I Tesori Nascosti: I Gyu Shi e la Storia di Drapa Goshe

D’una città, di un luogo , non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda
(Le città invisibili)

Ci sono molte storie che si perdono nella notte dei tempi, molte storie delle quali non siamo a conoscenza, ma che per qualche motivo ci risuonano dentro, quando le ascoltiamo. Questo mi è capitato spesso durante il mio viaggio in Tibet, una storia che contiene molte piccole storie che si intrecciano con altre,  ed è straordinario trovarsi in un luogo, e ri-scorpire cose che non conoscevi o non inseguivi,  ma che per una serie di eventi concatenati, o per il famoso vento del karma, un giorno qualsiasi, ti ritrovi ad ascoltare, diventandone testimone. Il vento karmico, mi ha portato nel 2017, sulla strada per Samye, a visitare un luogo di nome Dranang, dove si cela, come un gioiello ben conservato dentro ad uno scrigno, il monastero di Dra tang (grwa thang).

Siamo in pieno Tibet centrale a poche ore da Lhasa. Per la via, dal finestrino, la mia vista si riempie delle case tibetane, di verdeggianti colline, di bandiere colorate che svettano dalle case di terra dai tetti piani, di uomini e di donne chinati a lavoro, nei campi giallo-dorato, forse per la raccolta di orzo. Vorrei immaginare di essere in un altro tempo storico, e mentre la mia mente corre e scorre queste valli, ecco che  ci fermiamo davanti ad un altro monastero, ma non è un monastero qualunque.

Il monastero di Dra Tang, fondato nel 1081, è un luogo unico collegato alla tradizione della medicina tibetana e ai suoi protettori. E’ il monastero di Drapa Ngonshe (grwa pa mngon shes), il Terton che ha rivelato i Gyu Shi, e non solo. Magnifica coincidenza, arrivarci nell’agosto 2017, proprio quando ricorrevano i 1005 anni dalla nascita di Drapa Ngoshe. A distanza di due anni, aiutata dalla mia memoria, e dall'articolo di Anastasia, ripercorro quella visita.

Ma andiamo con ordine. Chi è Drapa Ngoshe?.

Drapa Ngoshe 1012 -1090

La storia della medicina tibetana e dei Gyu Shi, il famoso testo base, della Sowa Rigpa, si intrecciano con questo personaggio che fa da ponte, per così dire, tra i due Yuthok (il vecchio e il Giovane) e Guru Rimpoche (Padmasambhava).

Drapa nacque nel Tibet centrale nel 1012, nell’anno del topo di acqua (maschile). Il suo nome di ordinazione era Sherab Gyelwa (shes rab rgyal ba). Era chiamato "Drapa" perché era strettamente associato con la Dranang Valley (grwa nang) e "Ngonshe" perché sapeva (shes) l'Abhidharma (mngon pa).

Fu ordinato monaco nel monastero di Samye, ma più tardi nella vita rimise i suoi voti e visse come laico. Fu profetizzato da Guru Rinpoche come uno dei primi terton - rivelatori di tesori nascosti, i terma (gter ma). Fu anche il primo insegnante della famosa Yogini Machig Labdron, (la fondatrice della pratica Chod e madre del lignaggio), alla quale insegnò per quattro anni la Prajñāpāramitā, e successivamente, più tardi, fui lui stesso a ricevere gli insegnamenti del Chod, da un allievo di Machig ( il discepolo Kor Nirupa).

Drapa Ngonshe era un praticante, diligente e umile, trascorreva molto tempo facendo ritiri ed insegnando Dharma. Una volta, mentre stava meditando sulle montagne vicino a Samye, ebbe una visione del Guru Padmasambhava. Egli comunicò a Drapa che doveva costruire 108 monasteri. Drapa Ngonshe pensò: sono una persona semplice, come posso costruire tanti monasteri? Non ho risorse per eseguire un compito così grande!

Allora Guru Rinpoche rispose: "Non preoccuparti. Ci sono due potenti protettori che ti aiuteranno a ottenere tutto ciò di cui hai bisogno nella tua vita. Dovresti andare al monastero di Samye. Lì, nella camera del protettore di Behar, rivelerai il terma di Shanglon e  di Dzambala rosso. Praticandoli, loro ti aiuteranno ".

Guru Rimpoche

Drapa Ngonshe fece come gli era stato ordinato. Nel tempio del protettore del monastero di Samye, rivelò il terma dei due protettori, e da allora iniziò a praticarli. Durante la pratica del Dzambala Rosso, un uomo rosso venne da lui e gli chiese cosa voleva. Drapa Ngonshe rispose che voleva costruire molti templi, ma aveva bisogno di risorse per fare questo. Così il Dzambala Rosso, gli procurò una grande quantità d'oro, così da poter iniziare il suo nobile lavoro.

Samye

Un'altra volta, quando Drapa Ngonshe aveva 28 anni, e stava facendo la pratica di Shanglong con sincero desiderio di essere in grado di aiutare tutti gli esseri, ebbe una visione del protettore Shanglon, che gli chiese cosa volesse più di ogni altra cosa.

Drapa rispose: - “Voglio ricevere tutte le conoscenze per aiutare tutti gli esseri , per prevenire e curare le malattie, aiutarli sia a livello fisico che spirituale, cosicché possano andare oltre ogni sofferenza.

Shanglon gli rispose: " Beh, allora sappi che  c'è un raro insegnamento proveniente dal cuore del Buddha della Medicina. Passò da Odiyana in India e poi in Tibet, ed infine  al re Trisong Detsen e Yuthok Yonten Gonpo (il vecchio). E’ stato nascosto all'interno del pilastro nel monastero di Samye. Trova questo insegnamento, e questo porterà beneficio a molti esseri. Questa conoscenza può aiutare le persone  in questa vita, ma anche coloro nella vita futura, e tu sarai libero dal Samsara".

Drapa Ngonshe si recò nuovamente al monastero di Samye, e da un pilastro al secondo piano del gompa principale, tirò fuori un testo - la prima versione originale dei Gyushi (Rgyud bzhi),  i Quattro Tantra medici. Lo insegnò per la prima volta a Dratang Gompa, che da allora furono chiamati i “Dratang Gyu Shi”. Drapa trasmise questa preziosa conoscenza al suo discepolo Upa Dargye, che a sua volta lo passò a Tsoche Konkyab. Quest'ultimo alla fine lo diede a Yutok Yonten Gonpo il giovane (gyu thog yon tan mgon po). Yuthok il giovane lo ha sistemato e completato, e ne è uscita la versione finale del Gyu Shi, che è il testo essenziale, più importante per gli studi di medicina tibetana, ancora oggi.

Dratang Gompa

Al nostro arrivo abbiamo avuto il privilegio di essere guidati nella visita, dall'abate del monastero stesso.

Dratang Gompa è costituito da tre parti: la sala principale di meditazione, il tempio di Shanglon nell'ala destra e il tempio del Buddha della Medicina in quella di sinistra. Inoltre ha una biblioteca spaziosa, un edificio di nuova costruzione, nella quale sono conservati molti testi buddisti, pratiche spirituali e altri testi di guarigione, inclusi i blocchi di legno, le matrici dei Gyu Shi, dai quali vengono ristampati ogni anno solo 100 copie. Queste matrici di legno, sono della migliore qualità esistente usata oggi in Tibet

C'è anche un piccolo edificio con tre stanze, che viene usato per i ritiri isolati.
Per prima cosa abbiamo visitato il gompa principale, dove si trova una grande statua dorata di  Dorje Chang, una statua molto antica, chiamata dai monaci Atsam, ovvero  “la statua parlante”.

Ci hanno raccontato che ai tempi dell'invasione mongola in Tibet, l'esercito mongolo attaccò il monastero. Quando iniziarono a distruggere la statua, questa emise un suono - "Ah tsa tsa tsa" – che in tibetano significa "ahi, ahi, mi fai male. A questo punto, le truppe mongole spaventate dalla voce, fuggirono. In questo modo la statua, salvò il monastero dalla sua distruzione.
Grazie alla presenza del dr Nida, ci è stato permesso di entrare in una sala interna, dove sono conservati dei dipinti molto antichi, appartenenti al X secolo. Questo “spazio” non è comunemente accessibile, proprio per proteggere e tutelare la preziosa arte murale.

E una grande sala rettangolare molto alta, celata e buia, l’odore di terra, pietra e umidità, ricorda una caverna sotterranea. Si intravedono tra le crepe e le croste che adornano il muro, figure con colori sbianditi, che rappresentano i dieci buddha delle dieci direzioni, con i diciotto arhat e altre figure. Il tratto è semplice, ed è una interessante combinazione di tre diversi stili: tibetano, nepalese e cinese, una rarità forse unica nel suo genere, dipinti da artisti sconosciuti, più di mille anni fa.

La nostra preziosa guida, ci ha detto che una volta c’erano anche delle statue a rappresentare i buddha delle dieci direzioni, e una enorme statua del Buddha, ma che purtroppo sono andate distrutte durante la rivoluzione culturale. Adesso è possibile vedere una statua più piccola (!) in sostituzione e copia di quella più antica, andata perduta.  

Il Tempio di Shanglon

Quindi visitammo il tempio di Shanglon. Shanglon è il protettore della medicina e della cultura tibetana. Il tempio è piccolo, squadrato con le pareti completamente dipinte di nero, ma dalle quali emergono i profili in bianco e oro dei vari protettori. Al centro della stanza, davanti alľ altare, si staglia una grande coppa di offerta, dentro la quale anche noi abbiamo versato litri e litri di chang, per la puja  alla quale abbiamo assistito, pregando insieme ai monaci del tempio, accompagnati dal suono poderoso del tamburo.

La figura centrale del tempio, Shanglon, è circondata dai quattro re - i protettori delle quattro direzioni - e in alto si trova una grande testa di yak, di colore bianco. Come ci ha raccontato l’assistente del monastero di Drathang, si dice che quando Drapa faceva la pratica di Shanglon, ebbe la visione di un grande Yak, che assicurò supporto per realizzare tutte le sue aspirazioni. Drapa Ngonshe comprese che lo yak, era la manifestazione esteriore di Shanglon. Per commemorare questo, realizzò una grande testa di yak, piena di sostanze preziose e mantra segreti. Successivamente questa testa di yak è stata posta nel gompa, dove si trova ancora adesso.

Dentro una stanza laterale, diverse preziose statue di divinità protettrici di vario genere, sfilano lungo le pareti, racchiuse dentro delle teche di vetro, per impedire che visitatori e devoti, le tocchino rovinandole, appoggiandoci la fronte come si usa fare, per riceverne la benedizione.

Dietro una di queste statue, una di shanglon,  appare un dipinto sul muro di Avalaokitesvara bianca, dalle 1000 braccia. Su questo dipinto, ci narrano una storia che riguarda appunto, un aspetto interiore di Shanglon: questa potente energia protettiva, funziona per tutti coloro che sono aperti e connessi ad essa. Sebbene la figura si mostri in modo irato, la sua vera essenza è la compassione.

Seicento anni fa esisteva un Grande Pandita, che costruì un'enorme statua di Buddha, una delle più grandi del Tibet. Stava cercando il modo in cui proteggere questa statua, quando un uomo bianco si manifestò a lui, e disse che lo avrebbe aiutato a proteggere la statua. Quando questo Pandita arrivò  Dratang, vide di nuovo quell'essere bianco, dissolversi in un muro, e in quel punto, si manifestò proprio il dipinto di Avalokiteshvara bianco, dalle mille braccia. Comprese che Avalokiteshvara – il buddha della compassione- era ľ aspetto interno di Shanglon.

Le sue mille braccia simboleggiano le mille attività. Questo dipinto auto-manifestato è stato coperto per secoli, finché riportato alla luce, è stato mostrato al pubblico solo nel 2012, per il 1000° anniversario di Drapa Ngonshe.

Abbiamo avuto ľennesimo privilegio di vedere le bellissime torma di offerta a shanglon, che una volta all’anno (per l’anno nuovo e con speciali rituali) i monaci del monastero preparano. Molte persone vengono ad assistere all’evento anche dai villaggi lontani, per ricevere la benedizione del protettore, e prendere la polvere di queste torma, che i monaci donano ai partecipanti, perché è una rinomata sostanza curativa e di protezione.

Tempio del Buddha della Medicina, e la trasmissione dei Gyu Shi

L'ultimo edificio che abbiamo visitato, è stato il tempio del Buddha della Medicina, che contiene bellissime statue del Buddha della Medicina, di Drapa Ngonshe, di Yuthok e del Re Trisong Detsen.

Mi ha colpito il dipinto murale, commissionato dalľ Abate del monastero, che rappresenta il lignaggio dei Gyu Shi.

Si dice che i Gyu Shi fu originariamente insegnato dal Buddha della Medicina in Oddiyana, e poi apparve in India. Fu portato in Tibet dal grande traduttore, Vairocana nel VII/VIII secolo.

Un'altra versione della storia, dice che in realtà, i Gyu Shi sono stati redatti direttamente da Yuthok Yonten Gonpo il vecchio. In entrambi i casi, è diventato un terma, nascosto da Guru Rinpoche e dal re Trisong Detsen, nel monastero di Samye, che come profetizzato, sarebbe stato rivelato 150 anni dopo, quando l'umanità sarebbe stata pronta a riceverlo.

Grazie alla sua sincera motivazione ad aiutare gli esseri senzienti, Drapa Ngonshe fu in grado di scoprire il Terma nel 1038, e trasmetterlo a Yuthok il Giovane, attraverso i suoi discepoli. Yuthok  il giovane ha predetto che, dopo averlo trasmesso solo al suo primo discepolo, Sumtong Yeshe Zung, si sarebbe diffuso ampiamente in tutto il mondo, portando beneficio a molte persone.

Non è bastata la calda accoglienza da parte dei monaci del tempio, che alla fine della visita, ci hanno rifocillato con riso, uova e thé, abbiamo avuto anche l’occasione unica, di poter acquistare una delle 100 copie dei dratang Gyu shi, che vengono stampati ogni anno. La vista della biblioteca, dove abbiamo potuto ammirare, le matrici di legno, e vedere dove stampano e avvolgono le pecha, è stato l’ennesimo dono, di un viaggio incomparabile.  

Ma non finisce qui…

Samye Monastery e il tesoro nascosto.

Il giorno dopo la visita a Dratang, giungiamo al famoso Monastero di Samye, uno dei più antichi monasteri del Tibet, fondato dallo stesso Guru Rinpoche. La nostra curiosità, dopo aver conosciuto la storia di Dratang, è quella di arrivare nel luogo storico, nel famoso “anfratto” dentro al Pilastro, Drapa Ngonshe ha rilevato i Gyu Shi.

Dietro una parete di legno densamente dipinta di vivaci colori,  fiori e  simboli di buon auspicio, appare una piccola apertura quadrata, dove si può entrare solo chinandosi. Piegandoci sulle ginocchia  e carponi, uno alla volta, abbiamo gattonato dentro la parete di legno.

il Dr. Nida mentre riporta a Samye i Gyu Shi

Nell’intercapedine, piccola e buia, si trova una lunga stretta scala a pioli, che conduce ad un alto soppalco. In questo soppalco si trova la segreta stanza, con la statua di Vairocana e del re Trisong Detsen, silenti testimoni del “tesoro rivelato”. La stanza solitamente è chiusa, ma quel giorno è stata eccezionalmente aperta perchè il dr. Nida assieme al capo del Dratang Gompa, riportasse una copia dei Gyushi, nel pilastro ove furono “svelati”. La statua di Vairocana in precedenza a mani vuote, oggi contiene una stampa tradizionale dei  Gyushi, proveniente da Dratang!

La visita ai monasteri di Dratang e Samye è stata davvero di buon auspicio.

visita a Samye
i dratang - "Gyu Shi"

Siamo profondamente grati al Dr. Nida per averci dato la possibilità di connetterci direttamente con le radici della Sowa Rigpa, e ai luoghi di nascita dei Gyu shi, in un viaggio che è stato prezioso, a più livelli.

Laura Bellandi

Fonti: foto - credit Matteo Lucca, Laura Bellandi - Sorig Journal nr 2/2018 - Anastazja Holecko - appunti di viaggio Laura Bellandi

L’EQUILIBRIO, sul tetto del mondo

Nata in un paesaggio bellissimo ma spesso ostile, la Medicina del Paese delle Nevi ha dovuto far presto i conti con condizioni climatiche estreme ed esigenze di vita spesso faticose, che non permettono di lasciare fuori dalla sua analisi nessun dato, strutturando un complesso sistema che, con consapevolezza e lungimiranza, tiene conto di ogni valutazione ambientale e individuale, inserendo pienamente lo sviluppo della persona in un'ampia rete di interrelazioni ed interconnessioni, e accompagnandola in ogni momento della vita. In alcune regioni gli abitanti dell'altopiano sanno ancora bene cosa significa nascere in una tenda o Yurta magari con temperature impossibili, crescere sotto un cielo così vasto e vicino confrontandosi con l'altitudine, imparando a collaborare con una terra che solo con duro e paziente lavoro concede la sua fertilità.

È anche per questo che la Medicina Tibetana, e himalayana, non tralascia di indagare nessuno strumento: tiene conto delle tradizioni più antiche, che quasi si perdono nella leggenda, conservando con cura elementi autoctoni che ad un'analisi attuale paiono di una incredibile lungimiranza, ma è sempre aperta al confronto, studiando e incorporando elementi delle culture confinanti e non solo, come la Medicina Ayurvedica e Cinese, la Medicina Persiana, e, per suo tramite, anche la nostra Medicina Ippocratica, arrivando addirittura a istituire antichi Congressi medici in cui incontrarsi e confrontarsi. È veramente una medicina Olistica, che tiene conto, con una visione globale, di ogni fattore e interazione, lavorando prima di tutto sulla prevenzione e sul mantenimento della salute come un equilibrio ottimale.

Attraverso la trasposizione in Cinque Elementi - Spazio, Vento, Fuoco, Acqua e Terra - tutto viene analizzato e valutato: la specifica natura del corpo fin dalla sua formazione, l'ambiente in cui si colloca e lo stile di vita, il tempo stagionale e le età che attraversa, l'alimentazione, le attività, l'aspetto emotivo e psicologico, l'interazione sociale.

Per tutto il cammino della vita, dalla nascita alla morte, la Medicina Tibetana accompagna la persona nel suo sviluppo e nel suo percorso, favorendo un buon equilibrio del corpo e della mente.

Fin dal concepimento vengono analizzate le condizioni migliori per la gestazione e lo sviluppo del feto, fin dalla nascita è possibile identificare le caratteristiche e le migliori indicazioni per la crescita di quello specifico bambino, favorendo lo sviluppo del corpo e della mente seguendone la dieta, l'ambiente di vita, l'attività fisica, i rapporti sociali, la formazione del carattere e l'etica. Niente viene lasciato in secondo piano, tutto concorre alla formazione di un individuo stabile e in buona salute. Così anche nella quotidianità dell'adulto e nella piena maturità, in situazioni specifiche, come la ricerca della fertilità, o nell'ordinario susseguirsi delle stagioni, la medicina continuerà ad essere, più che un rimedio, una fedele e immancabile compagna di vita, volta a preservarne la qualità, l'equilibrio, la longevità, e, non ultimo, la felicità. Anche la terza età viene valutata con le sue specifiche caratteristiche, applicando accorgimenti e terapie esterne che permettano di vivere in pienezza non solo una lunga vita, ma una lunga vita sana, serena e soddisfacente.

  In questa attenta e precisa visone globale dell'individuo, ovviamente, non può mancare anche il sostegno e l'accompagnamento nel momento più difficile: con sincerità e delicatezza vengono affrontati anche la fine della vita e il trapasso, fornendo un valido supporto ben oltre i temi pratici della condizione fisica, offrendo strumenti preziosi nell'elaborazione dell'evento sia per l'individuo che per i suoi cari. Benché proveniente da una terra tanto lontana, non è difficile comprendere quanti benèfici suggerimenti questo approccio di vita possa offrire alla nostra stressante e frenetica quotidianità: riappropriarsi del corretto rapporto con il tempo e l'ambiente, imparare di nuovo ad ascoltare le esigenze del corpo e della mente, recuperare un concetto di salute come equilibrio e benessere e non solo come assenza di malattia, riappropriarsi, dunque, attraverso quest'antica tradizione, delle nostre stesse antiche tradizioni, di semplici strumenti di facile applicazione, di un ben-essere che ci accompagni davvero in ogni momento della vita.

La Sowa Rigpa è dalla parte dell’umanità, e a beneficio di tutti gli esseri.

Marie Corrao

Foto: Viaggio in Tibet - agosto 2017 credits LB.