come ricomporre un grande Mandala, far confluire così tanti affluenti in un unico fiume, poter sentire pienamente l'o rigine degli insegnamenti della Sowa  Rigpa e riconoscere di farne parte, comprendere i benefici che ciascuno può ricevere, e vedere il panorama di un progetto più grande, vedere che ciascuno di noi può contribuire a sostenerlo personalmente.   Salute e Felicità: un Congresso per apprendere e comprendere, ma è soprattutto una splendida riunione di famiglia.

"There are no strangers here, only friends you haven't yet met".

"Qui non ci sono estranei, solo amici che non hai ancora incontrato".

William Butler Yeats

Dal video di Drukmo: "Il congresso di quest'anno è veramente unico. Tornerà indietro alle sue stesse radici, all'inizio di tutto... l'origine del Lignaggio. Il nostro eccezionale Direttore e Maestro, il Dr. Nida Chenagtsang, sarà al centro di un processo di grande ispirazione, che spinge a condividere la conoscenza al di là degli interessi nazionali o individuali: Sotto il motto "Vivere Sowa Rigpa" vogliamo presentare la Sowa Rigpa come la "scienza della salute e della felicità". Il Dr. Nida ha chiesto a tutti noi "per far crescere il nostro lavoro io sinceramente vi chiedo di cooperare e comunicare nel migliore dei modi... La fiducia reciproca e il rispetto sono così importanti per la nostra Famiglia. Io desidero che ciascuno possa esprimere al meglio i sui talenti per aiutare la Famiglia a crescere e divenire più forte... Parliamone al Congresso!" "Siamo tutti un'unica famiglia". Questo Congresso mostrerà proprio le persone, tutti coloro che ci sono dietro la famiglia SKI: dalla prima generazione fino ad oggi. Così tanti talenti, una così grande diversità, così tanti molteplici approcci: l'unità nella diversità. Questo Congresso presenterà le eccellenti novità nel campo della Sowa Rigpa: grandi progetti in ogni parte del mondo, dalla ricerca alla conoscenza, dall'insegnamento alla miglior qualità possibile di lavoro con i pazienti, dal girovagare nomade al rientro a casa, dagli splendidi risultati ai momenti di fallimento, anche, e come andare al di là di tutti gli ostacoli. Questo congresso ci invita ad esplorare e fare esperienza della forza e della fluidità della cooperazione e del lavoro comune, ispirato alle parole di Yuthok: per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Questo Congresso sarà per tutti noi una parte del Ngöndro quotidiano, secondo gli insegnamenti del cuore di Yuthok... Questo Congresso porterà ad incontrasi persone che potranno lavorare insieme per il resto delle loro vite... Questo Congresso sarà di ispirazione per nuove generazioni di persone interessate a divenire parte della famiglia, e futuri praticanti. Questo Congresso presenterà alcuni dei migliori ed esperti studenti e praticanti della Sowa Rigpa da tutto il mondo, e molti di loro arriveranno dai paesi d'origine delle radici della Sowa Rigpa, intorno all'altopiano himalayano. Questo Congresso inaugurerà nuove strade e opportunità per i praticanti Sorig in cerca di nuove sfide e vie di cooperazione. In questi folli tempi di separazione, questo Congresso sarà una serena riunione di apertura transculturale, basata sulla fiducia reciproca, l'altruismo, impegno e compassione per tutti gli esseri senzienti nel mondo. Sii una parte di tutto questo, come già lo sei! Questo Congresso rifletterà su un futuro sano per tutti e per il nostro ambiente, e inviterà studenti, praticanti, scienziati, artisti e persone interessate da ogni parte del mondo per vivere la loro interrelazione: Vivere Sowa Rigpa."       [wpvideo M2nYab0Y] qui il video intero di Drukmo: invito by Drukmo Gyal   INFORMAZIONI SUL CONGRESSO  Sorig congress Pisa 2018 REGISTRAZIONI AL CONGRESSO ON LINE Registrazione

L’ascolto Consapevole. Lignaggio e Trasmissione

C'è qualcosa di profondamente magico e antico, nel sedere e ascoltare qualcuno che legge o recita un testo per noi. La mente va subito alle favole della nonna, persino se una nonna che ci leggeva le favole non l'abbiamo avuta. Il pensiero crea questo ricordo perché ascoltare la recita di un testo tramandato è uno degli atti sociali e spirituali più antichi che esistano. E non abbiamo bisogno di essere antropologi per saperlo, perché funziona ancora. 

    L'ascolto consapevole, che ha la stessa meraviglia, la stessa attesa paziente e rispettosa del bambino di fronte alle favole, è esso steso una forma di meditazione: la mente, intenta, non vaga a casaccio, ma costruisce le forme della narrazione, o si culla nel suono. Qualunque sia il modo personale in cui la propria mente recepisce il testo, sentiamo che va oltre la superficie della mente stessa, che il messaggio attraversa le emozioni per andare ancora più nel profondo. Così nacque il teatro, del resto, che proprio per questo era, e in qualche modo rimane, un atto sacro. 

    Ci sono termini difficili da comprendere, se li analizziamo solo da un punto di vista storico o persino filosofico. Concetti come Lignaggio e Trasmissione orale, a volte li ripetiamo senza comprenderne bene l'essenza. Magari abbiamo sempre saputo che in tutte le tradizioni ci sono insegnamenti che si trasmettono da bocca a orecchio, e forse comprendiamo anche che sono molto antichi e molto preziosi. Magari percepiamo in qualche modo che, in quel passaggio da bocca a orecchio, avviene qualcosa che, nella semplice lettura del testo, è ben più difficile che avvenga.  

    Lignaggio lo intendiamo spesso come Scuola, o Insegnamento, trasmessi in maniera fedele e ininterrotta.  Ma perché si usa proprio questo termine, perché anticamente si parlava di una specie di filo rosso che unisce coloro che ricevono l'insegnamento, ininterrottamente, a partire da un primo, unico maestro? Perché Lignaggio significa discendenza, appartenenza, significa essere eredi diretti di una nobile tradizione, anche se non siamo nati già all'interno di questa tradizione.

    La trasmissione orale all'interno di un lignaggio ininterrotto, significa: "se sei qui ad ascoltare, questa storia ti riguarda". Ecco, l'essenza semplice è questa: è far parte di una famiglia, ricevere e preservare il saggio e prezioso racconto della nonna, che, per quanto ci sembri incredibile, è già la nostra storia.

"Il mio desiderio è che la Medicina Tibetana si diffonda come lʼinfinito spazio del cielo, allo scopo di beneficiare tutti gli esseri senzienti.

                                                                         Yuthok Yonten Gonpo, XII secolo.

Queste parole del padre della medicina tibetana esprimono in un modo semplice ma potente quanto Yuthok il Giovane abbia voluto lasciare in eredità ai posteri. Un percorso che chiunque può intraprendere a prescindere dalla nascita o stato sociale, indipendentemente dal credo o finalità. Anche se un giorno, a pensarci bene, tutti noi, prima o poi, avremo bisogno della conoscenza medica. Yuthok, quindi, intendeva trasmettere Sowa Rigpa - l'antica scienza della guarigione che dal vecchio Tibet è stata tramandata fino ad oggi - a chiunque voglia interessarsi della propria o altrui salute, a chiunque fosse desideroso di acquisire le conoscenze sullʼorigine del mondo e sulla legge del karma, o a chi voglia conseguire la realizzazione spirituale dell'Illuminazione. "

    Il  rGyud bzhi, རྒྱུད་བཞི་།"I Quattro Tantra" è la Summa della Medicina Tibetana, il compendio e l'essenza di questa Tradizione, ed è al tempo stesso uno strumento tecnico e spirituale. Tantra significa appunto "Lignaggio orale" di un insegnamento raro e prezioso. E basta già il titolo esteso "Le Quintessenziali Istruzioni Segrete sugli Otto Rami del Tantra Essenza di Ambrosia" per comprendere come si voglia offrire un nutrimento, un nettare che va al di là della sola natura del corpo.

   Si dice  che il rGyud bzhིིིིིi  sia un'opera talmente preziosa che mandarne il testo a memoria permetta addirittura la completa realizzazione spirituale, e che il solo ascoltarla, riceverne la trasmissione, sia di per sé una forma di guarigione.

   Preservato nella sua intatta bellezza di testo poetico, dall'avvolgente suono ipnotico e cantilenante, il rGyud bzhi trasmette, in forma di dialogo tra Emanazioni del Buddha della Medicina stesso, l'essenza, la filosofia, la tecnica di una Conoscenza millenaria, attraverso l'imponente lavoro di sistematizzazione e raccolta operata da Yuthok il Vecchio prima (VIII secolo), e da Yuthok Yonten Gonpo, Yuthok il giovane, poi (XII secolo).

   Fonte principale e riferimento imprescindibile di ogni scuola di medicina, i quattro libri de "I Quattro Tantra" comprendono insegnamenti che, nella sola famiglia di Yuthok risultano trasmessi ininterrottamente almeno dal III secolo, ma che affondano le loro radici in evidenti origini ben più antiche.

    Ed è proprio dal desiderio di universale diffusione che nasce l'incredibile struttura di quest'opera, pensata per essere fruibile in modo più o meno approfondito a seconda che venga in mano di studenti di medicina veri e propri, di praticanti spirituali, o di semplici laici che vogliono migliorare la qualità della loro vita. 

  • Il Tantra Radice རྩ་རྒྱུད་།   (rtsa rgyud), considerato il seme che contiene l'essenza intera dell'opera, ci introduce, attraverso la mappa dei primi Tre Alberi, o Tre Radici, l'oggetto medico (la struttura e le funzioni del corpo sano, e i suoi possibili squilibri), la diagnosi della malattia e i trattamenti per ripristinare l'equilibrio. Un quarto albero comprende l'indice esplicativo dei Quattro Tantra con tutti i loro capitoli. 
  • Il Tantra Esplicativo བཤད་རྱུད(bshad rgyud)  descrive le undici discipline di base della medicina, approfondendo l'embriologia, lʼanatomia e fisiologia, i principi di diagnosi e cura, gli strumenti della medicina e il codice etico del medico. 
  • Il Tantra delle Istruzioni Orali མན་ངག་རྒྱུད་།(man ngag rgyud), il più lungo e complesso, fornisce la competenza più precisa, addentrandosi minuziosamente nel dettaglio delle singole patologie. 
  • Il Tantra Finale o dell'Azione ཕྱི་རྒྱུད་།(phyi rgyud ) riguarda l'applicazione pratica della Sowa Rigpa. Approfondisce le metodologie della diagnosi e i diversi metodi di trattamento, l'uso di farmaci, l'applicazione delle terapie esterne, ma comprende anche capitoli che trattano la trasmissione della conoscenza e dell'insegnamento.

   Proprio perché è il Terzo Tantra il più complesso e specifico, è considerato quasi un insegnamento a sé, detto anche "Grande Tantra", mentre il Primo, il Secondo e il Quarto compongono il cosiddetto "Piccolo Tantra", in grado di offrire una conoscenza medica meno specializzata, ma comunque più che esauriente. 

   È di questo "Piccolo Tantra" che i fortunati presenti potranno ricevere il Lung, la trasmissione orale, direttamente dal Dottor Machik, esperto medico Tibetano originario dell'Amdo, grande portavoce di quel Lignaggio che abbiamo visto preservare e condurre inaspettatamente fino a noi.

 

Conosci te stesso: l’universale semplicità dello Yoga del Corpo Illusorio

Conosci te stesso: l'universale semplicità dello Yoga del Corpo Illusorio.

    Γνῶθι σεαυτόν (gnōthi seautón), "conosci te stesso", campeggiava in un'iscrizione fuori dal tempio di Apollo a Delfi, patrimonio della sapienza oracolare greca, patrimonio della sapienza umana di ogni tempo e cultura.

    Il nome completo dello Yoga del corpo illusorio è sGyu Lus chags sdang rang grol, ovvero Il Corpo Illusorio dell'Auto Liberazione dall'Attaccamento e dall'Avversione.

      La tradizione dello Yuthok Nyingthig dice che, attraverso la pratica di meditazione su varie forme di illusori simulacri del sé, la pratica di questo yoga aiuta la mente a liberarsi dall'attaccamento e dall'avversione, e a riconoscere l'esperienza della vera natura del corpo e dell'intera esistenza.

    "Benvenuti allo yoga del corpo illusorio", esordisce sorridente il Dottor Nida, e subito aggiunge "prima di comprendere il corpo illusorio dobbiamo comprendere il corpo che abbiamo in dotazione ora, il nostro corpo fisico. Questo è il motivo per cui abbiamo iniziato con questa meditazione, una meditazione per conoscere voi stessi."

   Sorridenti siamo anche tutti noi, forse a qualcuno sembra così semplice questa prima meditazione, con tutti i complessi ed elevati insegnamenti che affronteremo durante la settimana.

    "Chiudete gli occhi, chiudete gli occhi!" ripete riportandoci alla "semplice" meditazione, ogni volta che vede che rischiamo di perderci nella logica concettuale della spiegazione, invece di fare esperienza diretta.

    Perché è solo nell'esperienza diretta che si comprendono gli insegnamenti. 

E di esperienza ne facciamo tanta, attraversando un ventaglio di emozioni che è l'intero repertorio che abbiamo incontrato, e magari mai mandato completamente giù, nella nostra intera vita.

    "Ho sempre creduto che questo corpo illusorio sia una delle migliori forme di psicoterapia, perché  aiuta proprio voi stessi, ed è come se stessimo allenando il nostro sistema immunitario. Noi realmente alleniamo la nostra mente a neutralizzare ogni cosa. Il potere della neutralità ovviamente non è appiattire bene e male, ma rimanere al meglio nella parte buona e positiva, lasciando che duri il più a lungo possibile."

    È incredibile vedere il modo in cui pratiche antiche, conservate intatte per secoli e secoli, risuonino in modo così essenziale e preciso con la nostra confusa modernità. 

    Ascoltando il Dottor Nida che trasforma l'insegnamento adattandolo alle nostre orecchie, parlando le nostre parole, potremmo forse credere che sia un modo di servirci un piatto più digeribile, più vicino ai nostri gusti e più adatto al nostro palato. 

     Ma quando ci fermiamo ad ascoltare l'impatto che quelle parole hanno dentro di noi, capiamo che è una formula antica quanto la nostra difficoltà a riconoscerci per quello che siamo. 

    Osservando il vero testo della pratica riconosciamo le stesse speranze e le stesse paure che muovono oggi la nostra confusione, la nostra ricerca di identità, comprendiamo che quel senso di inadeguatezza e quello stress che sono divenuti simbolo stesso della nostra epoca, hanno radici così semplici, e così antiche, nel farci dire dagli altri chi siamo invece di comprendere la nostra vera natura, non solo nel suo significato più profondo e sottile, ma proprio partendo dal nostro corpo, dalla nostra immagine di noi.

    Non ci osserviamo, non ci indaghiamo, il rifiuto di scoprire qualcosa di noi che non ci piace è lo stesso meccanismo che ci impedisce di vedere le nostre qualità.

    La speranza che non è fiducia, che non è consapevolezza, diventa attaccamento, diventa la delusione del desiderio senza soddisfazione. 

    La paura, che ci sembra una scusante, che ci sembra un modo di proteggerci e tutelarci, non è che un altro fraintendimento, la paura ci rende sospettosi ed arrabbiati, e non è che un altro ostacolo che ci impedisce di riconoscere che la nostra vera natura è forte, stabile, incorruttibile, inattaccabile come il diamante, serena e immensa come il cielo al di là delle nuvole.

    Mai come oggi, forse, abbiamo vissuto nel passato e nel futuro senza essere capaci di cogliere il presente, mai come oggi, forse, ci siamo sentiti trascinati e inconsapevoli.

   Ma anche se i tempi ci sembrano diversi siamo esattamente gli stessi, i meccanismi sono gli stessi, "siamo esseri umani, abbiamo un cuore umano, e abbiamo sensazioni ed emozioni umane" ci ricorda il Dr Nida.

   Se non fossimo consapevoli di quanto, in questi insegnamenti, si sia trasmessa una tale profonda conoscenza della natura della mente e delle emozioni umane, saremmo stupiti di tanta attualità.

   "Così come al di là delle nuvole c'è il cielo blu profondo e senza limiti, così al di là dei quattro aspetti del nostro corpo è presente il nostro vero sé, perché al di là della mente che è confusa e bloccata in questa dimensione in cui si mescolano continuamente speranza e paura, al di là di questo aspetto vi è l'aspetto reale della mente, in cui c'è una assoluta pace e serenità - è come l'oceano. 

Noi diciamo che oggi il mare è agitato, ma in realtà ci stiamo riferendo solo alla superficie. È una espressione perfetta. Quando siete agitati, stressati, tristi, depressi, siete come il mare agitato, come un oceano agitato. Ci fermiamo solo alla superficie.

Ma se avessimo la possibilità di andare nella profondità del mare, lì c'è sempre calma." 

Marie Corrao