Conosci te stesso: l'universale semplicità dello Yoga del Corpo Illusorio

Conosci te stesso: l’universale semplicità dello Yoga del Corpo Illusorio.

    Γνῶθι σεαυτόν (gnōthi seautón), “conosci te stesso”, campeggiava in un’iscrizione fuori dal tempio di Apollo a Delfi, patrimonio della sapienza oracolare greca, patrimonio della sapienza umana di ogni tempo e cultura.

    Il nome completo dello Yoga del corpo illusorio è sGyu Lus chags sdang rang grol, ovvero Il Corpo Illusorio dell’Auto Liberazione dall’Attaccamento e dall’Avversione.

      La tradizione dello Yuthok Nyingthig dice che, attraverso la pratica di meditazione su varie forme di illusori simulacri del sé, la pratica di questo yoga aiuta la mente a liberarsi dall’attaccamento e dall’avversione, e a riconoscere l’esperienza della vera natura del corpo e dell’intera esistenza.

    “Benvenuti allo yoga del corpo illusorio“, esordisce sorridente il Dottor Nida, e subito aggiunge “prima di comprendere il corpo illusorio dobbiamo comprendere il corpo che abbiamo in dotazione ora, il nostro corpo fisico. Questo è il motivo per cui abbiamo iniziato con questa meditazione, una meditazione per conoscere voi stessi.”

   Sorridenti siamo anche tutti noi, forse a qualcuno sembra così semplice questa prima meditazione, con tutti i complessi ed elevati insegnamenti che affronteremo durante la settimana.

    “Chiudete gli occhi, chiudete gli occhi!” ripete riportandoci alla “semplice” meditazione, ogni volta che vede che rischiamo di perderci nella logica concettuale della spiegazione, invece di fare esperienza diretta.

    Perché è solo nell’esperienza diretta che si comprendono gli insegnamenti. 

E di esperienza ne facciamo tanta, attraversando un ventaglio di emozioni che è l’intero repertorio che abbiamo incontrato, e magari mai mandato completamente giù, nella nostra intera vita.

    “Ho sempre creduto che questo corpo illusorio sia una delle migliori forme di psicoterapia, perché  aiuta proprio voi stessi, ed è come se stessimo allenando il nostro sistema immunitario. Noi realmente alleniamo la nostra mente a neutralizzare ogni cosa. Il potere della neutralità ovviamente non è appiattire bene e male, ma rimanere al meglio nella parte buona e positiva, lasciando che duri il più a lungo possibile.”

    È incredibile vedere il modo in cui pratiche antiche, conservate intatte per secoli e secoli, risuonino in modo così essenziale e preciso con la nostra confusa modernità. 

    Ascoltando il Dottor Nida che trasforma l’insegnamento adattandolo alle nostre orecchie, parlando le nostre parole, potremmo forse credere che sia un modo di servirci un piatto più digeribile, più vicino ai nostri gusti e più adatto al nostro palato. 

     Ma quando ci fermiamo ad ascoltare l’impatto che quelle parole hanno dentro di noi, capiamo che è una formula antica quanto la nostra difficoltà a riconoscerci per quello che siamo. 

    Osservando il vero testo della pratica riconosciamo le stesse speranze e le stesse paure che muovono oggi la nostra confusione, la nostra ricerca di identità, comprendiamo che quel senso di inadeguatezza e quello stress che sono divenuti simbolo stesso della nostra epoca, hanno radici così semplici, e così antiche, nel farci dire dagli altri chi siamo invece di comprendere la nostra vera natura, non solo nel suo significato più profondo e sottile, ma proprio partendo dal nostro corpo, dalla nostra immagine di noi.

    Non ci osserviamo, non ci indaghiamo, il rifiuto di scoprire qualcosa di noi che non ci piace è lo stesso meccanismo che ci impedisce di vedere le nostre qualità.

    La speranza che non è fiducia, che non è consapevolezza, diventa attaccamento, diventa la delusione del desiderio senza soddisfazione. 

    La paura, che ci sembra una scusante, che ci sembra un modo di proteggerci e tutelarci, non è che un altro fraintendimento, la paura ci rende sospettosi ed arrabbiati, e non è che un altro ostacolo che ci impedisce di riconoscere che la nostra vera natura è forte, stabile, incorruttibile, inattaccabile come il diamante, serena e immensa come il cielo al di là delle nuvole.

    Mai come oggi, forse, abbiamo vissuto nel passato e nel futuro senza essere capaci di cogliere il presente, mai come oggi, forse, ci siamo sentiti trascinati e inconsapevoli.

   Ma anche se i tempi ci sembrano diversi siamo esattamente gli stessi, i meccanismi sono gli stessi, “siamo esseri umani, abbiamo un cuore umano, e abbiamo sensazioni ed emozioni umane” ci ricorda il Dr Nida.

   Se non fossimo consapevoli di quanto, in questi insegnamenti, si sia trasmessa una tale profonda conoscenza della natura della mente e delle emozioni umane, saremmo stupiti di tanta attualità.

   “Così come al di là delle nuvole c’è il cielo blu profondo e senza limiti, così al di là dei quattro aspetti del nostro corpo è presente il nostro vero sé, perché al di là della mente che è confusa e bloccata in questa dimensione in cui si mescolano continuamente speranza e paura, al di là di questo aspetto vi è l’aspetto reale della mente, in cui c’è una assoluta pace e serenità – è come l’oceano. 

Noi diciamo che oggi il mare è agitato, ma in realtà ci stiamo riferendo solo alla superficie. È una espressione perfetta. Quando siete agitati, stressati, tristi, depressi, siete come il mare agitato, come un oceano agitato. Ci fermiamo solo alla superficie.

Ma se avessimo la possibilità di andare nella profondità del mare, lì c’è sempre calma.” 

Marie Corrao

ཨ་ཏི་ཡོ་ག ATI YOGA

Dei tre veleni che affliggono la mente – rabbia, attaccamento e ignoranza – è  proprio l’ignoranza quella più difficile da eliminare, perché, come un grande albero con tre grossi rami, è essa stessa la causa degli altri due.

È a causa dell’ignoranza che proviamo rabbia, è a causa dell’ignoranza che abbiamo attaccamento.
Ed è proprio l’Ati Yoga, il “grande finale”, l’insegnamento ultimo, reso complesso dalla sua stessa semplicità, l’antidoto per questo tenace veleno, la confusione, o ignoranza: l’Ati Yoga  dice il Dr Nida, è “la saggezza che elimina la causa radice di tutte le sofferenze”, perché attraverso l’Ati Yoga noi possiamo imparare a riconoscere il vero aspetto della mente, la sua vera inesprimibile natura.

11247613_1078681072178236_3237365592772867785_nNelle parole di Yuthok:

 “Al di là dell’espressione e del pensiero

inconcepibile, ineffabile, la nuda coscienza primordiale

è chiara e luminosa, completamente rilassata e aperta.

È tutto esterna apparenza, senza eccezione

È tutto interna consapevolezza, senza eccezione.

Tutto è saggezza senza alcun ostacolo.

È al di là del bisogno di respingere emozioni afflittive e azioni negative,

ed è anche libera da ogni repulsione.

Percepire, senza fermarsi a percepire alcun-ché,

Il naturale stato di questa primordiale Es-senza”.

 
È un’occasione importante, perché è la prima volta che questi profondi insegnamenti vengono resi disponibili in un commentario in lingua inglese da un Maestro Tibetano secondo un Lignaggio ininterrotto.

Il nuovo Libro edito da SKY PRESS (http://www.skypressbooks.com)
The Mirror of Light – A commentary on Yuthok’s Ati Yoga

“La natura del disco del sole è la luminosità che mille eoni di oscurità non può oscurare. Analogamente, la luminosità è la natura della mente di una persona che eoni di confusione non possono oscurare. Proprio come la natura del cielo trascende i limiti del colore e della forma e non è mai macchiato dal nero o il bianco delle nuvole, anche la natura della mente trascende i limiti del colore e della forma.” – Shabkar Tsokdruk Rangdrol, volo della Garuda

Mirror_of_Light_SkyPress_Color_CoverOnly_6x9.inddAccompagnato da splendide immagini, e pensato per fornire un preciso manuale di supporto per consolidare gli insegnamenti ricevuti dal Maestro, il libro comprende istruzioni sulle pratiche preliminari e spiegazioni del Dr Nida e di altri elevati praticanti, ma anche la traduzione di un saggio del Dr Nida sulle caratteristiche specifiche e uniche dello Yuthok Nyngthig, una raccolta di preghiere, un ampio e utile glossario, e la traduzione di una eccezionale spontanea canzone Yogica, scritta dal Dr Nida stesso, per ispirare i praticanti a mantenere la pura visione dell’Ati Yoga in ogni aspetto e momento delle loro vite ed esperienze.
Sulla copertina campeggia la scritta “volume uno”, ma senza aspettarci altro dal nostro prolifico Maestro, fedeli ai principi di questo insegnamento, dovremmo decisamente apprezzare la vera unicità, la completezza, e la fortuna di questa pubblicazione!
Ricordiamo che il libro è in lingua inglese, speriamo presto di averlo pubblicato in lingua italiana, ma come in tutte le cose, perché siano fatte  bene, necessitano di tempo adeguato.
Vi comunichiamo che in via eccezionale il Dr Nida darà insegnamenti  anche di Ati Yoga, in Italia il prossimo Marzo a Pomaia.spread2
 
Un caro saluto a tutti.

Sa Che, l'analisi della terra

Il nuovo libro sul Sa che del dottor Nida è colorato, come le bandierine di preghiera o lo stendardo della vittoria.
Non solo per l’importanza che hanno, come in ogni elemento del ben-essere, i vivaci colori dei cinque elementi, con tutte le loro brillanti corrispondenze, ma perché, come sempre nei suoi insegnamenti, spiega concetti complessi e antichi parlando una lingua giovane, alla mano, comprensibile per tutti.
L’osservazione della Natura come un tutto organicamente connesso, di un corpo simile al nostro corpo, in cui forma, funzione ed energia sono un nesso inscindibile, ci chiarisce il perché degli elementi di forza e di fragilità del nostro ambiente quotidiano, divenendo uno strumento semplice e immediato per curare lo spazio intorno a noi rendendolo più accogliente, armonico e felice.

         ” Tutto ciò che è fuori si trova allo stesso modo dentro.

                     Non dire mai di non avere una casa”.

 
Ma cosa è, e cosa significa Sa che ?
L’umanità è parte inseparabile nella rete globale del mondo. Il microcosmo della nostra vita individuale è parte del macrocosmo della realtà che ci circonda. La nostra percezione della salute e della felicità dipendono dalle circostanze dell’ambiente. Questa è la visione del Sa Che, la geomanzia tradizionale tibetana.
Sa significa “terra” Che significa “analisi”, questa antica arte studia gli elementi della natura e gli spazi vitali umani, cerca di comprenderli e li modella delicatamente per creare un equilibrio adatto a sostenere la vita e il mondo. Quando il Sa Che parla degli elementi e di equilibrare le energie significa, per esempio, scegliere un luogo sicuro per proteggere una tenda nomade dal vento o come risparmiare luce e calore in un edificio isolato in mezzo a una vasta pianura, o semplicemente come creare armonia nell’individuo, in ogni famiglia, in ogni paese e in tutta la società.
Le radici del Sa Che si trovano nelle visioni dei potenti sciamani pre-buddisti. Tali visioni divennero le fonti originali della cultura sciamanica Bon, nel corso dei secoli le leggende bon maturarono diverse spiegazioni filosofiche e furono quindi integrate nel buddismo.
Considerato come un lignaggio puro, il Sa Che è stato insegnato e appreso di generazione in generazione con la profonda e fedele diligenza secondo il sistema di studio tradizionale tibetano, che ne assicura l’esattezza e l’origine dell’insegnamento. Insegnamento che dalle antiche origini spirituali della tradizione bon, è stato promulgato da molti grandi maestri buddisti, come GURU RIMPOCHE, ATISHA e MACHIG LABDRÖN.
Considerando il pericolo di perdere queste conoscenze, Jamyang Nyima del monastero Labrang, uno dei pochi sostenitori del lignaggio Rinchen Bumsang, ritiene che adesso sia un buon momento per diffondere l’insegnamento del Sa Che per aiutare e beneficiare gli altri. Il Dr Nida Chenagtsang apprese il Sa Che nel Monastero Labrang e fu istruito personalmente da Jamyang Nyima.
In quanto maestro qualificato di Sa Che, il Dr. Nida ha , pertanto, la capacità e l’abilità di aiutare il suo maestro a portare la tradizione del Sa Che nel mondo occidentale. Egli pratica e insegna il Sa Che da molti anni, a maggio 2016 è stato pubblicato in Italia il suo libro ” Sa Che – Geomanzia Tibetana” edito da Psiche2.

  • tratto dal sito www.sache.it

26 marzo 2017 insegnamenti di Sa che a Pomaia
 
 

Calmare la mente e aiutare il corpo: il Mantra Healing

Mantra è un termine sanscrito il cui significato più completo potrebbe essere “salvare la mente e la coscienza dalla sofferenza e dalla malattia”.
Raccolti, coltivati e trasmessi dalla antica tradizione Bön (che, letteralmente, significherebbe proprio “recitare”… Mantra!), i mantra hanno preservato una conoscenza antichissima che, dai Drangsong, i grandi Saggi dei tempi più remoti, è giunta fino a noi, fondendosi a molti livelli con gli insegnamenti Buddisti, e diventando un elemento fondamentale della pratica, spirituale e non solo, della Medicina Tibetana.
Il primo effetto che percepiamo, dal suono e dalla recita dei Mantra, è certamente quello di una maggiore calma, di una pacificazione, di un senso di chiarezza mentale.
Ma come  i Mantra possono agire sul corpo?
Lo stesso corpo umano è come uno strumento musicale, composto di cavità e diaframmi risuonanti, in cui tutto – dal respiro al più piccolo movimento cellulare – genera una continua vibrazione, una frequenza.
Se è facile intuire la correlazione immediata fra il canto del mantra e un esercizio di regolazione armonica del respiro, è attraverso il concetto di vibrazione e frequenza che possiamo fare un passo in più, e quel bellissimo e complesso principio di Tendrel, di inter-dipendenza e inter-relazione di tutte le cose, che tanto abbiamo sentito nominare e ripetuto, diventa forse più chiaro che mai.
Ogni parte del corpo è collegata a un elemento, un colore, un suono, che al tempo stesso, esprimono ed equilibrano perfettamente quella frequenza.
Ecco come non solo la corretta recitazione, ma anche il semplice ascolto, di quei suoni sono capaci di lenire anche disordini specifici.
Con un linguaggio tanto simile a quello della nostra scienza attuale, questo ci dice la Tradizione, e questo ci dicono, di fatto, migliaia di anni di sperimentazione e applicazione!
L’occasione di poter ricevere questi insegnamenti nella loro forma più autentica, attraverso un lignaggio ininterrotto, ci rende fortunati custodi di una tradizione millenaria che pure possiamo applicare facilmente ogni giorno, per noi stessi e per gli altri, qui e ora.
 

Buongiorno Sowa Rigpa! un viaggio alla ricerca della felicità

Buongiorno SowaRigpa! e con il buongiorno vi diamo  anche il benvenuto all’interno dell’affascinante mondo della Sowa Rigpa. Ma cosa significa, dunque, Sowa Rigpa?

Sowa Rigpa གསོ་བ་རིག་པ་ è il termine tibetano che indica la Medicina, che può essere tradotto come “la conoscenza in campo medico”. Nata sull’altopiano tibetano, circa 7.000-10.000 anni prima della nostra era, è una delle più antiche conoscenze mediche del genere umano, che, grazie alla natura del luogo, alla pratica continua, ma soprattutto al profondo rispetto dei suoi detentori, si è conservata incredibilmente fino ad oggi, attraverso un lignaggio ininterrotto, ancora nel suo stato originario e puro.

Sowa Rigpa è il termine tibetano che indica la conoscenza in campo medico".

Significato

Sowa è un concetto ampio, che indica uno stato di completezza, di pieno benessere ed equilibrio, e può essere tradotto come “Guarigione”, ma anche come “Nutrimento”.

Rigpa significa invece “Scienza”, “Conoscenza”, “Consapevolezza”, fino ad indicare anche il più sottile principio di “Conoscenza ultima”, “la natura assoluta e più intima della Mente”.

Ecco perché accanto a “conoscenza medica”, o meglio “Scienza della Guarigione” si affianca l’accezione di “Nutrimento della Consapevolezza”.

Per la tradizione della Medicina Tibetana questi due aspetti si fondono nel significato di Salute, l’equilibrio di Corpo, Mente ed Energia, che ci concede una serena e lunga vita, ma anche la ricerca di quella natura ultima della Mente, di quell’aspetto di perfetta Consapevolezza che è “l’equilibrio assoluto”, al di là della legge di causa ed effetto, che ci schiude le porte della vera Felicità.

È in quest’ottica che la Medicina Tradizionale Tibetana si basa sì sul trattamento, ma più ancora sulla prevenzione, sull’analisi delle cause, sulla radice del problema più che sul semplice sintomo.

La Medicina Tradizionale Tibetana è dunque una conoscenza naturale e olistica, che si rivolge ai bisogni dell’individuo in generale – come Corpo, Mente e Spirito – in modo integrato, intendendo il termine olistico (όλος, che in greco significa “tutto”) nel senso più esteso.

Sowa Rigpa è il termine tibetano che indica la conoscenza in campo medico".

È in questo senso che, in modo simile all’antica medicina europea, nella medicina tibetana vengono incorporate l’astrologia, l’astronomia, l’arte, lo studio dell’ambiente, la psicologia, la filosofia buddista stessa.

 Tendrel, in cui Ten significa “dipendenza” e Drel significa “connesso”,

Nel concetto centrale di Tendrel, in cui Ten significa “dipendenza” e Drel significa “connesso”, si esprime quel principio di causa ed effetto, di “interdipendenza” di tutti i fenomeni e di tutti gli elementi della natura come un’infinita rete di connessioni che pervade l’intero universo e ci collega, all’ambiente, gli uni agli altri, tutti ad un unico “Tutto”.

Poiché tutto (noi compresi!) è composto di Cinque Elementi – Spazio, Aria, Fuoco, Acqua, Terra – sono molte le sollecitazioni che possiamo ricevere, in base alla nostra stessa natura, all’ambiente, al ciclo delle stagioni, a ciò di cui ci nutriamo e al nostro stile di vita, ma al tempo stesso, proprio perché tutto di questi elementi è composto, è possibile cercare di riportarli un equilibrio.

i cinque elemnti spazio  acqua fuoco aria terra e acqua

“Nel 1948 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha formulato questa definizione per il termine Salute:

 “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un assenza di malattia o di infermità”.

Il riconoscimento di un equilibrio armonico, che va oltre la semplice integrità del corpo fisico, si connette al principio fondamentale su cui si basa la Sowa-Rigpa: la scienza della guarigione non può prescindere dal nutrire la consapevolezza.

Recuperare la consapevolezza di esperienze naturali quali dormire, mangiare, respirare, imparare ad ascoltare le proprie necessità, acquisire familiarità con se stessi e con l’ambiente circostante, sono passi semplici, ma fondamentali per cogliere i frutti del benessere secondo questa scienza medica millenaria: una lunga vita colma di felicità.

Marie Corrao