Nejang lo Yoga di guarigione per una digestione migliore

Una corretta digestione è essenziale per mantenere una buona salute e l’equilibrio all’interno del nostro corpo. Secondo la medicina tibetana, una buona digestione è legata ad un calore metabolico (tib. Me drod) perfettamente funzionante.

Un decremento del calore metabolico è causa di indigestione (tib. Ma zhu pa), la quale porta ad un’alterazione del grado di assorbimento e a numerosi disordini interni. Sintomi generali di indigestione sono: mal di stomaco, disagio durante i pasti, eruttazioni, alitosi, meteorismo e gonfiore, vomito, diarrea, pesantezza, mal di testa, perdita di appetito. Può portare a tumori, cancro, problemi cutanei, diversi stadi di edema, malattie delle articolazioni.
Uno dei metodi per aumentare medrod, facilmente praticabile a casa, è quello di eseguire esercizi di yoga di guarigione: il Nejang.

Lo yoga Nejang (tib. Gnas sbyangs) consiste in 24 esercizi, che vengono prescritti dai medici tibetani in quanto contribuiscono a sbloccare e riequilibrare le energie interne dei pazienti. Esso rappresenta la parte medica dello Tsalung trulkor (tib. Rtsa rlung sprul khor). Questo sistema di esercizi di guarigione proviene dalla tradizione del Kalachakra sviluppata da Buton Rinchen Drub, ed ora insegnata da Dr. Nida Chenagtsang e dai suoi studenti qualificati.
Prima di iniziare il Nejang, viene raccomandato di eseguire le nove respirazioni di purificazione, o perlomeno dei respiri consapevoli. Questi esercizi dovrebbero essere eseguiti in posizione seduta, a gambe incrociate e schiena diritta. Per assumere la posizione corretta, chiudi entrambi i pugni sopra il pollice, che tocca la base del dito anulare, e premi con il dorso delle mani sulle cosce, ai lati dell’inguine. Solleva le spalle raddrizzando le braccia e i gomiti. Tocca il palato con la punta della lingua, subito dietro l’arcata dentale. China leggermente il mento. Fissa lo sguardo sulla punta del naso o nello spazio subito di fronte. Inspira e trattieni l’aria, spingendo l’energia nella zona dell’ombelico. Esegui ciascun esercizio per tre volte trattenendo il respiro, quindi espira dal naso con un colpo secco.

Alcuni esercizi per migliorare la digestione:

Esercizio 14: Serra strettamente le labbra, quindi distendile aprendo il più possibile.
• Benefici dal punto di vista tantrico: ottimo per problemi allo stomaco e dolore epigastrico.
• Benefici dal punto di vista medico (MTT): ottimo per lo stomaco e la milza.

Secondo la Medicina Tibetana
Esiste una connessione fra gli organi interni e gli organi di senso per mezzo dei Cinque Elementi. Pertanto, allenando gli organi di senso siamo in grado di influenzare gli organi interni.

Secondo la MTT, possiamo rappresentare questa connessione attraverso la similitudine del fiore: l’organo pieno ne è la radice, l’organo cavo lo stelo, e gli organi di senso il fiore. Le labbra sono l’organo di senso connesso alla milza (organo pieno) e allo stomaco (organo cavo), i quali corrispondono entrambi all’elemento terra.

Secondo la medicina occidentale
I muscoli che aprono e chiudono la bocca partono dai muscoli cutanei del collo. Questi si attaccano alla pelle permettendo le contrazioni e il movimento che sono responsabilidelle espressioni facciali. Questo gruppo di muscoli è innervato dai nervi facciali.
Il nervo facciale è uno nervo cranico, uno dei centri del sistema parasimpatico localizzato nel tronco celebrale, vicino ad un gruppo di nervi che innervano gli archi faringei.

Esso innerva le seguenti parti:
• apparato locomotore: muscoli mimici (movimenti della bocca e delle palpebre, espressione delle emozioni, smorfie, ecc)
• sistema parasimpatico: innerva le ghiandole lacrimali e quelle salivari.

Il nervo vago è responsabile per l’innervazione motoria del palato, della faringe e della laringe, stimolandoli durante l’apertura della bocca. Il nervo vago è il nervo più lungo del nostro corpo e collega il cervello agli intestini, oltre che ad altri organi vitali, da qui il suo nome che significa “il vagabondo”. Esso costituisce una parte importante del sistema nervoso autonomo; le sue fibre parasimpatiche innervano tutti gli organi nel torace (trachea, tubi bronchiali, pleura, cuore, pericardio ed esofago) e la cavità addominale (stomaco e, tramite il plesso celiaco: pancreas, milza, fegato, intestino tenue, la parte iniziale del crasso, reni e ghiandole surrenali).
La parte parasimpatica del sistema nervoso autonomo è responsabile del processo di assimilazione, del rilassamento, della capacità di allentare il ritmo delle nostre attività. Agisce in modo trofotropico, stimolando il processo di rigenerazione, limitando il dispendio di energia e materia, ed incentivando i processi di assimilazione del cibo, di digestione ed assorbimento. Il nervo vago conduce gli stimoli gustativi ed olfattivi direttamente alle ghiandole gastriche, stimolando il sistema nervoso intestinale, il quale, a sua volta, innesca i movimenti peristaltici.
E’ stato dimostrato che il nervo vago interviene nella fase di rilassamento post attività fisica, nella digestione e nel sonno. Dal momento che l’80% di tutte le cellule del sistema immunitario si trovano negli intestini, la stimolazione del nervo vago migliora il funzionamento del sistema immunitario ed ha effetti antinfiammatori. Visto che il nervo vago è anche responsabile del senso di sazietà, la sua attivazione promuove la perdita di peso.

Esercizio 18: Contrarre il muscolo dello sfintere anale.
• Benefici dal punto di vista tantrico: ottimo per i crampi allo stomaco.
• Benefici dal punto di vista medico (MTT): aumenta il calore metabolico, riequilibra il vento discendente (tib. Thur sel rlung), stimola l’umore flemma (tib. Bad kan).

Secondo la medicina tibetana
Questo esercizio riequilibra il vento discendente localizzato nel colon e nel retto e permette la rimozione dei prodotti di scarto dal corpo.
Stimola Beken, l’energia fredda connessa agli elementi Terra e Acqua.
Troviamo Beken nei fluidi corporei come il sangue, la linfa, le secrezioni e le escrezioni, e, in misura minore, in tutte le parti del corpo, dal momento che siamo composti principalmente di acqua. Uno squilibrio della flemma aumenta la quantità di muco nel corpo, il quale è causa di indigestione, mazhupa. Le persone di tipologia Beken sono maggiormente soggette al sovrappeso, pertanto, riequilibrare questo umore può aiutare a perdere peso.

Secondo la medicina occidentale
Tramite la tensione dello sfintere anale, controlliamo tutti i muscoli del pavimento pelvico.
Vi sono tre piani della muscolatura del pavimento pelvico:
1. Il diaframma pelvico, che consiste nel muscolo elevatore dell’ano assieme ai muscoli del coccige.
2. Il diaframma urogenitale, che consiste nel muscolo trasverso profondo del perineo, lo sfintere uretrale, e la fascia diaframmatica urogenitale superiore e inferiore.
3. Il muscolo trasverso superficiale del perineo, incluso lo sfintere anale esterno connesso all’elevatore dell’ano.

Una contrazione della muscolatura del pavimento pelvico corrisponde ad una contrazione del muscolo del trasverso addominale, la quale stimola la contrazione simultanea del diaframma toracico.
Il diaframma toracico è a diretto contatto con la sfera viscerale. Il suo ruolo nel processo digestivo è difficile da sopravvalutare, dal momento che supporta il deflusso venoso dalla cavità addominale. Durante l’inspirazione, il diaframma toracico allunga l’esofago, stimola meccanicamente i movimenti peristaltici, e massaggia gli organi ad esso adiacenti.

Disordini derivanti da una muscolatura del pavimento pelvico debole sono:
• Incontinenza, un problema medico grave, più comune del diabete o dell’ipertensione.
• Prolasso o discesa genito urinaria: tratto urinario, utero, vagina, intestini.
• Disordini nell’area del retto come costipazione, emorroidi, o addirittura incontinenza fecale.

Disordini del funzionamento delle strutture miofasciali nel pavimento pelvico possono contribuire ai seguenti problemi.
• Problemi maschili: i problemi di tensione del pavimento pelvico sono considerati essere principalmente una questione femminile, tuttavia riguardano anche gli uomini che soffrono di ipertrofia della prostata e di incontinenza o impotenza post-chirurgica.
• Dolore alla spina dorsale: un’instabilità della sezione lombosacrale risulta in un mal di schiena acuto e cronico e, per mezzo delle connessioni miofasciali, in una rigidità del collo o in una degenerazione dell’articolazione dell’anca.

Esercizio 22: Muovere la pancia verticalmente come un’onda.

• Benefici dal punto di vista tantrico: rilascia dolori muscolari
• Benefici dal punto di vista medico: aumenta Medrod, migliora la digestione e supporta l’egestione.

Esercizio 13: Trattenere la respirazione nel vaso ed eseguire circonduzioni dell’addome.

• Benefici dal punto di vista tantrico: aiuta in caso di problemi alle gambe e allo stomaco.
• Benefici dal punto di vista medico: migliora la digestione, sblocca la costipazione, aumenta l’energia del corpo.

Secondo la medicina tibetana

Questi due esercizi aumentano il calore metabolico ed hanno un effetto stimolante sulla digestione. Aiutano anche l’egestione e in caso di costipazione.

Secondo la medicina occidentale

Entrambi gli esercizi stimolano i muscoli addominali, come il retto dell’addome, il muscolo obliquo esterno, il muscolo obliquo interno, e il trasverso. Oltre alle loro funzioni motorie e stabilizzatrici, questi muscoli proteggono i delicati organi interni dall’ambiente esterno, custodendoli all’interno della cavità addominale. Supportano e permettono inoltre numerose funzioni fisiologiche dell’organismo, come la respirazione, la digestione, l’egestione, il parto, e addirittura l’attività della parola.

Secondo la medicina tibetana, mangiando cibo sano, stagionale e in linea con la propria tipologia, si previene l’indigestione e si aumenta il calore metabolico. E’ importante non mangiare troppo (si dovrebbe mangiare solo dopo che sia stato digerito completamente il pasto precedente) e bere molta acqua calda.

In aggiunta ai consigli riguardanti la dieta, è raccomandato praticare gli esercizi di yoga Nejang sopra citati, al fine di migliorare ulteriormente la digestione e la salute generale.

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Dr.Marian Majchrzycki

Tratto dal

Sowarigpa Journal _traditional tibetan medicine today_

Nr. 1 /2017 _ pag 24

In.foto Drukmo Gyal.©fotografo Adrian Robak

Traduzione dalľ inglese a cura di Valentina Tamiazzo

Buongiorno Sowa Rigpa! un viaggio alla ricerca della felicità

Buongiorno SowaRigpa! e con il buongiorno vi diamo  anche il benvenuto all’interno dell’affascinante mondo della Sowa Rigpa. Ma cosa significa, dunque, Sowa Rigpa?

Sowa Rigpa è il termine tibetano che indica la Medicina, che può essere tradotto come “la conoscenza in campo medico”. Nata sull’altopiano tibetano, circa 7.000-10.000 anni prima della nostra era, è una delle più antiche conoscenze mediche del genere umano, che, grazie alla natura del luogo, alla pratica continua, ma soprattutto al profondo rispetto dei suoi detentori, si è conservata incredibilmente fino ad oggi, attraverso un lignaggio ininterrotto, ancora nel suo stato originario e puro.

Sowa è un concetto ampio, che indica uno stato di completezza, di pieno benessere ed equilibrio, e può essere tradotto come “Guarigione”, ma anche come “Nutrimento”; Rigpa significa invece “Scienza”, “Conoscenza”, “Consapevolezza”, fino ad indicare anche il più sottile principio di “Conoscenza ultima”, “la natura assoluta e più intima della Mente”.

Ecco perché accanto a “conoscenza medica”, o meglio “Scienza della Guarigione” si affianca l’accezione di “Nutrimento della Consapevolezza”.

Per la tradizione della Medicina Tibetana questi due aspetti si fondono nel significato di Salute, l’equilibrio di Corpo, Mente ed Energia, che ci concede una serena e lunga vita, ma anche la ricerca di quella natura ultima della Mente, di quell’aspetto di perfetta Consapevolezza che è “l’equilibrio assoluto”, al di là della legge di causa ed effetto, che ci schiude le porte della vera Felicità.

È in quest’ottica che la Medicina Tradizionale Tibetana si basa sì sul trattamento, ma più ancora sulla prevenzione, sull’analisi delle cause, sulla radice del problema più che sul semplice sintomo.

La Medicina Tradizionale Tibetana è dunque una conoscenza naturale e olistica, che si rivolge ai bisogni dell’individuo in generale – come Corpo, Mente e Spirito – in modo integrato, intendendo il termine olistico (όλος, che in greco significa “tutto”) nel senso più esteso.

È in questo senso che, in modo simile all’antica medicina europea, nella medicina tibetana vengono incorporate l’astrologia, l’astronomia, l’arte, lo studio dell’ambiente, la psicologia, la filosofia buddista stessa.

Nel concetto centrale di Tendrel, in cui Ten significa “dipendenza” e Drel significa “connesso”, si esprime quel principio di causa ed effetto, di “interdipendenza” di tutti i fenomeni e di tutti gli elementi della natura come un’infinita rete di connessioni che pervade l’intero universo e ci collega, all’ambiente, gli uni agli altri, tutti ad un unico “Tutto”.

Poiché tutto (noi compresi!) è composto di Cinque Elementi – Spazio, Aria, Fuoco, Acqua, Terra – sono molte le sollecitazioni che possiamo ricevere, in base alla nostra stessa natura, all’ambiente, al ciclo delle stagioni, a ciò di cui ci nutriamo e al nostro stile di vita, ma al tempo stesso, proprio perché tutto di questi elementi è composto, è possibile cercare di riportarli un equilibrio.

“Nel 1948 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha formulato questa definizione per il termine Salute: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un assenza di malattia o di infermità”.

Il riconoscimento di un equilibrio armonico, che va oltre la semplice integrità del corpo fisico, si connette al principio fondamentale su cui si basa la Sowa-Rigpa: la scienza della guarigione non può prescindere dal nutrire la consapevolezza.

Recuperare la consapevolezza di esperienze naturali quali dormire, mangiare, respirare, imparare ad ascoltare le proprie necessità, acquisire familiarità con se stessi e con l’ambiente circostante, sono passi semplici, ma fondamentali per cogliere i frutti del benessere secondo questa scienza medica millenaria: una lunga vita colma di felicità.

MC