Dove ci porta il “vento”?

A volte siamo fortunati. A volte ci capita che il corso dell'insegnamento che vorremmo seguire venga tenuto esattamente accanto a casa nostra. A volte, anche se magari non abbiamo grandi possibilità, riusciamo ad avere, imprevista e al momento giusto, esattamente la cifra che servirebbe per pagare quel corso. In questi casi, l'unica cosa da fare è riconoscere la nostra fortuna e salpare a vele spiegate, eppure, paradossalmente, non sempre ci riusciamo. La fortuna, a volte, ci rende pigri, ci suggerisce la distorta idea che si possa sempre procrastinare, rimandando a domani quello che, ci sembra, volendo possiamo fare anche dopodomani. Poi ci sono gli ostacoli più concreti, diciamo così, che non sempre sono facili da superare, anche con buona volontà. E poi ci sono gli incontri fulminanti, come quando ci si innamora. Ed è allora che riusciamo ad andare oltre, oltre gli ostacoli che si frappongono, e persino oltre le scuse della buona fortuna. Sentiamo che, se solo rispondiamo a quel primo richiamo, un buon vento ci trascina, esattamente dove e quando dovevamo essere. Un anno fa, dopo un viaggio che faceva sembrare Il Signore degli Anelli una passeggiata nel centro cittadino, arrivò a Pomaia, l'ultimo giorno di insegnamenti del Dr. Nida, quella che pareva solo una deliziosa ed elagante signora inglese, ma quando, ironica e scoppiettante, condivise con noi le sue avventure, le chiesi di scriverle per tutti, perché fossero un buon viatico, divertente ma profondo, per tutti noi viaggiatori. La pubblichiamo ora, in clima di Congresso, mentre è nell'aria questa grande occasione di apprendere e incontrarci, mente non mancano né le difficoltà né quell'innamorarsi, perché non è che questo lo Sforzo Entusiastico, semplicemente disarmante. English version of the letter from Sheila From Sheila Green 23 April 2017 Un’innocente all’estero in cerca di insegnamenti Le avventure di una donna inglese che prova ad essere un’allieva del Dr Nida Chenagtsang. Sono una devota allieva del Dr. Nida Chenagtsang. Questo sorprenderà la maggior parte delle persone, compreso il Dr Nida. Io faccio la mia singolare, strana apparizione, seduta in fondo all’aula, con lo sguardo smarrito, per lo più durante un corso di Sa Che. Io non ho alcun talento per il Sa Che, e sono un completo fallimento nello Yoga del Sogno, l’altro corso che a volte sono riuscita a seguire. Faccio davvero del mio meglio, e in un attimo è già mattino. Cominciò tutto a Londra, al Centro di Medicina Orientale Kailash. Fu un’idea del mio insegnante, il Dr Shen. Si supponeva che si sarebbe trattato per me di un ruolo prestigioso. Una sera, durante il mio corso di meditazione, aprii gli occhi appena in tempo per vedere un uomo che spostava la sua bicicletta lungo la sala deserta. “Le dispiace, scusi?” gli dissi, e lui si limitò ad ignorarmi e scomparve oltre la porta che si chiuse silenziosamente dietro di lui. Il mio canto del Mantra fece vibrare l’intero edificio, e ballò il limbo sotto la porta della mia saletta dei consulti, andando a disturbare coloro che si stavano dedicando a tranquille pratiche mediche nelle altre stanze. Così me ne andai. Ma non prima di aver preso una brochure del Dr. Nida. La conservo ancora. Ad essere onesti, era Yuthok che avevo adocchiato per primo. La brochure rivelava che solo gli studenti meritevoli di Medicina Tradizionale Tibetana dovrebbero praticare il ritiro del Ngondro. Cos’era un Ngondro? Decisi di andare  a sentire una conferenza. Potevo scegliere una delle tre conferenze introduttive nel centro di Londra. Andai alla prima, presso la Buddhist Society. Arrivai in anticipo e mi misi a sedere. Una donna annunciò che il Dr. Nida non sarebbe stato presente, ma lei  avrebbe mostrato una presentazione in Power Point. La sera successiva presi di nuovo il treno per Londra, e andai all’Asia House. Pagai 10 sterline per vedere esattamente la stessa donna e la medesima conferenza. Il Dr. Nida non era presente. La notte seguente andai ad un nuovo indirizzo londinese, e pagai riluttante le mie 10 sterline. Del Dr. Nida nessuna traccia. Educatamente me ne rimasi seduta per tutta la conferenza, e tornai a casa. Qualche tempo dopo ricevetti una visita a casa, Peggy. Durante la mia formazione Buqi, Peggy, del mio ufficio, aveva interpretato il ruolo di mia paziente di prova nel mio esercizio di  pratica  come Buqi healer. Io ottenni la mia qualifica, gli anni passarono, Peggy continuò a venire da me. Peggy mi disse: “Queste sedute sarebbero molto costose, se io le pagassi, non è vero?” Beh, sì, in effetti era vero. A quel punto mi diede una busta piena di contanti. Con quei soldi acquistai un economico e romantico week end a Parigi per una sola persona, e studiai Mantra Healing 1.1 con il Dr. Nida. Era il Febbraio 2008, ho ancora gli appunti fotocopiati del corso, in francese. Io non parlo francese. Quindi feci il Ngondro, e nessuno sa che io non so assolutamente niente riguardo salute, medicina o piante. E questo perché erano tutti francesi. E arriviamo velocemente al 2017. Dopo una visita decisamente proficua a Casa Sorig, a Valencia, in Spagna, per studiare Sa Che trovo il coraggio di tentare qualche nuovo corso usando la mia tecnica “compra una vacanza economica”. Architetto l’ambizioso piano di fare una visita in Italia. Prima fermata, Pisa, quindi Treno verso Zurigo, in Svizzera, per studiare Yuthok healing, un corso non di Sa Che, poi a Ginevra dove ho un cliente. Sto cominciando a prender gusto in questa attività girovaga. Seduta davanti al computer nella mia cucina, per poco non compro un pacchetto vacanze per Pisa. Era un’offerta speciale. Ma non l’ho fatto. Per poco non compro anche un biglietto di un treno ad alta velocità veramente economico, da Pisa a Zurigo. ma non l’ho fatto. Ho guardato la cartina, invece. Il Dr. Nida avrebbe insegnato a Pomaia, che, io pensavo, dovesse essere negli immediati dintorni di Pisa. Non lo è. Il corso a Zurigo era in realtà a Berna. Ora, io so bene che Berna non è nella periferia di Zurigo. Non sono stupida. Così decisi di non andare. Ma avevo ancora il mio economico biglietto EasyJet per Pisa. Così, ho pensato, farò Sa Che a Pomaia. Tutto quello che devo fare è arrivare a Pomaia. È facile. Parli norvegese? Ero ormai a Pisa da quattro ore, e potevo ancora vedere la stazione ferroviaria dal punto in cui me ne stavo ritta in piedi. Tutto stava andando  così bene.  Ieri avevo viaggiato da Bruges a casa con una compagnia in progressivo stato di ebrezza. Eravamo arrivati a casa alle nove di sera. Avevo ricomposto la mia valigia, mi ero giusto sdraiata un poco e puntato la sveglia alle quattro del mattino per andare all’aeroporto. Piacevolmente colpita dalla nuova luccicante monorotaia che conduce proprio dentro la stazione di Pisa Centrale, mi sentii rilassata, ormai vicina alla mia destinazione, Pomaia. In realtà il mio programma era buono, il mio errore fu di rivelare allo sportello informazioni della stazione la mia esatta destinazione, Pomaia. “È impossibile!” mi apostrofò agitando qua e là le mani in aria, e mi diede istruzioni su come raggiungere il deposito degli autobus. Quindi appese un cartello di chiusura, e si dileguò. Mi avviai camminando verso il deposito degli autobus, cercando di imitare l’aspetto di qualcuno del posto che sapesse dove stavo andando. Spacciatori di droga, venditori di sigarette, protettori e prostitute mi squadrarono. Alla stazione degli autobus, spiegai. La ragazza si allontanò da dietro lo sportello per parlare con alcuni autisti. Tutti insieme si voltarono a guardarmi. Io tirai fori una enorme banconota, e lei mi vendette un biglietto dell'autobus da due euro. Il mio autobus partì alle 12.35 dalla banchina 2. Una masnada di ragazzini in età scolare mi spinse tutto da un lato, l’autista dell’autobus guardò il mio biglietto, guardò il mio taccuino pieno di preziose informazioni scritte a più mani in diverse calligrafie. Fece una lunga telefonata. Disse “Non prenda questo autobus!”. Scrisse nel mio taccuino le istruzioni su come raggiungere Pomaia. Quindi mi fece scendere dietro l’angolo in mezzo a una strada. L’autobus 840 parte dal piazzale alle 15.15. Come da istruzioni, camminai fino a Piazza S. Antonio, trovai la fermata dell’autobus. Erano le 12.40. Presi un gelato. Alle tre in punto arrivò una donna e si fermò in piedi accanto a me. Aveva un gran numero di borse della spesa da cui spuntavano verdure, ed un’aria amichevole. Io volevo essere sicura di stare andando nella giusta direzione. Volevo andare a Castelnuovo Val di Cecina. Sì, lei viveva proprio lì, e l’autobus sarebbe arrivato a breve. Le mostrai il mio taccuino. Mi guardò terrorizzata. “Non prenda quest’autobus!”, disse. Sono Greca, tu parli Greco? No. Parli italiano? No. Parli Russo? No. Parli Norvegese? No, mi dispiace. Mentre ancora mi stavo chiedendo per quale motivo qualcuno che non è norvegese possa mai voler parlare norvegese, lei scrisse una lunga lista sul mio taccuino.  Erano i nomi delle stazioni ferroviarie che avrei attraversato in direzione di Rosignano Solvay. Apparvero due giovani ragazze. Loro mi dissero di non tener conto di questa lista. Di prendere semplicemente il prossimo treno per Rosignano. Così feci. Ormai ero quasi arrivata. Stanca ma ottimista, mi misi in cerca di una fermata dell’autobus, Incontrai una donna che indossava il Burka, mi indicò un qualche punto in cima alla strada, e io mi avviai. Me ne stetti in piedi alla fermata dell’autobus, e si avvicinò un uomo che passeggiava con il cane. “Sì, questa è la fermata per Pomaia ma non conosco gli orari”. Ogni volta che arrivava un autobus mi fiondavo in mezzo alla strada e lo fermavo. Attesi un’ora e mezza, e si stava facendo buio. Rivolsi poi un saluto a una signora che era in attesa di un passaggio. Le spiegai. Mi disse “ne parlo un attimo con mia figlia”. La figlia era una rigogliosa bellezza italiana. Lei non disse assolutamente niente, semplicemente tirò su la mia valigia e la infilò nel bagagliaio di un’auto tutta ammaccata. Salga, andiamo! La ragazza urlò alla donna della reception del monastero, mentre io rimasi lì vicino in piedi come un bambino cattivo. Rinfilò il mio bagaglio nella macchina. Tutte noi risalimmo. A Villa Irene madre e figlia mi diedero un grande abbraccio, saltarono di nuovo in macchina, e si allontanarono. Incontrai il Dr. Nida sulle scale, la cena era quasi pronta, e io stavo per incontrare alcune persone fantastiche. La porta degli insegnamenti si era aperta e mi lasciava entrare, alla fine. Potrebbe piacermi abbastanza perfino il Sa Che. P:S. Sulla via del ritorno ottenni un passaggio fino alla stazione per Pisa. Facile! E, indovina un po'? Andai ad un museo per vedere la Croce di Lampedusa, e quando venni via girai l’angolo e qualcuno chiamò il mio nome. Era Marie. Ero inavvertitamente finita in una riunione di Sorig Khang Italia.

བླ LA, il corpo energetico secondo la Medicina Tibetana

Cosa si intende per Corpo Energetico o bLa in tibetano? Prima dell’arrivo del buddismo in Tibet, gli sciamani Bön ritenevano che la Coscienza fosse composta da diversi aspetti, tra cui il bLa (essenza vitale) e il Sog (soffio), due principi che sostengono la vita dell'individuo. Il bLa (pronuncia “LA”) era percepito come il doppio o, per così dire, l'ombra della coscienza e possedeva Nü Shug, ovvero la forza, il talento e l'abilità che animano il corpo fisico. Nü Shug è anche il potere cosmico che permea gli amuleti protettivi o gli oggetti sacri. Nü Shug, è ugualmente la passione e l'entusiasmo, senza il quale il La si indebolisce, e, parallelamente, la forza del corpo fisico, la resistenza, la motivazione, l'acutezza mentale. Secondo la Sowa Rigpa, la scienza tibetana della guarigione, il bLa è l'essenza vitale. E l'essenza vitale altro non è che la combinazione dei Cinque Elementi (Terra, Acqua, Fuoco, Aria, Spazio) che costituiscono il mondo che ci circonda, così come il nostro corpo fisico. Questi, quando sono in perfetto equilibrio, ci forniscono forza, determinazione, vigore, stabilità mentale, lucidità di spirito, soddisfazione, carnagione luminosa e armonia del movimento. Questi Cinque Elementi costituiscono quindi l'energia protettrice che è il bLa, e circolano nel nostro corpo seguendo il ciclo lunare. Il movimento di questa energia inizia il primo giorno del mese lunare a livello dei piedi per raggiungere il suo apogeo nella parte superiore del cranio il quindicesimo giorno del mese lunare, e termina il suo ciclo il giorno 30, ancora a livello dei piedi. In ciascun punto, il bLa si manifesta  sotto una forma diversa, ed è ad ognuna di queste forme che il praticante si affida per restituire l'essenza vitale al punto trattato. Questa energia protettrice è fondamentale perché la nostra vita  si svolga  correttamente, e fa parte della triade bLa-Sog-Tshé che include rispettivamente l'energia protettiva (essenza vitale), l'energia come manifestazione della coscienza (soffio) e l’energia che regola la durata della vita. Quando subiamo un trauma, uno shock psichico, un incidente, un esame invasivo o un intervento chirurgico, è possibile creare uno squilibrio in questa triade, a partire proprio dall'energia protettrice. Il bLa inizierà quindi a uscire dal corpo da quattro punti specifici, gli anulari dei piedi e delle mani. Nel giro di poche settimane, si manifesteranno alcuni sintomi: carnagione opaca e grigiastra, ansia, confusione mentale, nervosismo, paura, attacchi di panico, tristezza eccessiva, affaticamento continuo,  sonno disturbato e, infine, incubi.

In che consiste il trattamento energetico tibetano?

Quando i sintomi sono riconosciuti rapidamente, i Tantra della medicina tibetana consigliano ai praticanti di riequilibrare il La, ovvero i Cinque Elementi presenti nel nostro corpo, che si trovano in questo caso in uno stato di squilibrio e, nello specifico, di carenza. Il ricevente viene fatto accomodare in un luogo pulito e silenzioso, al riparo di una coperta, mentre il praticante tratta, uno per uno, ogni punto corrispondente al percorso dell’energia del La intorno al corpo. Ogni  punto chiave viene gradualmente riattivato attraverso una tecnica che appartiene alla “mantra-terapia”. Nel tempo di un’ora, un’ora e mezza, il praticante utilizza mantra, visualizzazioni, tocco, e un insieme di sillabe e suoni specifici relativi a ciascuno dei Cinque Elementi. Quando il trattamento è efficace, il ricevente ritrova, in poche sedute, vigore, carnagione luminosa, benessere e gioia. Quando il praticante capisce che il ricevente è completamente privo del suo La, i Tantra della medicina prevedono di eseguire il La Kuk , in altri termini, una cerimonia rituale che consente di recuperare il "La perduto". Queste potenti pratiche sono eseguite esclusivamente da sciamani, lama e yogi esperti, che conoscono le pratiche tantriche corrispondenti. Ho recentemente ricevuto da Donla Tsering *- che ringrazio infinitamente - le prime nozioni indispensabili per chi intenda avvicinarsi al trattamento del corpo energetico, come indicato dai Tantra della Medicina Tibetana. L'apprendimento è diverso dal massaggio propriamente detto, perché si va a lavorare qui sui canali energetici del corpo sottile del ricevente, e non sulla massa muscolare, i tendini o le articolazioni del suo corpo fisico. Nella speranza di offrirvi beneficio nel prossimo futuro ...
Traduzione  dell‘articolo “LA, le corps énergétique selon la médecine tibétaine”
Articolo  http://himalayantrailing.blogspot.it Autore: Isabelle Preuilh Tradotto dal francese M.Sartore
Donla
Donla Tsering *Donla Tsering, è insegnante autorizzata della Sorig Khang International Foundation, e dal Dr. Nida Chenagstang con il quale ha studiato da quando ha lasciato l’india per trasferirsi in Italia . Si è specializzata in Ku Nye e Mantra Healing, è praticante e guida nel percorso dello Yuthok Nyingthig. Vive a Roma e insegna in Italia, Germania, Francia, Finlandia, Spagna, Polonia

HAPPY LOSAR 2018

HAPPY LOSAR 2018
  il_570xN.873788721_t1z1.jpgQuesto freddo e piovoso novilunio di febbraio ci conduce nella festa di Losar (ལོ་གསར་ Lo-sar, Anno Nuovo). C'è solo qualche primo timido albero in fiore, ma sotto sotto si intuisce che è comunque una festa di primavera. Ed è proprio l'inizio del nuovo anno, la prima Luna del primo mese di un complesso calendario lunare che non dimentica di tener conto anche del Sole, e che fa sembrare i nostri mesi pari e mesi dispari un calcolo da principianti. Potrei aggiungere che esistono anche diversi tipi di Capodanno, nel Paese delle Nevi e dintorni, ma tanto vale concentrarci su quello che per noi è più facile da capire: è una festa, ed è la festa più importante di tutto l'anno. IMG_20180218_004928.jpgImmaginate di non festeggiare durante l'anno il compleanno di Mirko, Matteo, Giovanna, Matilde, Luciana, e così via, ma di festeggiarli tutti insieme, proprio tutti, dai compagni di classe alla vecchia prozia Adalgisa, e insieme festeggiare la Luna Nuova, la Primavera, il vecchio che si è lasciato alle spalle e il nuovo che sopraggiunge, con i riti più complessi come con le piccole cose, anzi, con tanti giorni di festa (ma i più importanti sono i primi tre), in cui ogni piccolo gesto, anche solo maneggiare un secchio di acqua o le braci del camino sono svolti in condivisione e con gioia per richiamare la fortuna, con modalità e ritualità che sono probabilmente più antiche di quanto le nonne delle nonne delle nonne osino ricordare. Indossate un abito della festa (ci sono ancora luoghi del mondo dove non è così scontato) e, che vi piaccia o no la farina d'orzo da condividere, danzate, cantate, guardate il fuoco delle fiaccole e sentite com'è dolce e pungente il profumo dell'incenso, e la commozione delle offerte al Tempio, e le benedizioni, e i cinque colori delle Bandierine nuove da appendere... "Tashi Delek"! IMG_20180218_004553.jpgIMG_20180218_004610.jpg
Ecco, un anno ha compiuto il suo giro, e salutiamo il nuovo "anno del Cane di Terra" - ogni anno dedicato ad un animale, un Cane ogni dodici anni, e quando ci aggiungi i Cinque Elementi, per un Cane di Terra bisogna aspettarne addirittura 60!  

E che cosa possiamo aspettarci da un anno Cane di Terra?

cane di terra.jpg Benché ovviamente anche questo avrà effetto in misura e modo diverso a seconda del contesto astrologico di ciascun individuo, ma anche e soprattutto in relazione alla maturità emotiva, mentale e spirituale - e, se vogliamo karmica. Astera inclinant, non necessitant, ovvero il complesso contesto del movimento degli Astri e la maggiore o minore armonia degli Elementi che ci circondano e compenetrano, si intersecano con molteplici altri fattori, e sono da intendersi come una tendenza, un'inclinazione verso, ma non come un destino ineluttabile. I nativi del Cane sono esattamente come possiamo aspettarci un cane: leali, onesti, perseveranti e corretti, piuttosto abitudinari, protettivi e d'animo nobile. Sono grandi lavoratori, hanno un profondo senso dell'onore e della giustizia, odiano ipocrisia e cattiva volontà, anche se non sempre i loro meriti sono riconosciuti e a volte tendono a perdersi nei dettagli. Guardinghi e capaci di fiutare il pericolo, ma anche di immaginarlo dove non c'è drammatizzando e ingigantendo le situazioni, perché tanto cercano amore, pace e comprensione quanto sono testardi, irrequieti, seriosi, molto critici e a volte un po' catastrofici. Sono collaboratori, amici e compagni fedeli per definizione, discreti, buoni confidenti, generosi con chi è in difficoltà e incapaci di portare rancore a lungo, ma possono comunque essere intemperanti, capricciosi e polemici. Se l'elemento Terra acuisce il perfezionismo del Cane, e anche, con la sua natura fissa, una certa intransigenza, che può portare rallentamenti, insoddisfazione e polemiche, è tuttavia l'occasione per fare i conti con un bisogno di maggior centratura, di consolidamento e di concretizzazione, raccogliendo le energie in una base di maggior stabilità ed onestà. Se si sarà in grado di andare oltre le proprie ossessioni e i propri egoismi, alimentando valori come l'umanità, la disponibilità e la lealtà, la Terra offrirà un fertile suolo su cui fecondare progetti durevoli per proficui raccolti futuri, alimentando progetti generosi, nuove connessioni, e un'immaginazione che non manchi di senso pratico. È l'occasione per una riflessione sulle proprie radici, sulla famiglia e sulla tradizione, ma, se in tutta questa Terra non vogliamo restare impantanati, anche per apprendere un grande esercizio di flessibilità. Benché alcuni segni siano considerati meno favoriti in base a principi di minor compatibilità, fra cui proprio il Cane, appesantito, in sostanza, dal confronto con se stesso, dipenderà da ciascuno di noi, come sempre, il modo in cui realizzeremo le potenzialità espresse da questo anno. Saremo docili, schietti, appassionati, capaci di stringere rapporti fedeli e durevoli, o ci lasceremo prendere da pessimismi, irrequietudine e testardaggine, abbaiando a sproposito al nostro stesso riflesso? Quali delle qualità del cane sceglieremo di esprimere?

Vivere Sowa Rigpa : journey through the change

Fervono i preparativi per il Congresso Internazionale che prenderà il via il 20 aprile,  (19 aprile sera con cerimonia di apertura ) nella ridente città di Pisa, sotto il sole splendente della dolce terra Toscana. E non c'era forse cornice migliore per questo Sesto Congresso, che, dopo un lungo lavoro di ampliamento, diffusione ed espansione si apre all'incontro da ben quaranta diversi paesi per condividere, comunicare, con Sowa Rigpa. Ed è di questo che si parla: come può ciascuno di noi vivere davvero l'esperienza della Sowa Rigpa? Partecipare a questo Congresso è come ricomporre un grande Mandala, far confluire così tanti affluenti in un unico fiume, poter sentire pienamente l'o rigine degli insegnamenti della Sowa  Rigpa e riconoscere di farne parte, comprendere i benefici che ciascuno può ricevere, e vedere il panorama di un progetto più grande, vedere che ciascuno di noi può contribuire a sostenerlo personalmente.   Salute e Felicità: un Congresso per apprendere e comprendere, ma è soprattutto una splendida riunione di famiglia.

"There are no strangers here, only friends you haven't yet met".

"Qui non ci sono estranei, solo amici che non hai ancora incontrato".

William Butler Yeats

Dal video di Drukmo: "Il congresso di quest'anno è veramente unico. Tornerà indietro alle sue stesse radici, all'inizio di tutto... l'origine del Lignaggio. Il nostro eccezionale Direttore e Maestro, il Dr. Nida Chenagtsang, sarà al centro di un processo di grande ispirazione, che spinge a condividere la conoscenza al di là degli interessi nazionali o individuali: Sotto il motto "Vivere Sowa Rigpa" vogliamo presentare la Sowa Rigpa come la "scienza della salute e della felicità". Il Dr. Nida ha chiesto a tutti noi "per far crescere il nostro lavoro io sinceramente vi chiedo di cooperare e comunicare nel migliore dei modi... La fiducia reciproca e il rispetto sono così importanti per la nostra Famiglia. Io desidero che ciascuno possa esprimere al meglio i sui talenti per aiutare la Famiglia a crescere e divenire più forte... Parliamone al Congresso!" "Siamo tutti un'unica famiglia". Questo Congresso mostrerà proprio le persone, tutti coloro che ci sono dietro la famiglia SKI: dalla prima generazione fino ad oggi. Così tanti talenti, una così grande diversità, così tanti molteplici approcci: l'unità nella diversità. Questo Congresso presenterà le eccellenti novità nel campo della Sowa Rigpa: grandi progetti in ogni parte del mondo, dalla ricerca alla conoscenza, dall'insegnamento alla miglior qualità possibile di lavoro con i pazienti, dal girovagare nomade al rientro a casa, dagli splendidi risultati ai momenti di fallimento, anche, e come andare al di là di tutti gli ostacoli. Questo congresso ci invita ad esplorare e fare esperienza della forza e della fluidità della cooperazione e del lavoro comune, ispirato alle parole di Yuthok: per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Questo Congresso sarà per tutti noi una parte del Ngöndro quotidiano, secondo gli insegnamenti del cuore di Yuthok... Questo Congresso porterà ad incontrasi persone che potranno lavorare insieme per il resto delle loro vite... Questo Congresso sarà di ispirazione per nuove generazioni di persone interessate a divenire parte della famiglia, e futuri praticanti. Questo Congresso presenterà alcuni dei migliori ed esperti studenti e praticanti della Sowa Rigpa da tutto il mondo, e molti di loro arriveranno dai paesi d'origine delle radici della Sowa Rigpa, intorno all'altopiano himalayano. Questo Congresso inaugurerà nuove strade e opportunità per i praticanti Sorig in cerca di nuove sfide e vie di cooperazione. In questi folli tempi di separazione, questo Congresso sarà una serena riunione di apertura transculturale, basata sulla fiducia reciproca, l'altruismo, impegno e compassione per tutti gli esseri senzienti nel mondo. Sii una parte di tutto questo, come già lo sei! Questo Congresso rifletterà su un futuro sano per tutti e per il nostro ambiente, e inviterà studenti, praticanti, scienziati, artisti e persone interessate da ogni parte del mondo per vivere la loro interrelazione: Vivere Sowa Rigpa."       [wpvideo M2nYab0Y] qui il video intero di Drukmo: invito by Drukmo Gyal   INFORMAZIONI SUL CONGRESSO  Sorig congress Pisa 2018 REGISTRAZIONI AL CONGRESSO ON LINE Registrazione

L’ascolto Consapevole. Lignaggio e Trasmissione

C'è qualcosa di profondamente magico e antico, nel sedere e ascoltare qualcuno che legge o recita un testo per noi. La mente va subito alle favole della nonna, persino se una nonna che ci leggeva le favole non l'abbiamo avuta. Il pensiero crea questo ricordo perché ascoltare la recita di un testo tramandato è uno degli atti sociali e spirituali più antichi che esistano. E non abbiamo bisogno di essere antropologi per saperlo, perché funziona ancora. 

    L'ascolto consapevole, che ha la stessa meraviglia, la stessa attesa paziente e rispettosa del bambino di fronte alle favole, è esso steso una forma di meditazione: la mente, intenta, non vaga a casaccio, ma costruisce le forme della narrazione, o si culla nel suono. Qualunque sia il modo personale in cui la propria mente recepisce il testo, sentiamo che va oltre la superficie della mente stessa, che il messaggio attraversa le emozioni per andare ancora più nel profondo. Così nacque il teatro, del resto, che proprio per questo era, e in qualche modo rimane, un atto sacro. 

    Ci sono termini difficili da comprendere, se li analizziamo solo da un punto di vista storico o persino filosofico. Concetti come Lignaggio e Trasmissione orale, a volte li ripetiamo senza comprenderne bene l'essenza. Magari abbiamo sempre saputo che in tutte le tradizioni ci sono insegnamenti che si trasmettono da bocca a orecchio, e forse comprendiamo anche che sono molto antichi e molto preziosi. Magari percepiamo in qualche modo che, in quel passaggio da bocca a orecchio, avviene qualcosa che, nella semplice lettura del testo, è ben più difficile che avvenga.  

    Lignaggio lo intendiamo spesso come Scuola, o Insegnamento, trasmessi in maniera fedele e ininterrotta.  Ma perché si usa proprio questo termine, perché anticamente si parlava di una specie di filo rosso che unisce coloro che ricevono l'insegnamento, ininterrottamente, a partire da un primo, unico maestro? Perché Lignaggio significa discendenza, appartenenza, significa essere eredi diretti di una nobile tradizione, anche se non siamo nati già all'interno di questa tradizione.

    La trasmissione orale all'interno di un lignaggio ininterrotto, significa: "se sei qui ad ascoltare, questa storia ti riguarda". Ecco, l'essenza semplice è questa: è far parte di una famiglia, ricevere e preservare il saggio e prezioso racconto della nonna, che, per quanto ci sembri incredibile, è già la nostra storia.

"Il mio desiderio è che la Medicina Tibetana si diffonda come lʼinfinito spazio del cielo, allo scopo di beneficiare tutti gli esseri senzienti.

                                                                         Yuthok Yonten Gonpo, XII secolo.

Queste parole del padre della medicina tibetana esprimono in un modo semplice ma potente quanto Yuthok il Giovane abbia voluto lasciare in eredità ai posteri. Un percorso che chiunque può intraprendere a prescindere dalla nascita o stato sociale, indipendentemente dal credo o finalità. Anche se un giorno, a pensarci bene, tutti noi, prima o poi, avremo bisogno della conoscenza medica. Yuthok, quindi, intendeva trasmettere Sowa Rigpa - l'antica scienza della guarigione che dal vecchio Tibet è stata tramandata fino ad oggi - a chiunque voglia interessarsi della propria o altrui salute, a chiunque fosse desideroso di acquisire le conoscenze sullʼorigine del mondo e sulla legge del karma, o a chi voglia conseguire la realizzazione spirituale dell'Illuminazione. "

    Il  rGyud bzhi, རྒྱུད་བཞི་།"I Quattro Tantra" è la Summa della Medicina Tibetana, il compendio e l'essenza di questa Tradizione, ed è al tempo stesso uno strumento tecnico e spirituale. Tantra significa appunto "Lignaggio orale" di un insegnamento raro e prezioso. E basta già il titolo esteso "Le Quintessenziali Istruzioni Segrete sugli Otto Rami del Tantra Essenza di Ambrosia" per comprendere come si voglia offrire un nutrimento, un nettare che va al di là della sola natura del corpo.

   Si dice  che il rGyud bzhིིིིིi  sia un'opera talmente preziosa che mandarne il testo a memoria permetta addirittura la completa realizzazione spirituale, e che il solo ascoltarla, riceverne la trasmissione, sia di per sé una forma di guarigione.

   Preservato nella sua intatta bellezza di testo poetico, dall'avvolgente suono ipnotico e cantilenante, il rGyud bzhi trasmette, in forma di dialogo tra Emanazioni del Buddha della Medicina stesso, l'essenza, la filosofia, la tecnica di una Conoscenza millenaria, attraverso l'imponente lavoro di sistematizzazione e raccolta operata da Yuthok il Vecchio prima (VIII secolo), e da Yuthok Yonten Gonpo, Yuthok il giovane, poi (XII secolo).

   Fonte principale e riferimento imprescindibile di ogni scuola di medicina, i quattro libri de "I Quattro Tantra" comprendono insegnamenti che, nella sola famiglia di Yuthok risultano trasmessi ininterrottamente almeno dal III secolo, ma che affondano le loro radici in evidenti origini ben più antiche.

    Ed è proprio dal desiderio di universale diffusione che nasce l'incredibile struttura di quest'opera, pensata per essere fruibile in modo più o meno approfondito a seconda che venga in mano di studenti di medicina veri e propri, di praticanti spirituali, o di semplici laici che vogliono migliorare la qualità della loro vita. 

  • Il Tantra Radice རྩ་རྒྱུད་།   (rtsa rgyud), considerato il seme che contiene l'essenza intera dell'opera, ci introduce, attraverso la mappa dei primi Tre Alberi, o Tre Radici, l'oggetto medico (la struttura e le funzioni del corpo sano, e i suoi possibili squilibri), la diagnosi della malattia e i trattamenti per ripristinare l'equilibrio. Un quarto albero comprende l'indice esplicativo dei Quattro Tantra con tutti i loro capitoli. 
  • Il Tantra Esplicativo བཤད་རྱུད(bshad rgyud)  descrive le undici discipline di base della medicina, approfondendo l'embriologia, lʼanatomia e fisiologia, i principi di diagnosi e cura, gli strumenti della medicina e il codice etico del medico. 
  • Il Tantra delle Istruzioni Orali མན་ངག་རྒྱུད་།(man ngag rgyud), il più lungo e complesso, fornisce la competenza più precisa, addentrandosi minuziosamente nel dettaglio delle singole patologie. 
  • Il Tantra Finale o dell'Azione ཕྱི་རྒྱུད་།(phyi rgyud ) riguarda l'applicazione pratica della Sowa Rigpa. Approfondisce le metodologie della diagnosi e i diversi metodi di trattamento, l'uso di farmaci, l'applicazione delle terapie esterne, ma comprende anche capitoli che trattano la trasmissione della conoscenza e dell'insegnamento.

   Proprio perché è il Terzo Tantra il più complesso e specifico, è considerato quasi un insegnamento a sé, detto anche "Grande Tantra", mentre il Primo, il Secondo e il Quarto compongono il cosiddetto "Piccolo Tantra", in grado di offrire una conoscenza medica meno specializzata, ma comunque più che esauriente. 

   È di questo "Piccolo Tantra" che i fortunati presenti potranno ricevere il Lung, la trasmissione orale, direttamente dal Dottor Machik, esperto medico Tibetano originario dell'Amdo, grande portavoce di quel Lignaggio che abbiamo visto preservare e condurre inaspettatamente fino a noi.

 

Conosci te stesso: l’universale semplicità dello Yoga del Corpo Illusorio

Conosci te stesso: l'universale semplicità dello Yoga del Corpo Illusorio.

    Γνῶθι σεαυτόν (gnōthi seautón), "conosci te stesso", campeggiava in un'iscrizione fuori dal tempio di Apollo a Delfi, patrimonio della sapienza oracolare greca, patrimonio della sapienza umana di ogni tempo e cultura.

    Il nome completo dello Yoga del corpo illusorio è sGyu Lus chags sdang rang grol, ovvero Il Corpo Illusorio dell'Auto Liberazione dall'Attaccamento e dall'Avversione.

      La tradizione dello Yuthok Nyingthig dice che, attraverso la pratica di meditazione su varie forme di illusori simulacri del sé, la pratica di questo yoga aiuta la mente a liberarsi dall'attaccamento e dall'avversione, e a riconoscere l'esperienza della vera natura del corpo e dell'intera esistenza.

    "Benvenuti allo yoga del corpo illusorio", esordisce sorridente il Dottor Nida, e subito aggiunge "prima di comprendere il corpo illusorio dobbiamo comprendere il corpo che abbiamo in dotazione ora, il nostro corpo fisico. Questo è il motivo per cui abbiamo iniziato con questa meditazione, una meditazione per conoscere voi stessi."

   Sorridenti siamo anche tutti noi, forse a qualcuno sembra così semplice questa prima meditazione, con tutti i complessi ed elevati insegnamenti che affronteremo durante la settimana.

    "Chiudete gli occhi, chiudete gli occhi!" ripete riportandoci alla "semplice" meditazione, ogni volta che vede che rischiamo di perderci nella logica concettuale della spiegazione, invece di fare esperienza diretta.

    Perché è solo nell'esperienza diretta che si comprendono gli insegnamenti. 

E di esperienza ne facciamo tanta, attraversando un ventaglio di emozioni che è l'intero repertorio che abbiamo incontrato, e magari mai mandato completamente giù, nella nostra intera vita.

    "Ho sempre creduto che questo corpo illusorio sia una delle migliori forme di psicoterapia, perché  aiuta proprio voi stessi, ed è come se stessimo allenando il nostro sistema immunitario. Noi realmente alleniamo la nostra mente a neutralizzare ogni cosa. Il potere della neutralità ovviamente non è appiattire bene e male, ma rimanere al meglio nella parte buona e positiva, lasciando che duri il più a lungo possibile."

    È incredibile vedere il modo in cui pratiche antiche, conservate intatte per secoli e secoli, risuonino in modo così essenziale e preciso con la nostra confusa modernità. 

    Ascoltando il Dottor Nida che trasforma l'insegnamento adattandolo alle nostre orecchie, parlando le nostre parole, potremmo forse credere che sia un modo di servirci un piatto più digeribile, più vicino ai nostri gusti e più adatto al nostro palato. 

     Ma quando ci fermiamo ad ascoltare l'impatto che quelle parole hanno dentro di noi, capiamo che è una formula antica quanto la nostra difficoltà a riconoscerci per quello che siamo. 

    Osservando il vero testo della pratica riconosciamo le stesse speranze e le stesse paure che muovono oggi la nostra confusione, la nostra ricerca di identità, comprendiamo che quel senso di inadeguatezza e quello stress che sono divenuti simbolo stesso della nostra epoca, hanno radici così semplici, e così antiche, nel farci dire dagli altri chi siamo invece di comprendere la nostra vera natura, non solo nel suo significato più profondo e sottile, ma proprio partendo dal nostro corpo, dalla nostra immagine di noi.

    Non ci osserviamo, non ci indaghiamo, il rifiuto di scoprire qualcosa di noi che non ci piace è lo stesso meccanismo che ci impedisce di vedere le nostre qualità.

    La speranza che non è fiducia, che non è consapevolezza, diventa attaccamento, diventa la delusione del desiderio senza soddisfazione. 

    La paura, che ci sembra una scusante, che ci sembra un modo di proteggerci e tutelarci, non è che un altro fraintendimento, la paura ci rende sospettosi ed arrabbiati, e non è che un altro ostacolo che ci impedisce di riconoscere che la nostra vera natura è forte, stabile, incorruttibile, inattaccabile come il diamante, serena e immensa come il cielo al di là delle nuvole.

    Mai come oggi, forse, abbiamo vissuto nel passato e nel futuro senza essere capaci di cogliere il presente, mai come oggi, forse, ci siamo sentiti trascinati e inconsapevoli.

   Ma anche se i tempi ci sembrano diversi siamo esattamente gli stessi, i meccanismi sono gli stessi, "siamo esseri umani, abbiamo un cuore umano, e abbiamo sensazioni ed emozioni umane" ci ricorda il Dr Nida.

   Se non fossimo consapevoli di quanto, in questi insegnamenti, si sia trasmessa una tale profonda conoscenza della natura della mente e delle emozioni umane, saremmo stupiti di tanta attualità.

   "Così come al di là delle nuvole c'è il cielo blu profondo e senza limiti, così al di là dei quattro aspetti del nostro corpo è presente il nostro vero sé, perché al di là della mente che è confusa e bloccata in questa dimensione in cui si mescolano continuamente speranza e paura, al di là di questo aspetto vi è l'aspetto reale della mente, in cui c'è una assoluta pace e serenità - è come l'oceano. 

Noi diciamo che oggi il mare è agitato, ma in realtà ci stiamo riferendo solo alla superficie. È una espressione perfetta. Quando siete agitati, stressati, tristi, depressi, siete come il mare agitato, come un oceano agitato. Ci fermiamo solo alla superficie.

Ma se avessimo la possibilità di andare nella profondità del mare, lì c'è sempre calma." 

Marie Corrao